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POLITICAPRIMO PIANO

Adesso tocca (solo) a lui

Un’amministrazione a casa dopo un commissario alla ricostruzione. Il vento del cambiamento, in quel di Casamicciola, induce qualcuno a pensare a un disegno preordinato, ma è chiaro che sono solo suggestioni. Ma adesso tutti i poteri e le funzioni, come già peraltro “profetizzato” in un’ordinanza, passano a Giovanni Legnini

Ci sono gli interrogativi, i dubbi più o meno amletici, le tante domande che necessitano di trovare altrettante risposte. Una cosa è certa, prepariamoci a un 2023 ben diverso dall’anno solare che stiamo vivendo. Perché se in questa primavera la marcia di avvicinamento alle elezioni amministrative in programma a Ischia e Barano si è rivelata di una “mosciarìa” più unica che rara (sperando di non urtare anche a posteriori la suscettibilità di chi pensava di poter essere un protagonista della partita e invece non è riuscito a recitare neppure il ruolo di comparsa) è chiaro che nell’anno che verrà ne vedremo delle belle non solo a Forio – dove il ritorno alle urne era di fatto calendarizzato – ma anche a Casamicciola, dove sarà anticipato di un anno dopo lo scioglimento del consiglio comunale causato dalla sfiducia al sindaco Giovan Battista Castagna siglata da sette consiglieri comunali, tre di minoranza e quattro di maggioranza. Le ultime due firme raccolte dall’opposizione, invero, hanno aperto il dibattito in seno alla ex amministrazione ma anche tra addetti ai lavori e non. Da una parte c’è chi sottolinea la marcata sensazione che si avesse a che fare con personaggi troppo facilmente suggestionabili dal “canto delle sirene” (nel caso di Nunzia Piro, tanto per dirla tutta, una candidatura a sindaco che ovviamente non arriverà mai) proveniente da altre sponde, dall’altra chi vuole ipotizzare scenari molto più estesi spingendosi a non escludere a priori qualche disegno preordinato, frutto anche dello scarso feeling relazionale tra la band guidata da GB Castagna e la Regione Campania che peraltro ha voluto fortemente il neo commissario Legnini. Per carità, “film luce” e ci mancherebbe altro, ma certo che la giostra si fermi nel momento in cui la ricostruzione stia per entrare nel vivo è senza dubbio una straordinaria coincidenza dal punto di vista cronologico. C’è qualcuno che sospetta che la politica ad alte sfere possa essersi mossa, ma è chiaro che trovare riscontri è difficile se non impossibile e dunque parliamo di aria fritta. Anche se, come osservano i maligni, tutte le situazioni riconducono a un’unica matrice un po’ come tutte le strade portano a Roma (o a qualche capitale estera).

Chiacchiericci a parte non si può non guardare allo stato dell’arte, dalla cui analisi ciascuno può ricavare l’idea che vuole. Siamo seri, se la ricostruzione fino a questo momento ha proceduto a rilento – lo ha detto fino alla noia Legnini, l’ultima volta sabato sera sul prestigioso palco del Premio Ischia, dinanzi al gotha della stampa nazionale – la colpa non può essere del sindaco (ex) di un piccolo comune di provincia. E non a caso la staffetta tra Carlo Schilardi e Giovanni Legnini è da interpretare (checché se ne dica) come una implicita ammissione di fallimento del Prefetto. Lo scenario adesso è chiaro, tutte le pratiche finiranno in capo alla struttura commissariale, dal rilascio delle sanatorie fino ad arrivare alla concessione del contributo alla ricostruzione con l’istituzione di una conferenza di servizi di primo e secondo grado, adempimenti burocratici sui quali vi risparmiamo dettagli per non tediare il lettore. E in questo caso, va detto, l’apertura di uno sportello del commissariato sulla nostra isola (location Palazzo Reale) è da intendersi come un chiaro segnale. Insomma, il quadro è chiaro: ora che c’erano da far uscire centinaia di autorizzazioni con il silenzio assenso, adesso che è giunto il momento di rilasciare le sanatorie con il relativo contributo, ecco che sindaco e compagnia vanno anticipatamente a casa e che tutto – ma proprio tutto – finisce inesorabilmente tra le mani della struttura guidata da Legnini. A questo punto gli scenari sono già belli e delineati: verosimilmente la commissaria prefettizia utilizzerà la struttura del commissario per aiutare i tecnici a presentare le pratiche di ricostruzione e attenzione a un altro indizio: come appena sottolineato, dall’ultima ordinanza commissariale pare che il rilascio del permesso a costruire in sanatoria sia stato unificato al rilascio del contributo. Insomma, tutto nelle mani del commissario quasi a voler esautorare l’ente del Capricho. Quasi una sorta di profezia. Per carità, restano tutte supposizioni, ma è chiaro che gli incroci cominciano ad essere quantomeno intriganti.

La sfiducia alla ex maggioranza, e questo è certo, cancella anche l’accelerazione data al settore dopo anni e anni di inerzia. E’ risaputo, infatti, che a partire dal 2019 la nuova commissione paesaggio si è messa al lavoro alacremente per rilasciare il parere sulle istanze di definizione di condono presentate da cittadini casamicciolesi, che erano ovviamente per poter arrivare al contributo. E le pratiche evase sono state davvero centinata con i componenti dell’organismo che non hanno smesso di riunirsi nemmeno durante il periodo della pandemia. Guarda caso, non appena si è raggiunta la quadratura del cerchio sulla questione silenzio assenso – che avrebbe messo in condizione il Comune di rilasciare centinaia di condoni (con un ritorno in termini di immagine certamente non da poco conto dal punto di vista politico) arriva il ribaltone, si insedia il commissario prefettizio e la struttura commissariale avoca tutto a sé. Il disegno si è compiuto? Noi non vogliamo crederci ma come diceva la buonanima di Andreotti a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina. Intelligenti pauca…

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