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Bombole, rifiuti e vecchi motorini: Piano Liguori è una discarica

Tra struggenti panorami e rigogliosi vigneti emergono cartoline di degrado in uno dei luoghi più belli e incontaminati dell’isola

Passeggiando in uno dei luoghi più belli e incontaminati dell’isola d’Ischia è impossibile evitare che lo sguardo si fermi sulle piaghe che feriscono il territorio incontaminato di Piano Liguori, una delle zone più selvagge dell’isola, meta prediletta dei turisti tedeschi, che con animo felice e spirito di esplorazione cominciano già da questi primi giorni di marzo ad arrampicarsi sulla collina isolana. Chi non ha mai avuto la fortuna di visitarla sappia che il territorio condiviso da Ischia e Barano è un dedalo di sentieri, vigneti e terrazzamenti che testimoniano l’animo contadino di Ischia, la sua vocazione per la coltivazione e la bellezza naturale di un luogo che rimane immune alla cementificazione selvaggia, salvo qualche ignobile eccezione. Un luogo dell’anima, bello, struggente e incontaminato, o quasi.

Passeggiando alla scoperta dei panorami unici che si possono scorgere sulla idilliaca collina, le cartoline di degrado purtroppo si susseguono. La foto scattata da Giovanni Cricco, ad esempio, è una summa di quanto alcuni isolani abbiano martoriato il territorio. Da uno dei terreni che caratterizzano il percorso verso Piano Liguori emergono dal terrazzamento delle bombole del gas. Dallo strato di ruggine che ne caratterizza la superficie non è difficile supporre e immaginare che siano state aggiunte come surrogato delle pietre per dare stabilità al terrazzamento da molti anni. “Stiamo distruggendo la nostra terra – commenta Cricco – la stiamo contaminando e avvelenando. Avvelenando lei avveleneremo anche noi” conclude.  E come dargli torto.

Nel giorno in cui il mondo scende in piazza e i giovani gridano “Inutile conquistare la luna e perdere la Terra” per innalzare il grido di protesta contro l’inquinamento, questo genere di denunce dovrebbero far riflettere tutti gli isolani e convincerli a preservare maggiormente il proprio territorio . Il “FridaysForFuture”, capeggiato dalla giovane Greta Thunberg ha mobilitato quasi un milione di persone in tutta Italia, soprattutto ragazzi che hanno invaso pacificamente le principali piazze italiane, da Napoli a Milano, da Torino a Firenze, per gridare tutto il proprio sdegno per l’inquinamento dilagante e all’assottigliamento di prospettive di futuro per le nuove generazioni.

Continuando il percorso verso san Pancrazio i piccoli monumenti all’inciviltà non mancano di susseguirsi. Ben adagiato su un prato verde, lo scheletro di un motorino arrugginito dalle intemperie, è un un altro emblema di degrado che gli escursionisti in movimento verso punta San Pancrazio possono vedersi apparire davanti. Ma non solo. Scheletri di vecchie automobili restano adagiate sul ciglio della strada che conduce verso la collina di Piano Liguori da tempo immemore,

Si raggiunge il massimo del dispiacere a pochi passi dalla chiesetta di San Pancrazio, dove fra qualche mese la consueta processione in onore del martire adolescente, vedrà una fiumana di fedeli scendere fin quasi alla punta di San Pancrazio. Qui il recente incendio che ha imperversato nella zona verdeggiante ha lasciato ampie ferite color ruggine. Canneti, vigneti e il resto della macchia mediterranea andata in fumo hanno fatto riemergere dal terreno bottiglie, bicchieri e altri rifiuti, probabilmente abbandonati nella macchia mediterranea da anni e riemersi solo a causa del recente incendio. Oltre il danno, la beffa. Un delitto alla natura ischitana, effettuato dalla mano dolosa dell’uomo che fa riemergere altri piccoli delitti alla natura, sempre effettuati da mano di persone poco rispettose dell’ambiente.

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Una summa di inciviltà che ci ricorda quanto poco rispettosa sia stata in passato la considerazione per il nostro patrimonio verde e che ancora oggi, a causa di mancanze di rispetto nei confronti dell’ambiente tutt’altro che sporadici, non viene rispettato quanto si dovrebbe. Si continua a violentare un territorio votato al turismo, all’ospitalità e all’agricoltura, non comprendendo che tali atteggiamenti di mancanza di rispetto nei confronti del proprio territorio, effettuati per vandalismo, indolenza o ignoranza, danneggiano profondamente territorio ed economia ischitana.

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