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CRONACA

Caos AstraZeneca, De Luca tuona: «E’ confusione totale»

Il governatore dopo il record di 70mila dosi in 24 ore. «Attendiamo risposte che non arrivano». Dal 21 giugno la Campania diventa zona bianca

La Campania può sorridere: la campagna vaccinale continua a gonfie vele. Giovedì sono state somministrate 70mila dosi ed oggi saranno superate 4 milioni di vaccini (1,2 milioni di persone hanno ottenuto la doppia dose). Ma i problemi non mancano, soprattutto legati al rebus AstraZeneca, il vaccino bloccato dopo nuovi casi di trombosi, tra cui la ragazza di 18 anni ligure deceduta giovedì. Un problema affrontato anche dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso del punto settimanale sulla pandemia da Covid. «L’Italia è l’unico paese in cui la gestione del piano anti Covid è affidato non al Ministero della Salute, ma ad un commissario. Questo modello organizzativo è contraddittorio ed improduttivo.

Nella gestione della battaglia contro il Covid ci sono due aspetti: quello organizzativo-logistico che non richiede premi Nobel per essere portato a conclusione; e la parte medico-scientifica che deve garantire la certezza sanitaria sull’utilizzo dei vaccini. In Italia c’è un modello che sta rivelando in queste ore la propria inadeguatezza». Ed aggiunge: «Stiamo assistendo in queste ore ad una vicenda sconfortante rispetto al vaccino AstraZeneca. Il governo nazionale doveva garantire una produzione propria dei vaccini ed una informazione scientifica semplice, univoca ed affidabile. Non ha fatto né l’una né l’altra. Dal punto di vista della comunicazione siamo davanti ad un disastro». Non manca una stoccata al generale Figliuolo: «Quando abbiamo raggiunto le 500mila dosi di vaccino al giorno hanno detto che era un grande successo del commissario all’emergenza Covid, che però non c’entra nulla. Lo sforzo è stato fatto dalle Regioni. Oggi noi dovremmo porre un quesito: per quelli che sono sotto i 60 anni e che hanno fatto la prima dose del vaccino AstraZeneca, cosa devono fare? Io la domanda la devo rivolgere ad un generale dell’esercito o ad un medico? Io non so a chi devo fare la domanda. Noi attendiamo il pronunciamento del Cts che però non è competente per esprimersi sui vaccini, la cui competenza è dell’Aifa».De Luca ha spiegato: «I cittadini under 60 che hanno fatto la prima dose cosa devono fare per il richiamo? A questa domanda dovrebbe rispondere il Ministero della Salute. Siamo ad oggi in totale confusione. Noi non somministreremo AstraZeneca sotto i 60 anni. Cercheremo di fare solo i richiami della seconda dose per le persone sopra i 60 anni. Poi aspettiamo che il governo e l’Aifa dicano alle Regioni cosa dobbiamo somministrare agli altri».

Dal 21 giugno Campania in zona bianca

Come previsto la Campania dovrà aspettare ancora per il passaggio in zona bianca. È l’ufficializzazione da parte del Ministero della Salute delle nuove regioni che, da lunedì 14 giugno, vedranno diminuire le proprie restrizioni. Sono zone bianche Lazio, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, provincia di Trento e Puglia. Non c’è la Campania. Ma i dati sembrano chiari nonostante si registri nella regione, secondo i dati Gimbe, un calo del 33% dei nuovi positivi nell’ultima settimana. Buone notizie anche dagli ospedali con i posti letto occupati da pazienti Covid scesi al 13% e solamente al 7% per quanto concerne i ricoveri in terapia intensiva. Da lunedì 21 giugno, secondo il presidente della giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca, anche la nostra Regione passerà da zona gialla a quella bianca dal prossimo. Il governatore però si è detto polemico con questo tipo di classificazioni. Nella zona gialla si dovrà aspettare il 21 giugno per l’abolizione del coprifuoco, nella zona bianca invece decade da subito. Senza coprifuoco ci si può spostare più liberamente in orario notturno.  Inoltre, in zona bianca ci si può spostare senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, oppure se si è in possesso di una ‘certificazione verde Covid-19’ valida. Si può anche entrare nelle zone gialle, senza doverne giustificare il motivo, ma rispettando le restrizioni di orario e quelle relative agli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate.

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