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Berlusconi “core ‘ngrato”: De Siano lascia Forza Italia

L’annuncio ieri mattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Napoli presso l’Hotel Mediterraneo: con il senatore lacchese salutano il partito azzurro anche Carlo Sarro, Antonio Pentangelo e Marzia Ferraioli

Qualcuno pensava che avessero voluto semplicemente esternare la loro delusione verso un partito in cui hanno militato a lungo e che di punto in bianco li ha scaricati alla vigilia di una campagna elettorale impedendo di fatto la loro ricandidatura. Ma la conferenza stampa che ha visto protagonisti ieri mattina presso l’Hotel Mediterraneo di Napoli quattro pezzi grossi di Forza Italia come il senatore lacchese Domenico De Siano, Carlo Sarro, Antonio Pentangelo e Marzia Ferraioli è stato qualcosa in più, l’occasione per sancire un punto fermo e fuori da ogni discussione. Nessuna ulteriore sosta ai box, la decisione è maturata ed è stata comunicata agli operatori dell’informazione: esclusi dalle liste di FI in Campania (per quello che è stato definito un tradimento o se preferite un patto non rispettato, che a conti fatti alla fine fa lo stesso) i quattro – e non saranno soli, è previsto a breve un effetto domini – hanno deciso di andar via dal partito fondato e guidato da Silvio Berlusconi annunciando una scissione.

L’amarezza dell’ex coordinatore regionale: «Porteremo la nostra consistenza elettorale a un partito che crede in determinati principi e valori, ma è chiaro che questo partito non può più essere Forza Italia. E’ una logica deduzione e conclusione, visto che ci hanno ritenuti non adatti al loro progetto politico»

Il mattatore della mattinata è stato il senatore Carlo Sarro che ha preso la parola per primo ed a lungo ha parlato a nome di tutti. E ha voluto fare un distinguo: “Voglio fare una precisazione, la nostra non è una decisione dettata da motivazioni personali. La cosa davvero triste è che a distanza di tre giorni dalla presentazione delle liste nessuno si è sentito in diritto nemmeno di darci una spiegazione”. Nel mirino, naturalmente, non può che finire il nuovo coordinatore Fulvio Martusciello, che quando si insediò al posto di De Siano assicurò al nostro concittadino la ricandidatura blindata allo stesso, a Sarro e a Pentangelo. “E’ chiaro – ha detto Sarro – che un incarico affidato proprio nell’imminenza della presentazione delle liste non può non lasciare spazio a dubbi e perplessità. In ogni caso non ci ha mai consultato né tantomeno ha ritenuto opportuno doverci spiegare i motivi per i quali a noi siano stati preferiti candidati senza alcun radicamento territorio. Come d’altronde, ed è davanti agli occhi di tutti, è accaduto a Caserta”. Sarro non ha voluto scendere nel dettaglio, ma in ogni caso ha lasciato intendere che adesso gli esclusi si guarderanno intorno in cerca di una nuova “casa”, che ovviamente condivida un programma centrista e moderato: “Abbiamo avviato una riflessione e ricevuto telefonate di stima da molti parlamentari fuori dalla Campania. Continueremo le nostre battaglie altrove. Se necessario anche fuori dal Parlamento”.

La stoccata al Cavaliere: «Di chi sono le colpe di quello che è successo? Forza Italia è Silvio Berlusconi, se certe cose si sono verificate è chiaro che c’è il suo avallo»

Non è mancato anche il pensiero dell’ex coordinatore regionale Domenico De Siano che ha detto tra l’altro: “Mi piace sottolineare la circostanza che ci ha visto ricevere tanta solidarietà anche da parlamentari del nostro gruppo, a dimostrazione di come questa scelta non sia stata né compresa né tantomeno condivisa. Dirò come al solito quello che penso, magari anche con durezza, ma senza essere ipocrita perché ritengo che la sincerità sia un qualcosa che non debba mai venire meno. Allora, comincio col dire che non ho ricevuto una telefonata nemmeno dal capogruppo al Senato, la Bernini, con cui avevo anche un rapporto amichevole o almeno così credevo. Poteva chiamarmi e dirmi… ti hanno segato, almeno questo. Questo concetto lo esprimo senza polemica ed anzi con tanta amarezza perché c’è il rammarico per un rapporto umano che si frantuma. Sarro lo ha detto poco fa, la politica la si può fare in tanti modi”.

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E poi lancia un chiaro ed inequivocabile monito: “Vuol dire che porteremo la nostra consistenza elettorale a un partito che crede in determinati principi e valori, ma è chiaro che questo partito non può più essere Forza Italia. E’ una logica deduzione e conclusione, visto che ci hanno ritenuti non consoni al loro progetto politico”. I cronisti presenti al Mediterraneo lo incalzano, cercano di capirne qualcosa di più, ma l’attuale consigliere di Lacco Ameno si limita ad aggiungere: “Noi dobbiamo essere coerenti nei confronti di chi ti sostiene, dovremo valutare quale sarà la nostra collocazione. C’è la necessità di trovare una casa in cui temi importanti possano essere condivisi”. Poi l’ultimo affondo contro il cavaliere, all’insegna del c’eravamo tanto amati: “Di chi sono le colpe di quello che è successo? Forza Italia è Silvio Berlusconi, se certe cose si sono verificate è chiaro che c’è il suo avallo”. Il modo peggiore per chiudere un “matrimonio” che sembrava davvero non dovesse mai conoscere la parola fine.

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Lucia65

Passeranno con la meloni…..

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Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex