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Bracconaggio, continua l’attacco alle specie protette

Dalla Redazione

ISCHIA. Non si arrestano i vili atti di bracconaggio sulla nostra isola. Dopo i vari casi di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi, l’Enpa ha diffuso la notizia di un ennesimo episodio: nella giornata di giovedì è toccato ad un falco sparviero subire una fucilata all’ala sinistra. Il volatile è stato fortunatamente raccolto dalle guardie zoofile, in attesa di verificare possibili cure per consentire all’uccello, anch’esso inserito tra le specie protette, di poter riguadagnare i cieli dell’isola. Non ci sono più parole sufficienti per descrivere non soltanto l’ignoranza e la violenza ormai quotidiana che si abbatte sulla fauna ischitana, ma anche la totale mancanza di cultura della natura che fino a qualche generazione fa permeava anche la categoria dei cacciatori. Oggi purtroppo, una gran parte di coloro che imbracciano il fucile non sono capaci di distinguere le specie contro cui rivolgono quello strumento di morte che per alcuni è ancora definito uno “sport”, mentre per altri è addirittura considerato uno “strumento di riequilibrio” della fauna. Fra l’altro, l’esemplare colpito giovedì appartiene a una specie molto rara, abitante dei boschi, e ogni esemplare abbattuto è una perdita gravissima per quell’ecosistema che diversi bracconieri devastano ormai quotidianamente. Comprensibile quindi la denuncia della sezione ischitana dell’Enpa, che nei giorni scorsi si era detta intenzionata a rivolgersi al Prefetto per chiedere una moratoria di sospensione della caccia, vista la costante mancanza di rispetto delle norme che la regolano. Purtroppo, nel 2016 ci sono ancora moltissimi che credono che la caccia consista nell’alzare la canna del fucile e sparare a tutto ciò che vola, con pericoli che, vista la forte antropizzazione del territorio ischitano, sono ormai alti anche per le abitazioni circostanti.

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