POLITICA

Barano, il consiglio approva l’acquisizione della Torre Saracena del Testaccio

Ieri mattina, nella civica assise del Comune collinare si è discussa dell’acquisizione da parte dell’ente baranese della struttura ottocentesca. Sull’atto di compravendita ,non è mancato il disappunto da parte della minoranza.

Consiglio comunale in tema di beni patrimoniali nel Comune collinare. Ieri mattina, infatti, l’amministrazione guidata dal sindaco Dionigi Gaudioso è stata chiamata ad approvare l’acquisizione della Torre quattrocentesca ubicata nella frazione del Testaccio. Obiettivo dell’ente baranese, infatti, è quello di aprire, in un prossimo futuro, la struttura al pubblico, rendendola un luogo per mostre, esposizioni o comunque eventi pubblici. Nella civica assise è stata dunque portata la delibera per la compravendita dell’immobile in questione, conosciuto ai più anche come Torre saracena, un tempo luogo di avvistamento e rifugio per gli antichi abitanti del territorio e che allo stato attuale sarebbe nelle proprietà di alcuni cittadini locali che la dovrebbero cedere al Comune di Barano per la cifra di 80.000 euro. Di questi 80.000, una buona parte sarà finanziata tramite SCarl, con fondi regionali, mentre 20.000 proveranno direttamente dalle casse comunali.

E sono state proprio le modalità di acquisizione del suddetto immobile che non hanno trovato il favore della minoranza, rappresentata da Clotilde Di Meglio, unico Consigliere dell’opposizione, presente al Consiglio comunale di ieri. Secondo la Di Meglio, infatti, l’ente baranese non avrebbe ben ponderato l’atto di compravendita, dietro il quale si celerebbero una serie di insidie. «La torre- ha dichiarato infatti il Consigliere dell’opposizione – sullo stesso sito del Comune di Barano, viene definita come un bene già di proprietà dell’ente. Dunque mi chiedevo quale fosse la necessità dell’acquisizione della stessa. L’informativa che è stata data a noi Consiglieri della minoranza, a riguardo, è stata veramente molto scarsa, ma ho comunque effettuato delle ricerche a tal proposito per comprendere meglio la situazione. Ho scoperto, quindi, che c’è un contenzione pregresso tra il Comune di Barano e i presunti proprietari della Torre. Dico presunti, perché, in effetti, essi sostengono di essere possessori della struttura per mere denunce di successione che, però, non sono titoli veri e propri di proprietà. Chiunque lavori nel campo della giurisprudenza, dovrebbe ben sapere che la denuncia di successione ha un atto di mera rilevanza fiscale. Di conseguenza quella che sta portando avanti il Comune di Barano, più che un’ azione di compravendita, sembra tanto essere un omaggio di ben 80.000 euro a questi signori che non dimostrano, a conti fatti, di essere i legittimi proprietari. Tanto più che il decreto di esproprio, emanato dal Comune a riguardo per la struttura, risale al lontano 1997. Da allora sono passati 22 anni e di tutte le parti in causa colpite da questo decreto, soltanto, due persone si sono opposte. L’ente di Barano avrebbe quindi avuto tutto il tempo per poter acquisire la suddetta proprietà per usucapione».

Il Consigliere dell’opposizione ha poi contestato anche la salata cifra che il Comune collinare dovrebbe dare ai presunti proprietari dell’immobile. «Le ventimila euro prese dalle casse comunali- ha, infatti, aggiunto Clotilde Di Meglio- mi sembrano un po’ eccessive, soprattutto se si considera che a questi soldi bisognerà sicuramente aggiungere anche ulteriori costi per le spese di manutenzione della Torre». In breve, quindi, secondo Clotilde di Meglio ci sarebbero troppi fattori negativi non ben ponderati dalla maggioranza. Per questo motivo gli atti predisposti dall’ ente di Barano per la compravendita della Torre Saracena non hanno trovato appoggio da parte della minoranza . Alle perplessità espresse dalla Di Meglio, la maggioranza ha, però, tentato di dare le proprie rassicurazioni. Il dottor Luigi Mattera, responsabile del settore amministrativo e tributario dell’ente baranese, presente alla civica assise, ha ribadito, infatti, che sarà comunque compito del notaio di competenza assicurarsi della questione relativa ai titoli di successione e che dunque saranno effettuate tutte le verifiche necessarie. Il Consigliere dell’opposizione,tuttavia,non è sembrato ugualmente convinto delle risposte ottenute ed in merito all’approvazione della delibera ha così espresso voto negativo.

«Il voto della minoranza- ha infatti dichiarato Clotilde di Meglio- è negativo, ma non per mera ostruzione, come qualcuno potrebbe pensare. Anche se si crede che quest’atto di compravendita, da parte del Comune collinare, possa essere un azione vantaggiosa non lo è affatto. A nostro parare non è stata fatta un adeguata indagine approfondita e Crediamo che ci sia il rischio che il Comune regali 80.000 euro a persone che non hanno alcun diritto di proprietà sulla Torre in questione, con conseguente danno all’erario».

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