CULTURA & SOCIETA'

“Capitani per sempre”, a Napoli presentato il libro di Gianfranco Coppola

Presso il Circolo Canottieri Napoli è stato presentato il nuovo libro dell’apprezzatissimo giornalista Gianfranco Coppola dal titolo “Capitani per Sempre” ed in cui, con la collaborazione di Grandi Firme del giornalismo italiano, sono raccontati aneddoti e curiosità non solo dei capitani che hanno scritto la storia del calcio Napoli, ma anche di quelli che si sono contraddistinti nei grandi club del calcio italiano.

Andrea, il figlio di Totonno Juliano

Un libro, come ci spiega lo stesso Coppola, scritto con l’intento di far sì che nel calcio si recuperino antichi valori. “Il capitano nel calcio – ha dichiarato Gianfranco Coppola – era il delegato sindacale della squadra, il simbolo per la tifoseria e l’addetto a parlare dell’arbitro. Praticamente era quello che porta da solo sulle spalle, in una fascia, la responsabilità di un’intesa di gruppo. Quindi non un’operazione nostalgia ma un recuperare antichi valori. E’ un libro che vuol far capire al calcio di oggi, a mio parere, quanto è importante che il beniamino sia a contatto con la tifoseria. Sono sparite le amichevoli in provincia, sono sparite le sedute di allenamento a porte aperte, si fa tutto via social. Ma quanto cuore manca a questo calcio e in questo senso capitani per sempre vuol lanciare un segnale”.

Ferlaino e Ferrara

A dimostrazione della stima di cui Gianfranco Coppola gode da sempre negli ambienti del giornalismo italiano e del calcio che conta, il salone della Canottieri Napoli era strapieno all’inverosimile di giornalisti e di rappresentanti storici della società calcio Napoli tra cui il Presidente Corrado Ferlaino ed i calciatori Ciro Ferrara e Beppe Bruscolotti che ereditò la fascia di capitano dal grande Totonno Juliano la cui storia ha ispirato il Premio “Capitani per Sempre” di cui ieri si è tenuta la prima edizione. “Quando ho ereditato la fascia da un grande capitano – ha raccontato Bruscolotti – perché Antonio Juliano è stato un grandissimo capitano dentro e fuori dal campo, di una umanità straordinaria. In varie occasioni, quando ho avuto qualche incidente di percorso e una malattia di epatite virale, è stato il primo a correre a casa mia. Abbiamo avuto sempre un certo rapporto”. All’evento, tra gli altri, c’era anche il figlio di Juliano, che tra gli applausi scroscianti dei presenti ha portato il saluto della famiglia.

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