CRONACA

Casamicciola, presentate le nuove mappe del rischio: ecco chi può tornare a casa

Ieri pomeriggio nella conferenza stampa i commissari Legnini e Calcaterra hanno illustrato le nuove ordinanze che definiscono le aree a rischio, disciplinano le condizioni di rientro degli sfollati e prevedono le misure di sostegno alla popolazione

Ieri il Commissario delegato per l’emergenza frana e la ricostruzione di Ischia, Giovanni Legnini, ed il Commissario prefettizio del Comune di Casamicciola, SimonettaCalcaterra, hanno adottato le nuove ordinanze che, per i profili di rispettiva competenza, attuano la nuova definizione delle aree a rischio del territorio comunale, disciplinano le condizioni di rientro della popolazione attualmente sfollata nelle proprie abitazioni e mettono in campo le prime misure di sostegno alla popolazione colpita dagli eventi catastrofici del 26 novembre scorso.

I contenuti dei due provvedimenti sono stati illustrati dal Commissario Legnini e dal Commissario prefettizio Calcaterra, nel corso di una videoconferenza svoltasi ieri pomeriggio alle ore 15 aperta alla stampa e ai rappresentanti dei cittadini, mentre il testo del dispositivo sarà pubblicato sul sito istituzionale. Esso contiene le relazioni sulla prima definizione della pericolosità dell’area, con le relative cartografie.

La conferenza è stata accompagnata dall’illustrazione di significative slide grafiche che hanno mostrato ai partecipanti, stampa e cittadini, le risultanze degli studi condotti sul territorio. Legnini ha ringraziato l’intera comunità per la collaborazione finora offerta, necessaria per la riuscita delle operazioni di emergenza. In pochi giorni, anzi, poche ore, sono state elaborate le ordinanze per il varo di ieri.

Nel mese di gennaio potranno rientrare nelle proprie abitazioni circa duecento persone, mentre circa trecento persone dovranno rimanere in sistemazioni alternative

I rischi del territorio saranno valutati da un Presidio locale che quando andrà a regime potrà indicare la disciplina che le varie “zone” dovranno seguire. Le misure del caso saranno accompagnate dai provvedimenti contenuti nell’ordinanza n.4 relativi al Cas, cioè al contributo di autonoma sistemazione, e all’assistenza alberghiera, in caso in cui i cittadini dovessero lasciare temporaneamente le proprie abitazioni.

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Per le scuole, i rischi per i siti dell’istituto Ibsen sono in via di superamento e potranno riaprire regolarmente dal 9 gennaio. L’Amca è stata sollecitata nel velocizzare la rimozione del fango, e sono state date disposizioni affinché esso sia riutilizzato sull’isola stessa.

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Le operazioni prioritarie nel breve termine sono costituite da alcune opere di somma urgenza. I sindaci entro il 7 gennaio dovranno completare la ricognizione per l’elenco di tali interventi. Legnini ha aggiunto che si sta già studiando una serie di interventi sugli alvei per la ripulitura e la manutenzione, interventi che però dovranno essere finanziati perché al momento non ci sono fondi alla bisogna. La partita più rilevante sarà la conversione in legge del decreto: per il Commissario alla ricostruzione serviranno almeno 500 milioni di euro per la messa in sicurezza. Si tratta di una situazione molto più complessa di quanto l’esperienza di questi giorni ha dimostrato.

Nelle Aree A1, A2, A3 la misura proposta consiste nell’evacuazione della popolazione e nell’interdizione all’uso delle strutture e delle infrastrutture presenti

La parola è passata alla dottoressa Calcaterra, che ha elogiato la sinergia con cui finora si è lavorato all’emergenza. L’ordinanza adottata dal commissario prefettizio consente il rientro dei cittadini nelle proprie abitazioni, circa 200 persone nel mese di gennaio, tranne quelli ricadenti nelle zone contrassegnate dalle sigle A1, A2, e A3 (zone “rosse”), che al momento secondo una stima approssimativa assommano a poco meno di trecento persone. Sono stime che secondo Calcaterra e Legnini saranno maggiormente delineate con una operazione più puntuale di “censimento” delle aree interessate.

L’ingegnere Claudio D’Ambra ha illustrato le quattro aree in cui è stato suddiviso il territorio casamicciolese.Ecco dunque le misure specifiche (locali) che si propone possano essere adottate nelle quattro “Zone” nelle quali il Soggetto Attuatore ha preliminarmente suddiviso il territorio del Comune di Casamicciola Terme e – nel caso della “Zona A”, delle ulteriori suddivisioni proposte dal Commissario delegato– nelle more dell’aggiornamento del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale.

Nella “Zona A” le condizioni di pericolosità, aggravate dalle mutate condizioni conseguenti all’evento del 26 novembre 2022, sono molto elevate, e necessitano di azioni di protezione civile differenziate, alcune indipendenti e altre dipendenti dal livello di allerta di protezione civile per rischio idrogeologico e idraulico emanata dalla Sala Operativa Regionale Unificata (SORU) della Regione Campania.

Relativamente alle misure specifiche indipendenti dal livello di allerta di protezione civile: nell’Area A1 direttamente interessata dalla frana delCelario, per le profonde modificazioni geomorfologiche intervenute, e in attesa dell’aggiornamento del Piano di Assetto Idrogeologico, si ritiene che la pericolosità idrogeologica molto elevata esistente non possa essere gestita, anche in assenza di eventi pluviometrici.

È allo studio una serie di interventi sugli alvei per la ripulitura e la manutenzione, che dovranno essere finanziati perché al momento non ci sono fondi. La partita più rilevante sarà la conversione in legge del decreto: secondo il Commissario alla ricostruzione serviranno almeno 500 milioni di euro per la messa in sicurezza

Nell’Area A2 identificata dal Commissario Delegato come caratterizzata dalla presenza di edifici distrutti, o comunque interessati dalla frana di via Celario, molti dei quali già parzialmente o totalmente inagibili a causa del sisma del 21 agosto 2017, la pericolosità idrogeologica molto elevata e le condizioni di agibilità degli edifici sono tali da non consentirne l’utilizzo in sicurezza. Nell’area sono stati distrutti o danneggiati gravemente i sottoservizi (forniture idrica e di energia elettrica, sistemi di allontanamento delle acque meteoriche e reflue) e la viabilità.

Nell’Area A3 identificata come caratterizzata dalla presenza di edifici resi precedentemente inagibili dal sisma del 2017, la cui fruibilità (potenziale) è stata ulteriormente ridotta dall’evento del 26 novembre 2022 che ha distrutto o danneggiato gravemente i sottoservizi e a reso inservibili le vie d’accesso, le condizioni sono tali da non consentire l’utilizzo degli edifici.Nelle Aree A1, A2, A3 la misura proposta consiste nell’evacuazione della popolazione e nell’interdizione all’uso delle strutture e delle infrastrutture ivi presenti.

Nella rimanente parte della “Zona A”, cioè l’Area A4, comunque caratterizzata da una pericolosità molto elevata, le misure specifiche proposte dipendono dal livello di allerta di protezione civile. Più precisamente, in assenza di allerta, non sono previste misure specifiche ad eccezione dei casi in cui la rete di monitoraggio o segnalazioni provenienti da soggetti istituzionali o singoli cittadini indichino l’attivazione di fenomeni potenzialmente pericolosi. In tale circostanza, anche su valutazione del presidio territoriale, in caso di allerta “gialla” o “arancione”, al superamento della soglia pluviometrica cautelativa di 38 mm di precipitazione cumulata in un massimo di tre ore (corrispondente alla soglia di attenzione minima tra i pluviometri installati sull’Isola), ovvero del superamento delle soglie di riferimento per il sistema GB-SAR sui valori di velocità per l’attivazione delle fasi operative (tra 3-5 mm/h per il preallarme e maggiore di 5 mm/h per l’allarme), la misura proposta consiste nell’avvio delle operazioni di allontanamento della popolazione e l’assistenza presso le strutture alberghiere già individuate.

Nella “Zona B”, le condizioni di pericolosità, in particolare idraulica, per la “tombatura” di ampie porzioni del reticolo di drenaggio naturale, localmente aggravate dalle mutate condizioni conseguenti all’evento franoso, sono molto elevate, e necessitano di misure di protezione civile dipendenti dalla presenza o meno di un’allerta per rischio idrogeologico e idraulico emanata dalla Sala Operativa Regionale Unificata.

In tale zona, le misure di protezione civile proposte sono le seguenti: in assenza di allerta, non sono previste misure specifiche ad eccezione dei casi in cui la rete di monitoraggio o segnalazioni provenienti da soggetti istituzionali o singoli cittadini indichino l’attivazione di fenomeni potenzialmente pericolosi. In tal caso, anche su valutazione del presidio territoriale, in presenza di allerta “gialla” o di allerta “arancione”, la misura proposta consiste nell’avvio delle operazioni di autoprotezione della popolazione già indicate nelle “Prime misure speditive di protezione civile” adottate dal Commissario Straordinario del Comune di Casamicciola Terme il 2 dicembre 2022, segnalando in particolare alla popolazione (I) di non utilizzare scantinati o locali posti al di sotto o al livello delle strade, (II) di spostarsi ai piani alti, (III) di non parcheggiare e rimuovere gli autoveicoli lungo la via Monte della Misericordia, (IV) di evitare spostamenti, in particolare con automezzi, per non essere coinvolti da possibili flussi idrici anche iper-concentrati, nonché per non intralciare eventuali attività di evacuazione e soccorso.

Nella “Zona C”, le condizioni di pericolosità idrogeologica non sono mutate in modo significativo rispetto alle condizioni “ex ante” precedenti all’evento del 26 novembre 2022; locali condizioni di dissesto dovranno essere verificate puntualmente. In tale zona, ecco le misure di protezione: in assenza di allerta, non sono previste misure specifiche ad eccezione dei casi in cui la rete di monitoraggio o segnalazioni provenienti da soggetti istituzionali o singoli cittadini indichino l’attivazione di fenomeni potenzialmente pericolosi. In tal caso, anche su valutazione del presidio territoriale, si adotta questa misura: in presenza di allerta “gialla” o di allerta “arancione”, si propone l’adozione di normali misure di autoprotezione, fra le quali l’indicazione, in caso di pioggia, a non utilizzare scantinati o locali posti al di sotto del piano stradale, a limitare gli spostamenti per non intralciare eventuali attività di evacuazione e soccorso, con particolare riferimento alle zone a rischio “R3” o “R4” individuate nel Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino.Per la “Zona C” restano ferme le ordinarie prescrizioni per le zone “R3” e “R4” già cartografate dal Piano di Assetto Idrogeologico.

Nella “Zona D”, costituita da cinque aree isolate ricomprese nella “Zona C”, sono presenti edifici o aggregati (“punti critici” locali) prossimi o ricadenti in aree già classificate a rischio da frana “R3” o “R4” nel vigente Piano di Assetto Idrogeologico. Le condizioni di pericolosità idrogeologica (per rischio connesso) di detti edifici o aggregati sono state accertate dai Vigili del Fuoco (VVF), unitamente ai geologi dell’Ordine regionale dei geologi e della Struttura Tecnica Nazionale.In tale zona, sono state proposte le seguenti misure di protezione civile: in assenza di allerta, non sono previste misure specifiche ad eccezione dei casi in cui la rete di monitoraggio o segnalazioni provenienti da soggetti istituzionali o singoli cittadini indichino l’attivazione di fenomeni potenzialmente pericolosi. In tal caso, anche su valutazione del presidio territoriale, si adotta questa misura: in caso di allerta “gialla” o “arancione”, al superamento della soglia pluviometrica cautelativa di 38 mm di precipitazione cumulata in un massimo di tre ore, la misura proposta consiste nell’avvio delle operazioni di allontanamento della popolazione e l’assistenza presso le strutture alberghiere già individuate.

In chiusura, rispondendo alle domande dei giornalisti, il Commissario Legnini ha ribadito che sarà fondamentale quanto previsto dal provvedimento di conversione in legge del decreto Ischia, perché esso conterrà la previsione delle risorse necessarie a mettere in atto le operazioni illustrate. È necessario fare chiarezza sul futuro del territorio casamicciolese, ma anche del resto dell’isola, ha chiosato il commissario.

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