Statistiche
CRONACAPRIMO PIANO

Amazon minaccia il commercio, ora il terziario fa “mea culpa”

Il colosso degli acquisti on line mette a rischio la sopravvivenza di molte attività anche sulla nostra isola. Ma alcuni qualificati addetti ai lavori ammettono che finora si è fatto poco per provare a fronteggiare il fenomeno

La questione ha da tempo una dimensione mondiale, ma il dibattito sull’isola si è innescato qualche settimana fa. A novembre era infatti partito l’invito a “comprare ischitano” parte dall’associazione Tifeo, iniziativa sostenuta dal progetto “Destinazione Ischia”, che mira alla promozione turistica dell’isola verde, e  da una serie di imprenditori, tra i quali l’ex senatore Salvatore Lauro, il quale aveva dichiarato: «È il momento di fare comunità, sostenendo le piccole imprese del territorio a discapito delle multinazionali».

E il tema, soprattutto in tempi di crisi economica indotta dalla pandemia e a poche settimane dal Natale, è di quelli caldi. Anche tra gli ischitani sale esponenzialmente il numero di chi si affida alle grandi multinazionali del commercio on line, di cui Amazon è l’esempio più evidente, per risparmiare denaro nell’affannosa corsa al regalo natalizio, ma anche più in generale nella ricerca di prodotti che alla qualità uniscono il basso prezzo e la comodità della consegna in poche ore a domicilio. Un atteggiamento che inevitabilmente finisce per aggravare la già critica situazione del commercio locale. Tra i consumatori si sono rapidamente polarizzate due “correnti” di pensiero: una è quella di chi punta il dito sui prezzi elevati delle merci vendute nei negozi isolani e che preferisce acquistare on line, l’altra che invece invita nonostante tutto ad aiutare il commercio locale preferendo recarsi di persona presso le attività commerciali. Tra queste posizioni, come è prevedibile, si sono create un’infinità di sfumature, compreso il pensiero di chi pur non escludendo l’effetto devastante dei colossi dell’e-commerce ipotizza qualche responsabilità della categoria: i commercianti, in sostanza, non avrebbero fatto tutto il possibile, dai prezzi al servizio, per mettersi al passo e almeno evitare di rimanere travolti da un confronto che resta in ogni caso impari.

FRANCESCO PEZZULLO: «L’unica possibilità di fronteggiare l’on line per il commercio isolano è unirsi, organizzando un unico centro commerciale naturale, programmando insieme per tempo i vari sconti, gli acquisti tramite una piattaforma on line e le consegne a domicilio, ed è da tempo che bisognava farlo»

«Innanzitutto – riflette Francesco Pezzullo, presidente Confesercenti dell’isola d’Ischia – penso sia impossibile per un negozio isolano, piccolo o anche grande, pensare di fare concorrenza con giganti come Amazon: l’80% delle consegne dei corrieri in questi giorni pre-natalizi riguarda prodotti acquistati on line. La cosa giusta sarebbe stata quella di programmare con largo anticipo, unendo i commercianti locali che avrebbero potuto creare una sorta di centro commerciale naturale, ad esempio al centro di Forio, pianificando insieme i vari sconti, gli acquisti tramite una piattaforma on line e le consegne a domicilio. Ma appunto, bisognava pensarci prima e in modo adeguato. Io sono anche favorevole a invitare all’acquisto “sotto casa”, però bisogna essere sinceri e capire se sotto casa posso davvero trovare una valida alternativa a quello che mi offrono i colossi on line. Con questi ultimi, i negozi locali non potranno mai competere, potendo al massimo puntare alla cortesia, all’attenzione personale. In ogni caso, dovremmo organizzarci e programmare, se vogliamo resistere».

MARCO BOTTIGLIERI: «Le multinazionali on line dovrebbero essere adeguatamente tassate, e noi dobbiamo attrezzarci senza piangerci addosso. L’economia turistica di Ischia ha comunque bisogno di un certo volume di shopping in presenza, altrimenti la desertificazione del commercio si ripercuoterà sull’intero tessuto socio-economico locale»

Aggiunge il noto imprenditore Marco Bottiglieri: «Il mondo va sempre più verso il commercio on line, e attività come le nostre avranno vita sempre più dura, perché non si riesce ad essere realmente concorrenziali su quel tipo di mercato. I commercianti ischitani stanno anche tentando di avviare le vendite on line, ma le multinazionali dell’e-commerce saranno sempre irraggiungibili: va inoltre considerato il problema dell’elusione fiscale di tali colossi, che pagano una quantità di tasse molto bassa rispetto ai commercianti tradizionali , riuscendo quindi a fare prezzi bassi e maggiore scelta. In ogni dobbiamo attrezzarci, senza piangerci addosso, dedicando più assistenza ai clienti e tutto ciò che non può offrire una multinazionale. Parallelamente dovremmo, come si sta tentando in Francia, fare in modo che le multinazionali paghino le giuste tasse in ogni Paese in cui operano. Ma il Parlamento Europeo non riesce a esprimere una volontà univoca in materia, anche per le pressioni americane con minacce di boicottaggio sulle importazioni. Tra l’altro una realtà turistica come Ischia ha comque bisogno di un certo volume di attività commerciali sul posto, altrimenti la desertificazione del commercio che sta già da anni caratterizzando le nostre strade principali finirà immediatamente per ripercuotersi su tutti gli altri settori, impoverendo pesantemente l’intero territorio».

Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

4 Commenti
Più vecchio
Più recente Più Votato
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Carlo

La crisi portata dal covid ha colpito duramente anche l’economia ischitana, da sempre improntata allo sfruttamento dell’oligopolio esistente come conseguenza dello status isolano. La lezione è pesante ma non sarà recepita perché l’indole predatoria è dura a morire…Si è parlato di evasione fiscale ma non si è parlato degli stipendi e degli orari che le povere commesse dei negozi ischitani. Negozianti ischitani, ora mangiatevi pasta e fagioli e rinunciare alla barca a mare, la festa è finita.

sassa

quando la desertificazione commerciale sarà completata lei pagherà il prezzo (alto) che decide Amazon e non avrà alternative. E si troverà a rimpiangere la bottega che forse pagava anche un po’ di tasse (cosa che Amazon non fa) e faceva lavorare qualcuno del luogo(anche pagandolo poco). Bisogna reagire, e non solo a Ischia

Carlo

Il mondo del web è pieno di e-commerce e alternative. Nel frattempo si gusti i portapacchi dei motorini pieni di pacchi Amazon e continui a fare la fame. Nel frattempo io risparmio e continuo a guadagnare con investimenti Amazon. Quando abbasserà definitivamente la serranda per me sarà un giorno di estrema gioia.

maurizio brandi

Chi ha voluto la globalizzazione,adesso se la tenga,senza lamenti……,!!

Back to top button
4
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex