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Annunziata contro il decreto, Di Maio difende Ischia

ISCHIA. La questione del decreto-Ischia, attualmente all’esame del Parlamento per il procedimento di conversione in legge, continua a occupare la ribalta delle cronache nazionali. Sull’isola arrivano giornalisti delle principali testate e dei più noti talk show televisivi a sfondo politico, ma domenica scorsa è stato lo stesso vicepremier Luigi Di Maio ad essere chiamato ad affrontare l’argomento nella trasmissione Rai “Mezz’ora in più” andata in onda nel primo pomeriggio. La conduttrice, Lucia Annunziata, ha subito stuzzicato Di Maio richiamando le accuse di Renzi, il quale si era domandato quali interessi avesse il ministro del lavoro sulla nostra isola vista la sua premura verso quello che la giornalista ha definito “condono-Ischia”. Il vicepremier è stato categorico: «Chiariamo subito una cosa: nel decreto non c’è nessun condono per Ischia». Di Maio ha spiegato che sull’isola si sono applicate le famose leggi sui condoni predisposte dai precedenti governi, ultima la legge 326 del 2003, promulgata quando al governo c’era il centro-destra, ed è poi sceso nel dettaglio: «Nel territorio di tre Comuni dell’isola d’Ischia, un anno e mezzo fa c’è stato un terremoto. Tutti lo ricordano, ma nessuno sa che in un anno e mezzo non era stato fatto nulla, nemmeno la nomina del Commissario alla Ricostruzione. Con il nostro arrivo al Governo, abbiamo subito proceduto alla sua nomina, oltre a decidere di velocizzare l’esame delle istanze di sanatoria per le case crollate». Il ministro ha spiegato i motivi di tale atteggiamento: «Se non velocizziamo tali pratiche, non si potrà procedere alla ricostruzione. Abbiamo seicento famiglie sfollate che attendono risposte. Qualcuno erroneamente dice: “È un condono per l’intera isola”, ma è un’affermazione falsa. Oppure: “Si applica a tutte le case dei comuni terremotati”, altra frase altrettanto falsa. In realtà, la misura si applica soltanto alle case danneggiate: è questo il principio che stiamo cercando di portare avanti». Tuttavia la Annunziata non sembrava affatto convinta e ha rilanciato: «Ma molte delle case crollate sappiamo che sono illegali». Il vicepremier ha quindi ribattuto: «Sono illegali in quanto non sanate, ma a quelle case sono applicabili le leggi sui condoni stabilite in passato», ha detto Di Maio, mentre la Annunziata sarcasticamente ha tagliato corto: «Quindi è il condono del condono», dimostrando di non avere esattamente compreso il testo del decreto. A nulla è valsa l’ulteriore spiegazione del ministro, il quale ha precisato che si tratta soltanto della velocizzazione dell’esame delle istanze di sanatoria ai sensi di leggi risalenti a decenni fa. La giornalista ha cercato un ultimo appiglio chiedendo perché una tale misura non si sia applicata ad altre località colpite dal sisma. Di Maio ha spiegato che, mentre nel caso di un terremoto come quello dell’Irpinia nel 1980 fu possibile spostare intere comunità che abitavano in strutture abusive, ricostruendo in pratica i nuclei abitati a valle, un criterio del genere è impossibile da concepire su un territorio limitato e già ampiamente antropizzato come l’isola d’Ischia. «L’unica cosa che mi sta a cuore è ridare una cosa ai terremotati: noi siamo stati sul territorio, abbiamo parlato con tecnici e con la Protezione civile. Tutti sono stati unanimi nel dirci che se si velocizzeranno gli esami delle istanze di sanatoria, si potrà procedere alla ricostruzione, altrimenti Ischia resterà terremotata». Un’affermazione che, almeno in apparenza, è sembrata aver soddisfatto la conduttrice.

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