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Barano, Ischia e l’alfabeto delle elezioni

Ormai ci siamo, l’attesa è quasi finita. Domenica Ischia e Barano andranno alle urne per eleggere i nuovi sindaci (sono in cinque a giocarsi due poltrone) e i nuovi consigli comunali (ad Ischia c’è addirittura un esercito di 256 candidati in campo, roba da far tremare i polsi). Noi, in maniera un po’ ironica e un po’ scherzosa, vi raccontiamo con le ventuno lettere dell’alfabeto quella che è stata la marcia di avvicinamento alle urne.

Accontentare – E’ stata questa una delle parole d’ordine della campagna elettorale che si avvia ormai a conclusione. Ovviamente parliamo dei “capoccioni” della politica, di quelli che proprio non possono mancare l’accesso al consiglio comunale. Promesse che sono volate con la “pala”, qualsiasi richiesta sia stata fatta dai cittadini non ha mai trovato un “no” secco dall’altra parte della barricata. Poi, dal 12 giugno, sarà il tempo di imprecare dopo essersi resi conto che ci han presi (di nuovo) per il c…

Ballottaggio – A Barano sicuramente resterà una chimera. O meglio, c’è solo un caso che lo renderebbe possibile: la circostanza che Gaudioso e la Di Meglio collezionino lo stesso numero di preferenze domenica prossima. Ma capirete che sarebbe un fatto che avrebbe del clamoroso, statisticamente intendiamo. A Ischia tutto dipende da Gennaro Savio: se riesce a far breccia nel cuore dell’elettorato, allora si potrebbe arrivare ai “tempi supplementari” ma sono troppi gli addetti ai lavori a sostenere con sicurezza estrema che la partita si chiuderà l’11 giugno. Considerato lo spettacolo al quale stiamo assistendo, magari è meglio così…

Candidati – Sono circa trecento tra Ischia e Barano, in particolare nel Comune capofila dell’isola verde parliamo di un esercito composto da 256 unità. E lo vogliamo dire in maniera chiara ed inequivocabile: ci sono alcuni soggetti (pochi, se non pochissimi, a onor del vero) che si sono tuffati in questa avventura con impegno ed abnegazione, mentre il resto del panorama mette addosso una tristezza infinita. Tra chi è stato tirato dentro per i capelli, e chi non ha nemmeno ancora realizzato che ruolo sta ricoprendo ed a pro di chi e cosa, c’è davvero da rimanere avviliti. E, permetteteci, anche allibiti.

Di Meglio – Clotilde, avvocato, merita una menzione particolare. Non fosse altro per il fatto che rappresenta l’unica candidata a sindaco in gonnella tra i due Comuni. Certo, come sostengono in tanti è sbucata quasi dal nulla ed ha a che fare con una corazzata dall’altra parte, ma il fatto che il gentil sesso abbia voluto mettersi in gioco è circostanza che va rimarcata. Ed è da applausi, a prescindere da come andrà a finire.

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Epoca – Quella che domenica sera, ad Ischia (ma anche a Barano), potrebbe consolidarsi o chiudersi definitivamente. In particolare, nel Comune capofila dell’isola verde, potrebbe esserci una vera rivoluzione almeno nei nominativi di coloro che finiranno col comporre il nuovo consiglio comunale. E’ vero, diventa impossibile fare pronostici in una fase del genere, ma l’impressione è che davvero si possa assistere ad un mutamento epocale. Almeno nella forma. Sulla sostanza, in ogni caso, non ce la sentiremmo di garantire.

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Ferrandino – Parliamo di Enzo, vicesindaco uscente, che vorrebbe indossare la fascia tricolore nel segno della continuità. E’ infatti espressione della maggioranza uscente e del sindaco che sta per abdicare, Giosi, porta anche lo stesso cognome. Ha tenuto duro nel momento in cui pareva che si cercasse a tutti i costi qualcuno da candidare al suo posto e adesso è lì, a giocarsi la partita. Con il claim e l’hashtag “labellaischia”, alla quale si ispira e che rappresenta il suo cavallo di battaglia.

Gaudioso – A volte ritornano, come recita l’antico adagio. E nel Comune collinare, per un fatto se non altro statistico, prima o poi doveva succedere. Il primo, Giuseppe detto Giosi, ha scritto la storia di Barano d’Ischia di cui è stato artefice incontrastato della politica. Il secondo, assessore uscente, si chiama Dionigi e ambisce a seguire le orme del padre. Una sorta di cerchio che si chiuderebbe, o di un qualcosa che andrebbe a perpetuarsi. Romantico per i suoi, poco allettante come prospettiva per gli avversari. Ma tant’è.

Hotel – Voi vi chiederete, e che c’entra un albergo con le elezioni amministrative di Ischia? C’entra, eccome. Perché con tutti i cambi di residenza che si sono registrati nell’anno solare 2017 sia da Comuni della terraferma che dalla stessa isola, non sarebbe bastata una struttura ricettiva per ospitare tutti coloro che all’improvviso si sono trasferiti ad Ischia. E fa niente se hanno deciso, invece, di alloggiare in studi professionali o in alcuni casi in otto nello stesso appartamento. Parigi val bene una messa.

Incertezza – E’ quella che sembra accompagnare l’esito della partita in quel di Ischia, dove i pronostici non sono ancora così chiari e delineati. Una cosa dovrebbe essere certa, anche se in questi casi “mai dire mai”: la partita sarà sicuramente più avvincente ed equilibrata di quella che si svolse nel 2012 e che vide il sindaco uscente Giosi Ferrandino asfaltare letteralmente Salvatore Mazzella. Dovrebbe, appunto.

Lezione – Quella che a questa campagna elettorale hanno regalato davvero pochissimi candidati, che non a caso si possono contare al massimo sulle dita di due mani. Giovani, soprattutto, che si sono presentati all’appuntamento con le idee chiare, parlando di programmi e progetti da realizzare per migliorare il proprio paese e riportarlo ai fasti di un tempo. Vorremmo citarli, non lo facciamo per una questione di rispetto della par condicio. In un panorama così deprimente, è un fatto che va sottolineato.

Modernità – Bisogna arrendersi, dimenticare il passato e cimentarsi con un presente che per la verità “attizza” ben poco. Ci riferiamo alle nuove campagne elettorali, divenute ormai 2.0: i battibecchi, i botta e risposta, le accuse reciproche volano quasi esclusivamente sui social network. Non si litiga più in piena notte per le affissioni dei manifesti, non ci sono più comizi in quantità industriale. Per fortuna restano le salsicciate e gli aperitivi, almeno i cittadini possono cogliere ancora qualcosa di positivo in un panorama a dir poco sconfortante…

Novità – Non ce ne voglia nessuno, ma sono davvero poche. Qualche genitore ha deciso di abdicare lasciando spazio al figlio o alla figlia, qualcun altro a nipote e cugina ma nella sostanza nulla di nuovo dal fronte. Vero, ci sono tanti giovani, ma molti di questi si trovano candidati senza sapere nemmeno il perché. E così, la prima volta ad Ischia della doppia preferenza di genere – col voto che potrà essere espresso per un candidato di sesso maschile e uno di sesso femminile – è davvero l’unica differenza sostanziale rispetto al passato.

Offese – Ci si aspettava una campagna elettorale dai toni moderati, in realtà le cose non sono andate proprio così. Detto per inciso, il modello britannico non è stato certo quello che ha prevalso. In particolare ad Ischia, tra rappresentanti delle coalizioni che fanno capo ad Enzo Ferrandino e Gianluca Trani se le sono dette (e date) di santa ragione, qualche volta a nostro avviso rendendosi artefici di evidenti cadute di stile, da una parte e dall’altra. Pillole di spettacolo indecoroso di cui avremmo fatto tutti volentieri a meno. Pazienza, sarà per la prossima volta.

Paura – Sarà quella che accompagnerà i candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale nelle ultime ore. Un’atmosfera da “Notte prima degli esami”, passata col timore di non centrare l’obiettivo per il quale ci si è adoperati negli ultimi due mesi, in alcuni casi investendo anche ingenti risorse economiche e sacrificando gli affetti più cari. Qualcuno gioirà, qualcuno verserà lacrime amare. E’ il gioco della vita, e mai come in questo caso anche delle elezioni.

Quoziente – Inutile girarci intorno, ci riferiamo a quello intellettivo. Ischia, Barano, l’isola tutta hanno bisogno di eccellenze in grado di tirarci fuori dalle secche. Ed è chiaro che degli attuali scenari, e con essi personaggi e interpreti, molto andrebbe accantonato senza pensarci su due volte. Occorre capacità programmatica, la volontà di saper guardare oltre l’ordinario, avere una visione di paese e di futuro dello stesso. Non sarebbe nemmeno una missione impossibile, ma il materiale attuale non lo consente. Speriamo che al giro che sta per iniziare la giostra cambi.

Rotture – Se ne sono consumate tante, come accade sovente quando si arriva al momento di comporre le liste e preparare la campagna elettorale. Ma il 2017, non c’è dubbio, resterà negli annali per la rottura del caularone tra Giosi Ferrandino e Domenico De Siano. Quest’ultimo, contrariamente a quanto successo nel 2012, ha lasciato la nave del sindaco d’Ischia imbarcandosi a bordo di quella di Gianluca Trami

Savio – E’ da tutti definito il “terzo incomodo” di queste elezioni, sulla carta destinato a rivestire il ruolo di outsider. Ma una considerazione va fatta: Gennaro, al netto di quell’attitudine a sparare a zero contro tutto e contro tutti (ah, quanto ci piacerebbe ogni tanto ascoltare anche la proposta e non solo la protesta…) ha ottenuto dichiarazioni di stima e rispetto dai rappresentanti di entrambe le coalizioni avversarie. L’impegno profuso sempre a favore della comunità isolana ed in particolare dei più deboli meriterebbero il riconoscimento dell’ingresso in consiglio comunale. Decideranno gli elettori.

Trani – Quando si consumò la rottura con Giosi Ferrandino, al termine di quelle drammatiche (per il sindaco d’Ischia) elezioni europee del 2014, in molti immaginarono che il giovane commercialista si sarebbe lanciato in un percorso che l’avrebbe portato a candidarsi a sindaco. Un percorso che poi, col tempo, lo ha visto anche racchiudere diverse adesioni attorno al suo progetto. Ora cerca un nuovo exploit, che lo consoliderebbe a quel punto inequivocabilmente come enfant prodige della politica locale.

Unico – Un aggettivo che si sposa con la parola Comune. La sensazione, sempre più diffusa, è che l’isola proprio non sia in grado di potersi regalare un futuro dignitoso in assenza di una sola cabina di regia e dunque di una sola amministrazione. In passato si era pensato all’unione di una serie di servizi, che avrebbe costituito una valida alternativa, ma siccome dalle chiacchiere non si è mai passati ai fatti l’impressione allora è che non esistano più vie di mezzo o sentieri alternativi da poter percorrere.

Voto – E’ diventato un incubo ricorrente, dal quale un po’ tutti sogniamo di svegliarci quanto prima. Armatevi di forza e coraggio, domenica sera sarà tutto finito. Ma quest’esercito di candidati è stato di una invadenza devastante, cercando il vostro (e nostro) consenso con tutti i modi leciti e illeciti: telefonate nel cuore della notte, imboscate nei vicoli, sms, WhatsApp, appelli e implorazioni su Facebook, richieste dirette o indirette. Resistere è stata un’impresa, ormai ce l’abbiamo quasi fatta.

Zuppa – Che poi, se la volessimo chiamare minestra, sarebbe la stessa cosa. In questi ultimi giorni notiamo messaggi provenire un po’ da tutti gli schieramenti. Promesse fantasmagoriche, impegno a favore del paese, la volontà di cambiare e migliorare e chi più ne ha più ne metta. Siamo sinceri, restiamo estasiati dinanzi a cotanto entusiasmo e voglia di mettersi in gioco, ma a quasi tutti lor signori chiediamo: dov’eravate fino a ieri mattina?

Gaetano Ferrandino

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