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Beffati e multati dall’ausiliario della sosta, la rabbia di due turisti milanesi

ISCHIA. Quello che è accaduto venerdì scorso nel primo pomeriggio a Ischia ponte non è certamente ciò che si definirebbe un bel biglietto da visita per l’intera isola. Peggio ancora, se si pensa che l’episodio ha coinvolto due turisti, peraltro affezionati frequentatori delle nostre contrade.  Ecco i fatti: una coppia di turisti provenienti dalla provincia di Milano, alloggiati presso l’Hotel Gran Paradiso, avevano deciso di trascorrere la giornata a Ischia, dapprima nella zona portuale, poi dirigendosi con l’auto verso il Castello Aragonese, per poterlo visitare. Arrivati nel piazzale, avevano chiesto dove poter parcheggiare l’auto, sentendosi rispondere che vi erano alcune piazzole a pagamento nella strada senza uscita del lungomare aragonese. Una volta arrivati su un’area di sosta, i due si sono diretti verso la colonna del parcometro, distante qualche decina di metri, ma la mancanza di monete da introdurre nell’apparecchio ha imposto una sosta in uno dei locali dove, con la scusa di un caffè, i due sono riusciti a cambiare le banconote per ottenere il grattino. Ma proprio mentre il turista milanese si dirigeva verso la colonnina del parcometro, la moglie si è accorta che un vigile ausiliario era intento a elevare una multa alla loro vettura. A nulla è valso il tentativo di spiegare che erano appena arrivati e che stavano per apporre il tagliando necessario: il giovane vigile ha rifiutato ogni tentativo di dialogo, non volendo ascoltare ragioni. «L’unica cosa che  ci siamo sentiti rispondere  – ci ha spiegato il turista milanese –  è che la vettura era ferma in quel punto da addirittura 84 minuti, cioè quasi un’ora e mezzo, cosa che sarebbe stata testimoniata da un loro apparecchio, ma è assurdo: eravamo lì da pochi minuti». La coppia ha continuato a tentare di aprire un dialogo, ma il vigile si è irrigidito rimanendo fermo nella sua convinzione di non essere tenuto a dare alcuna spiegazione, arrivando a chiedere i documenti ai due e contemporaneamente chiamando la Polizia. «In pochissimi minuti – ha raccontato la signora – due agenti sono arrivati sul posto, con una motivazione paradossale: il vigile aveva richiesto il loro intervento perché si riteneva addirittura minacciato e aggredito da noi. Inconcepibile». Una situazione paradossale, kafkiana, tanto più  che sul tagliando della multa si legge che “non è stato possibile contestare il verbale per assenza del trasgressore”. I due poliziotti si sono schermiti, dicendo che non potevano fare nulla per la multa e ribadendo che erano intervenuti per un’aggressione. «Abbiamo cercato di capire quali conseguenze ci sarebbero state – ha proseguito la coppia in vacanza – e gli agenti ci hanno detto che sarebbe stato redatto un verbale a uso interno, ma che non avremmo potuto ottenerne una copia, a meno di rivolgersi a un avvocato. Ora abbiamo il timore che tra qualche mese possa arrivare un’imprevista denuncia basata su quello che l’ausiliario ha raccontato ai poliziotti: racconto il cui contenuto ci è oscuro perché gli agenti ci hanno ascoltato separatamente». Ormai la visita al Castello Aragonese e l’intero pomeriggio erano andati a pallino, e i due coniugi si sono recati presso il Comando di Polizia Municipale, ma anche qui è stato loro spiegato che non si poteva far nulla, in quanto il servizio di vigilanza e gestione delle strisce blu è stato appaltato a una società privata: «Ci hanno suggerito di fare ricorso al Prefetto, ma per inoltrarlo si spenderebbe di più della cifra che ci siamo visti infliggere, e comunque non ci interessa il lato economico, bensì  l’ingiustizia subìta oltre che le eventuali ulteriori conseguenze».

L’amarezza nelle parole dei due turisti è tanta, anche perché da anni scelgono la nostra isola per le loro vacanze, pure quando si tratta di brevi periodi: «Siamo sinceramente conquistati da questa isola, e continueremo a venirci, ma episodi come quello che abbiamo vissuto metterebbero a dura prova la fiducia di chiunque». La singolare disavventura ha provocato nei coniugi una triste constatazione: «Ci è stato detto che non dovevamo recriminare troppo, in quanto casi del genere accadono in tutta Italia: beh, ma se ingiustizie del genere vengono provocate proprio da chi dovrebbe essere chiamato a tutelare i cittadini, di chi dobbiamo fidarci? Sarebbe bastata un po’ di cortesia da parte dell’ausiliario: se ci avesse spiegato di non poter far nulla per togliere la multa, ma mostrando di aver capito la nostra perfetta buona fede, saremmo stati soddisfatti, perché anche a un tutore dell’ordine può capitare di sbagliare. Invece l’indifferenza e l’arroganza mostrate ci hanno lasciato interdetti, unite alla frustrazione di non aver potuto ragionare serenamente con il vigile».

Un’altra circostanza ha contribuito a rendere ancora più difficile da accettare l’accaduto, come ci ha spiegato la signora: «A poca distanza dalla nostra vettura, c’era un’altra auto parcheggiata in modo irregolare, a cavallo di due piazzole, occupando di fatto due posti. Abbiamo chiesto perché non veniva elevata una multa anche nei confronti di quella vettura: nessuna risposta, perché a differenza del nostro caso è stata chiamata la proprietaria dell’auto, apparsa peraltro infastidita, per farla parcheggiare correttamente. Di multe neanche l’ombra: perché dunque questa diversità di atteggiamento?». I due turisti non lo hanno detto esplicitamente, ma il loro sospetto è che la multa nei confronti di un residente sia un’eventualità piuttosto “remota”, a voler essere eufemistici. Ieri pomeriggio la coppia è ripartita per la Lombardia: «Torneremo qui, e speriamo che questo episodio sia soltanto un caso isolato, perché non vogliamo assolutamente che certi luoghi comuni sulle differenze tra nord e sud possano trovare conferma nel ripetersi di episodi come quello di venerdì», hanno spiegati i coniugi, prima di salutare l’isola di cui sono innamorati. Nonostante tutto.

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