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Biblioteca Comunale Antoniana, gli 80 anni in un logo celebrativo

«Sarà un modo per vivere l’attesa dei festeggiamenti ufficiali del prossimo giugno e raccontare l’andamento di un presidio culturale oggi essenziale per l’intera comunità», così la direttrice Lucia Annicelli

Ricorrono quest’anno gli 80 anni dalla fondazione della Biblioteca Comunale Antoniana.Inaugurata nel 1940 da Monsignor Onofrio Buonocore, con i suoi oltre 28 mila volumi, databili dal XVI al XX secolo, rappresenta ancora oggi un vivace cenacolo culturale.«Quest’anno, per ogni evento che ospiterà l’Antoniana – ha dichiarato la direttrice, la dott.ssa Lucia Annicelli – sarà apposto un logo celebrativo di quest’importante ricorrenza. Un modo per vivere l’attesa dei festeggiamenti ufficiali del prossimo giugno e per raccontare l’andamento di un presidio culturale oggi essenziale per l’intera comunità».

Si comincia sabato 18 gennaio con un evento targato Fidapa e si continua la prossima settimana con una conferenza organizzata dalla Pro Loco Lacco Ameno. Non mancherà un calendario pensato per celebrare la giornata della Memoria del prossimo 27 gennaioche vedrà protagonisti, oltre al Circolo George Sadoul, anche le scuole. Grandi novità per febbraio con un evento dedicato allo sport e alla sua declinazione grafica nel tempo. «La Biblioteca Comunale Antoniana – ha dichiarato il Sindaco Enzo Ferrandino – vive un importante momento di fermento. Dall’attività svolta con le scuole a quella rivolta a residenti e turisti che, in quegli spazi, possono vivere momenti culturali e di aggregazione. Sono sempre di più coloro che sentono proprio quel luogo, prezioso simbolo di cultura che con le sue proposte spinge verso un turismo di tipo culturale».

Il 13 giugno 1940 fu così aperta ufficialmente la Biblioteca Antoniana, alla presenza, oltre che delle autorità civili e religiose, del dottor Gino Tamburini, allora direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli. La prima preoccupazione del Monsignore fu quella di garantire gli spazi adeguati alla Biblioteca e così ottenne la concessione di enfiteusi perpetua al padre provinciale della Provincia minoritica di S. Pietro ad Aram delle sale che il Municipio aveva dato in fitto fino al 1946. Successivamente ottenne anche nel 1947 l’elevazione della biblioteca ad Ente Morale. Si formò il consiglio di Amministrazione della biblioteca, costituito da sette componenti, tre con incarico a vita e quattro eleggibili, i primi tre erano il Vescovo diocesano, il sindaco d’Ischia e il Padre provinciale dei frati minori napoletani.

All’originaria impostazione della biblioteca del Monsignore secondo un doppio binario – raccolta di letteratura devozionale, da un lato, raccolta di testi per intellettuali laici e appassionati di storia d’Ischia, dall’altro – viene pian piano sostituendosene una nuova, dettata dalla presenza, sin dal 1950, negli stessi spazi della Biblioteca, della sede del Centro studi isola d’Ischia, maggiormente orientato agli studi “alti”, all’alta ricerca scientifica. Altra figura di spicco per la biblioteca fu quella di don Camillo d’Ambra, assistente del Buonocore, che iniziò un inventario delle opere e fu punto di riferimento per gli studiosi e le loro ricerche storiche. La biblioteca si arricchì di varie iniziative importanti, ospitò anche una piccola pinacoteca, oggi non più presente, con opere di artisti come Vincenzo Colucci, Mario Mazzella, Bolivar Patalano, Giocondo Sacchetti ecc. Di notevole interesse oggi due quadri originali, uno di Jules LeFevre raffigurante Vittoria Colonna e l’altro, dipinto da Arthur Pan, dedicato ad Onofrio Buonocore.Successivamente, nel 1986, la biblioteca fu assorbita al patrimonio comunale, anche se solo dopo quasi vent’anni essa venne effettivamente dotata dei servizi tipici di una biblioteca comunale. Dal 1999 al 2001 ci furono importanti lavori di adeguamento e restauro che hanno portato la biblioteca al suo attuale aspetto. Oggi come allora l’Antoniana è punto di riferimento di studiosi provenienti da ogni parte del mondo.

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