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Aneddoti e targhe ricordo, rinsaldati i rapporti tra Ischia e Bacoli

Si è tenuta  presso la sala conferenze dell’”Hotel Re Ferdinando” di Ischia, la presentazione  del libro di Giuseppe Scotto di Luzio dal titolo “ROMANO MESCHIERI – L’ANGELO BIONDO U.P. SIBILLA 1957/1958”. La storia narrata da Scotto di Luzio è quella di un giovane portiere che sul finire degli anni cinquanta del secolo scorso con le sue strabilianti parate divenne un vero e proprio mito nella città flegrea in quanto per due anni tra i pali rappresentò una vera e propria saracinesca invalicabile per gli attaccanti avversari. Essendo che in quegli anni l’Ischia calcio militava nello stesso girone della Sibilla, furono tante le sfide tra le due squadre alcune delle quali raccontate nel libro di Scotto di Luzio il quale, tra l’altro,  narra anche un aneddoto di cui a Bacoli si ha ancora memoria. Riguarda uno straordinario goal messo a segno dall’attaccante ischitano Salvatore Di Meglio che segnò una memorabile rete proprio a Romano Meschieri. E cosi’ a distanza di ben sessant’anni dai fatti narrati, la presentazione del libro di Scotto di Luzio è stata l’occasione per rivivere  i fasti del calcio della metà del secolo scorso con lo storico incontro tra le vecchie glorie delle due squadre. Nel suo intervento Giuseppe Scotto di Luzio tra i vari aneddoti  ha ricordato quello relativo alla partita della pace che si tenne a Bacoli per mettere fine alla vivace rivalità tra le due tifoserie. Ebbene, la “pace” non ci fu neppure in quella occasione in quanto a fine  partita la rissa fu evitata solo grazie ad Andrea Impagliazzo, padre di Franco bandiera dell’Ischia conosciuto come Taratà, che difese i tifosi dell’Ischia con un remo recuperato su di una barca ormeggiata nel lago adiacente il campo sportivo. Salvatore Di Meglio, il bomber che segnò lo storico goal a Romano Meschieri, ha raccontato un simpatico aneddoto anche questo relativo a un momento di vivace confronto tra tifosi avversari. “Avevo diciotto anni e al termine di una partita vinta in casa della Sibilla, il Presidente Filippo Ferrandino mi fece mettere davanti agli ischitani perchè essendo militare i supporter bacolesi non avrebbero potuto picchiarmi”. Enrico Scotti oltre ad aver ricordato i protagonisti di quell’epoca che purtroppo non ci sono più, ha sottolineato l’importanza di questo incontro in quanto senza memoria storica non c’è futuro mentre Enzo Ferrandino, vicesindaco di Ischia, oltre a portare i saluti dell’Amministrazione comunale, ha ringraziato gli organizzatori dell’incontro per aver avuto la possibilità di ricordare un periodo di storia sportiva ischitana che per motivi anagrafici non ha vissuto. Presente all’Hotel “Re Ferdinando” anche il Sindaco di Bacoli Josi Gerardo della Ragione, attuale Presidente della Sibilla Bacoli, il quale ha detto che nella sua città è impegnato alla rinascita del calcio popolare con una squadra cittadina che ha ripreso il suo cammino dalla prima categoria ma che conta di portare in serie “D” e perché no anche tra i professionisti. A sigillo del rinsaldato rapporto di amicizia tra gli ischitani e i bacolesi, Giuseppe Scotto di Luzio ha consegnato una targa ricordo e una pergamena alle vecchie glorie delle due squadre presenti in sala. A voler ringraziare di vero cuore gli amici di Bacoli a nome di tutti gli sportivi ischitani, ci ha pensato Vincenzo Rispoli, storica “bandiera” dell’Ischia Calcio. “Vogliamo augurarvi quello che meritate e cioè un mare di bene. Forza Sibilla e forza Ischia sempre”, ha detto tra gli applausi degli ex calciatori come lui che con immenso piacere e commozione hanno ricordato gli anni in cui calcavano i campi da calcio lasciando un ricordo indelebile della loro umanità e della loro bravura calcistica. Il piacevole incontro è terminato con il Sindaco di Bacoli Della Ragione che ha donato al dodicenne ischitano Domenico Savio la maglia ufficiale della Sibilla che quest’anno con il numero diciannove è indossata da Babù, ex giocatore di serie A nel Lecce di Zeman, affinchè i vincoli di amicizia tra gli sportivi ischitani e bacolesi possano essere solidi anche tra le nuove generazioni.

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