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Bernardo e la querela ai revisori, atto finale

E’ un braccio di ferro ormai conclamato quello tra Carmine Bernardo ed i componenti del collegio dei revisori dei conti del Comune di Ischia, presieduto dal dott. Carmine Lasco. E che proprio mercoledì sera ha messo il consigliere comunale di minoranza di Ischia nella condizione di ufficializzare l’avvenuta denuncia per diffamazione a carico dello stesso presidente oltre che di omissione in atti d’ufficio per i tecnici in questione. Una decisione, questa, che Bernardo di fatto anticipava in un’ennesima nota indirizzata ai revisori, e stavolta spedita anche alle autorità competenti e nella quale rivolgendosi alla controparte scriveva tra l’altro: “Non posso, poi, non reagire rispetto alla grave e gratuita affermazione contenuta nell’ultimo capoverso della sua nota sul carattere strumentale della mia azione di sindacato ispettivo, propria del consigliere comunale di minoranza; Le preannuncio che ritengo tale affermazione gravemente lesiva della mia dignità ed offensiva della mia reputazione e, quindi, provvederò a presentare denuncia penale a suo carico per il reato p. e p, dall’art. 595 cp e per tutti gli altri riscontrabili nei fatti che denuncerò”. Detto fatto, con la querela per diffamazione che è stata presentata proprio nella mattinata di martedì, a ventiquattr’ore dall’ultima seduta di civico consesso.

Bernardo aveva risposto ad una nota di riscontro ricevuta lo scorso 11 gennaio che proprio non gli era andata giù e nella quale evidenziava al presidente del collegio “che non concordo con l’impostazione Sua e del collegio, sul ruolo dei revisori dei conti, che ad avviso dello scrivente è ben diverso da quello minimale che sembra di voler attribuire con la interpretazione, assolutamente personale e non condivisibile, delle norme citate. D’altronde, lo stesso Presidente del Consiglio in passato ha invitato il Collegio a riscontrare le segnalazioni e le richieste dello scrivente, superando di fatto anche la errata interpretazione data delle norme”. Per poi richiamare una nota ben precisa: “L’art. 239 del TUEL assegna all’organo di revisione – scrive Carmine Bernardo – un ruolo molto ampio indicando espressamente che al Collegio sono attribuite le attività di controllo e vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria, economica, patrimoniale della gestione, diretta ed indiretta, intesa nella sua interezza che include l’acquisizione delle entrate e l’effettuazione delle spese, l’attività contrattuale, l’amministrazione dei beni, gli adempimenti fiscali.  E’ un’attività di controllo ampia che dovrebbe essere molto attenta alle denunce di irregolarità segnalate dai consiglieri comunali di minoranza.  E questo vale, ancora di più, in un comune come quello di Ischia ove sono successi accadimenti gravissimi, sintomatici di un’illegalità diffusa per i quali non risulta allo scrivente alcun intervento dell’organo di revisione”. E proprio per essere più esplicito, l’esponente politico mette il dito nella piaga puntando l’indice su una serie di fatti poco edificanti avvenuti al Comune di Ischia, in primis soffermandosi sull’indagine sul metano con le devastanti conseguenze ormai note a tutti, anche lontano dall’isola. Uno stato di cose che secondo Bernardo dovrebbe indurre a valutare attentamente “le segnalazioni di grave irregolarità che provengono dalla minoranza e non osteggiate con offese gratuite”.

 

Quanto segnalato da Bernardo nella sua nota è peraltro storia conosciuta almeno agli addetti ai lavori. Il consigliere ricordava di aver presentato “al collegio dei revisori dei conti segnalazione di grave irregolarità sul bilancio della partecipata Ischia Risorsa Mare srl , società unipersonale del comune di Ischia e soggetta alla attività di direzione e coordinamento dello stesso Comune.  Segnalava che il bilancio non evidenziava poste negative, per sanzioni ed interessi per il mancato pagamento di imposte e tasse, il cui importo avrebbe determinato l’azzeramento del capitale sociale. Il collegio riscontrava la richiesta con enorme ritardo e solo dopo la presentazione della denuncia per il reato previsto e punito dall’art. 328 II comma cp. Nel suo riscontro affermava che la società aveva correttamente contabilizzato nel bilancio di esercizio 2013, mediante accantonamento di specifico fondo, le sanzioni e gli interessi per ritardati pagamenti delle imposte di esercizio per gli anni 2009,2010,2011 e 2012, oltre a sanzioni e interessi per ritardato pagamento delle ritenute anni 2010,2011 e 2012. Concludeva che non riscontrava  le ipotizzate irregolarità e ciò nonostante che in una precedente nota il Presidente della partecipata aveva dichiarato che non vi era alcuna appostazione in bilancio per sanzioni ed interessi”.

Il consigliere comunale ricorda che tra l’altro la relazione del revisore contabile della società partecipata Ischia Risorsa Mare del 6 luglio dello scorso anno “smentisce categoricamente quanto affermato dal collegio dei revisori dei conti del comune con il verbale nr. 35 del 26/11/2014 e cioè che le sanzioni e gli interessi sarebbero stati accantonati in apposito fondo. Fatto questo, peraltro, già dichiarato dallo stesso Presidente della società. Sempre il revisore dei conti della società partecipata, con la citata nota del 06/07/2015, evidenziava la necessità di cancellare crediti esposti in bilancio “in quanto non vi è alcun riscontro” per un complessivo di € 291.742,00. Solo tale operazione determina l’azzeramento del capitale sociale ed un deficit di bilancio di ben € 221.078,00. Infine, il revisore dei conti riferiva che solo in data 01/07/2015 gli è stato consegnato l’avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, conseguente al processo verbale di constatazione redatto dalla tenenza della Guardia di Finanza di Ischia in data 31/05/2013, avente ad oggetto i periodi di imposta dal 01/01/2010 al 19/03/2012. Dall’accertamento si rilevano imposte non pagate per il solo anno 2010 per un complessivo di €287.702,20. A ciò bisogna aggiungere, ricorda il consulente, le imposte per gli anni successivi oggetto del verbale di constatazione a base dell’accertamento . Ricorda il revisore dei conti della partecipata che solo tale accertamento  mette la società nell’impossibilità oggettiva di continuare la propria attività ( in poche parole fallimento). Conclude la nota: il bilancio non è conforme alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione, esso pertanto non è stato redatto con chiarezza e non rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria  ed il risultato economico della società Ischia Risorsa Mare per l’esercizio chiuso al 31/12/2014”.

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Da qui la chiusura decisamente caustica di Bernardo che sottolinea come “a seguito di precisa interrogazione il Sindaco riferiva che il collegio dei revisori dei conti avrebbe provveduto in data 16/10/2015 ad un sopralluogo presso la partecipata. Ecco la richiesta formulata al Collegio dei Revisori dei Conti di conoscere l’esito del sopralluogo, al quale il Presidente ha risposto con la nota in riscontro, non riferendo nei fatti l’esito del loro sopralluogo e le iniziative che intendono adottare”. E poi l’ultima stilettata, ribadita tra l’altro dall’interessato anche ieri in consiglio: “Prima di concludere voglio solo ricordarLe che, differentemente da quanto affermato nella Sua nota il Presidente del Consiglio Comunale per le vie brevi mi riferisce di non ricevere l’attività di vigilanza posta in essere dal Collegio e di tanto ne chiedo espressa conferma scritta allo stesso cui la presente è indirizzata”.

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