CRONACAPRIMO PIANO

Arrestato per spaccio, scarcerato Pasquale Migliaccio

Dopo la convalida dell’arresto, il Gip ha disposto la liberazione del 39enne dai domiciliari a cui era stato ristretto dopo il rinvenimento di 5 grammi di eroina da parte dei Carabinieri. Decisiva la ricostruzione difensiva ad opera dell’avvocato Massimo Stilla

È stato scarcerato Pasquale Migliaccio. Il magistrato non ha ritenuto di applicare misure cautelari al 39enne isolano arrestato il 30 giugno ad opera dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Ischia. Arresto che è stato comunque convalidato dal Gip nell’udienza di ieri mattina, durante la quale non sono mancati momenti di tensione tra accusa e difesa. L’accusa è quella di detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio. Come si ricorderà, per lo stesso reato, è stata denunciata L.P., una 35enne del posto. I fatti, già esposti nell’edizione di ieri, in sintesi sono questi: i militari, durante un servizio predisposto dal Comando Provinciale di Napoli per il contrasto dello spaccio della droga, hanno controllato e perquisito il 39 enne trovandolo in possesso di circa 5 grammi di eroina divisa in 3 dosi pronte per essere vendute ai primi acquirenti. Gli spostamenti dei due erano monitorati dai militari. La droga era stata acquistata in terraferma. Migliaccio aveva atteso con lo scooter la ragazza al porto: ma in prossimità di via Casciara i due avevano scorto alcuni militari. Con un gesto repentino la ragazza aveva di disfarsi della droga, che è stata comunque trovata e sequestrata.

Posto agli arresti domiciliari, il Migliaccio, difeso dall’avvocato Massimo Stila, durante l’udienza ha contestato gran parte della ricostruzione delineatasi dalle spontanee dichiarazioni rese dalla 35enne, che era in sua compagnia al momento delle operazioni di controllo. Il Migliaccio ha spiegato che da oltre un anno e mezzo aveva smesso di consumare eroina, ma circa venti giorni fa aveva ricominciato a fumare tale sostanza, e ha illustrato le modalità utilizzate per ottenerla. Il suo fornitore in terraferma, M.G., esigeva pagamenti on line tramite carta prepagata: una volta verificato l’avvenuto versamento, M.G. recapitava personalmente il quantitativo sbarcando sull’isola, oppure tramite terze persone che fungevano da “corriere”. Un contatto era avvenuto il 25 giugno, quando L.P. recapitò un certo quantitativo incontrandosi nei pressi dell’abitazione del Migliaccio. La sera del 29 giugno, nuovo contatto tramite chat di messaggistica, tra il 39enne isolano e il fornitore, in cui avviene una breve trattativa per la cessione di un quantitativo, 3 grammi per 160 euro, approfittando anche del fatto che L.P. aveva già in programma di fare un viaggio andata-ritorno tra l’isola e Napoli. Al porto di Ischia, Migliaccio carica la giovane donna sul suo motociclo, ma quando passano per via Casciara, dove ha sede la caserma dei Carabinieri, alla vista di alcuni militari ella getta via la sostanza che, come detto, verrà poi recuperata. Questa la ricostruzione, a grandi linee, fatta dall’indagato, che ha criticato ciò che invece sarebbe emerso da quanto dichiarato da L.P., secondo cui ella sarebbe stata inviata a Napoli su impulso del Migliaccio, con una cifra di denaro, per ottenere sostanza da smerciare sull’isola. La difesa, confidando sulla documentazione che prova i bonifici effettuati e sulla rispondenza dei quantitativi sequestrati con quanto annunciato nelle chat di “trattativa”, punta a sconfessare quanto dichiarato dalla donna. Proprio sulla base di tali messaggi, in particolare quelli del 29 giugno, si evince che la ragazza doveva già effettuare per conto del “fornitore” partenopeo M.G., un “viaggio” il 30 giugno, e che quindi il recapito al Migliaccio era una circostanza pattuita solo successivamente. Cosa che smentirebbe il quadro che vorrebbe l’indagato nella veste di spacciatore e di regista degli spostamenti del “corriere”. Tali argomentazioni sono state risolutive ai fini della decisione del Gip, che ha anche fatto riferimento all’ipotesi di lieve entità del fatto previsto dal Dpr 309/1990, di liberare l’indagato dalla misura degli arresti domiciliari

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