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Casamicciola, la mappa del rischio e i rientri in casa: tutto quello che recitano le ordinanze

Il Commissario delegato per l’emergenza frana e la ricostruzione di Ischia, Giovanni Legnini, ed il Commissario prefettizio del Comune di Casamicciola, Simonetta Calcaterra, hanno adottato oggi le ordinanze che, per i profili di rispettiva competenza, attuano la nuova definizione delle aree a rischio del territorio comunale, disciplinano le condizioni di rientro della popolazione attualmente sfollata nelle proprie abitazioni e mettono in campo le prime misure di sostegno alla popolazione colpita dagli eventi catastrofici del 26 novembre scorso.

I contenuti dei due provvedimenti saranno illustrati dal Commissario Giovanni Legnini e dal Commissario prefettizio Simonetta Calcaterra, nel corso di una videoconferenza alle ore 15 aperta alla stampa e ai rappresentanti dei cittadini. Il testo del dispositivo sarà pubblicato sul sito istituzionale. Il testo contiene, in allegato, le relazioni sulla prima definizione della pericolosità dell’area, con le relative cartografie.

Ci sono misure specifiche che le amministrazioni pensano possano essere adottate. Le misure specifiche (locali) che si propone possano essere adottate nelle quattro “Zone” nelle quali il Soggetto Attuatore ha preliminarmente suddiviso il territorio del Comune di Casamicciola Terme e – nel caso della “Zona A”, delle ulteriori suddivisioni proposte dal Commissario delegato (vedi allegato 4 riportante le aree A1, A2, A3 e A4) ) – nelle more dell’aggiornamento del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale – sono le seguenti.

Nella “Zona A” [si veda la cartografia allegata alla relazione del Soggetto Attuatore del 23 dicembre 2022] le condizioni pregresse di pericolosità, aggravate dalle mutate condizioni conseguenti all’evento del 26 novembre 2022, sono molto elevate, e necessitano di azioni di protezione civile differenziate, alcune indipendenti e altre dipendenti dal livello di allerta di protezione civile per rischio idrogeologico e idraulico emanata dalla Sala Operativa Regionale Unificata (SORU) della Regione Campania.

Relativamente alle misure specifiche indipendenti dal livello di allerta di protezione civile:

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 Nell’Area A1 direttamente interessata dalla frana di Celario, per le profonde modificazioni geomorfologiche ivi intervenute, e nelle more dell’aggiornamento del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale, si ritiene che la pericolosità idrogeologica molto elevata ivi esistente non possa essere gestita, anche in assenza di eventi pluviometrici.

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Nell’Area A2 identificata dal Commissario Delegato come caratterizzata dalla presenza di edifici distrutti, o comunque interessati dalla c.d. frana di via Celario, molti dei quali già parzialmente o totalmente inagibili a causa del sisma del 21 agosto 2017, la pericolosità idrogeologica molto elevata e le condizioni di agibilità degli edifici sono tali da non consentirne l’utilizzo in sicurezza. Nell’area sono stati distrutti o danneggiati gravemente i sottoservizi (forniture idrica e di energia elettrica, sistemi di allontanamento delle acque meteoriche e reflue) e la viabilità.

 Nell’Area A3 identificata dalla Commissario Delegato come caratterizzata dalla presenza di edifici resi precedentemente inagibili dal sisma del 21 agosto 2017, la cui fruibilità (potenziale) è stata ulteriormente ridotta dall’evento del 26 novembre 2022 che ha distrutto o danneggiato gravemente i sottoservizi (forniture idrica e di energia elettrica, sistemi di allontanamento delle acque meteoriche e reflue) e a reso inservibili le vie d’accesso, le condizioni sono tali da non consentire l’utilizzo degli edifici.Nelle Aree A1, A2, A3 la misura proposta consiste nell’evacuazione della popolazione e nell’interdizione all’uso delle strutture e delle infrastrutture ivi presenti.

Nella rimanente parte della “Zona A” (Area A4), comunque caratterizzata da una pericolosità molto elevata, le misure specifiche proposte dipendono dal livello di allerta di protezione civile. Più precisamente:

 In assenza di allerta, non sono previste misure specifiche ad eccezione dei casi in cui la rete di monitoraggio o segnalazioni provenienti da soggetti istituzionali o singoli cittadini indichino l’attivazione di fenomeni potenzialmente pericolosi. In tal caso, anche su valutazione del presidio territoriale, si adotta la misura proposta al punto che segue.

 In caso di allerta “gialla” o “arancione”, al superamento della soglia pluviometrica cautelativa di 38 mm di precipitazione cumulata in un massimo di tre ore (corrispondente alla soglia di attenzione minima tra i pluviometri installati sull’Isola, fissata dal sistema di allertamento regionale di protezione civile di cui al Decreto Presidente della Giunta della Regione Campania n. 245 del 1 agosto 2017- vedi tabella precedente), ovvero del superamento delle soglie di riferimento per il sistema GB- SAR sui valori di velocità per l’attivazione delle fasi operative (tra 3-5 mm/h per il preallarme e maggiore di 5 mm/h per l’allarme – vedi allegato 2), la misura proposta consiste nell’avvio delle operazioni di allontanamento della popolazione e l’assistenza presso le strutture alberghiere già individuate.

Nella “Zona B” [si veda la cartografia allegata alla relazione del Soggetto Attuatore del 23 dicembre 2022], le condizioni pregresse di pericolosità, in particolare idraulica, per la “tombatura” di ampie porzioni del reticolo di drenaggio naturale, localmente aggravate dalle mutate condizioni conseguenti all’evento del 26 novembre 2022, sono molto elevate, e necessitano di misure di protezione civile dipendenti dalla presenza o meno di un’allerta per rischio idrogeologico e idraulico emanata dalla Sala Operativa Regionale Unificata (SORU) della Regione Campania.

In tale zona, si propone che le misure di protezione civile siano le seguenti:

 In assenza di allerta, non sono previste misure specifiche ad eccezione dei casi in cui la rete di monitoraggio o segnalazioni provenienti da soggetti istituzionali o singoli cittadini indichino l’attivazione di fenomeni potenzialmente pericolosi. In tal caso, anche su valutazione del presidio territoriale, si adotta la misura proposta al punto che segue.

 In presenza di allerta “gialla” o di allerta “arancione”, la misura proposta consiste nell’avvio delle operazioni di autoprotezione della popolazione già indicate nelle “Prime misure speditive di protezione civile” adottate dal Commissario Straordinario del Comune di Casamicciola Terme il 2 dicembre 2022, segnalando in particolare alla popolazione (i) di non utilizzare scantinati o locali posti al di sotto o al livello delle strade, (ii) di spostarsi ai piani alti, (iii) di non parcheggiare e rimuovere gli autoveicoli lungo la via Monte della Misericordia, (iv) di evitare spostamenti, in particolare con automezzi, per non essere coinvolti da possibili flussi idrici anche iper- concentrati, nonché per non intralciare eventuali attività di evacuazione e soccorso.

Nella “Zona C” [si veda la cartografia allegata alla relazione del Soggetto Attuatore del 23 dicembre 2022], le condizioni di pericolosità idrogeologica – da frana e da inondazione

– non sono mutate in modo significativo rispetto alle condizioni “ex ante” precedenti all’evento del 26 novembre 2022; locali condizioni di dissesto dovranno essere verificate puntualmente, laddove segnalate a seguito di eventi piovosi o segnalazioni sopravvenute. In tale zona, si propone che le misure di protezione civile siano le seguenti:

 In assenza di allerta, non sono previste misure specifiche ad eccezione dei casi in cui la rete di monitoraggio o segnalazioni provenienti da soggetti istituzionali o singoli cittadini indichino l’attivazione di fenomeni potenzialmente pericolosi. In tal caso, anche su valutazione del presidio territoriale, si adotta la misura proposta al punto che segue.

 In presenza di allerta “gialla” o di allerta “arancione”, si propone l’adozione di normali misure di autoprotezione, fra le quali l’indicazione, in caso di pioggia, a non utilizzare scantinati o locali posti al di sotto del piano stradale, a limitare gli spostamenti per non intralciare eventuali attività di evacuazione e soccorso, con particolare riferimento alle zone a rischio “R3” o “R4” individuate nel Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale.

Per la “Zona C” restano ferme le ordinarie prescrizioni per le zone “R3” e “R4” già cartografate dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale.

Nella “Zona D”, costituita da cinque aree isolate ricomprese nella “Zona C” [si veda la cartografia allegata alla relazione del Soggetto Attuatore del 23 dicembre 2022], sono presenti edifici o aggregati (“punti critici” locali) prossimi o ricadenti in aree già classificate a rischio da frana “R3” o “R4” nel vigente Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale. Le condizioni di pericolosità idrogeologica (per rischio connesso) di detti edifici o aggregati sono state accertate dai Vigili del Fuoco (VVF), unitamente ai geologi dell’Ordine regionale dei geologi e della Struttura Tecnica Nazionale.

In tale zona, si propone che le misure di protezione civile siano le seguenti:

 In assenza di allerta, non sono previste misure specifiche ad eccezione dei casi in cui la rete di monitoraggio o segnalazioni provenienti da soggetti istituzionali o singoli cittadini indichino l’attivazione di fenomeni potenzialmente pericolosi. In tal caso, anche su valutazione del presidio territoriale, si adotta la misura proposta al punto che segue.

 In caso di allerta “gialla” o “arancione”, al superamento della soglia pluviometrica cautelativa di 38 mm di precipitazione cumulata in un massimo di tre ore (corrispondente alla soglia di attenzione minima tra i pluviometri installati sull’Isola, fissata dal sistema di allertamento regionale di protezione civile di cui al Decreto Presidente della Giunta della Regione Campania n. 245 del 1 agosto 2017- vedi tabella precedente), la misura proposta consiste nell’avvio delle operazioni di allontanamento della popolazione e l’assistenza presso le strutture alberghiere già individuate.

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