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Casamicciola, tentato suicidio a Perrone

Un cinquantenne si è gettato dal balcone, sul posto Carabinieri e addetti del 118: portato all’Ospedale Rizzoli, non sarebbe in pericolo di vita. Nel pomeriggio il trasferimento in terraferma. È la seconda volta che l’uomo mette in atto un simile gesto

Ieri mattina le sirene hanno squarciato il silenzio dell’alba a Casamicciola. Un uomo di circa 50 anni ha tentato il suicidio: il drammatico gesto si è verificato nel popoloso quartiere di Perrone, dove i Carabinieri e gli addetti del 118 sono accorsi intorno alle ore 6.00. Per mettere in atto il suo tragico proposito, l’uomo ha scavalcato la protezione di un balcone per gettarsi nel vuoto. Tuttavia, anche grazie all’altezza non eccessiva dalla quale è precipitato, il 50enne non è riuscito nel folle intento.

Subito soccorso e trasportato all’Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno, gli sono stati riscontrati diversi traumi, ferite e lesioni ovviamente causati dalla brutta caduta, ma fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita. La drammaticità dell’episodio è acuita dal fatto che non era la prima volta che l’uomo aveva tentato il suicidio. Alcuni forse ricorderanno il precedente: circa due anni fa, nel marzo del 2018, l’allora quarantottenne aveva messo già in atto il ferale proposito. All’epoca fu diverso il teatro del dramma, che si verificò sulla collina di Monte Vico a Lacco Ameno. Anche in quel frangente, il gesto non ebbe conseguenze letali in parte per la ridotta altezza del dirupo, circa cinque metri, e in parte perché la vegetazione sottostante aveva attutito l’impatto. Tuttavia la zona piuttosto impervia richiese l’impegno congiunto della Polizia Municipale di Lacco Ameno, dei Carabinieri e degli addetti del 118, che sul belvedere della collina diedero vita a un’azione congiunta per recuperare l’uomo e prestargli i primi soccorsi, dopo che egli era stato individuato nella zona coperta di vegetazione dell’antico sentiero naturalistico che da Piazza Santa Restituta porta sulla collina dove sorge il cimitero.

Le indagini dell’Arma giunsero rapidamente a ricostruire l’episodio, che vide l’uomo raggiungere il belvedere con la propria automobile, per poi scavalcare la ringhiera e gettarsi nel vuoto. Mentre la vegetazione faceva da involontario scudo contro le intenzioni suicide, alcune persone presenti nei paraggi, operai di una ditta alle prese con un intervento in loco, riuscirono a scorgere in lontananza l’uomo mentre stava mettendo in atto il gesto e a dare subito l’allarme. Alla luce della reiterazione del tentativo, diventa arduo per non dire impossibile anche solo tentare di ipotizzarne le motivazioni. Quasi ovvio è l’invocare l’intervento delle istituzioni, attraverso i servizi sociali, per cercare di alleviare la sofferenza interiore che troppe volte, anche sulla nostra isola, colpisce diversi nostri concittadini: senza voler scomodare artificiose analisi sociologiche, va detto che non sarebbe la prima volta che nelle nostre contrade si insinua quello che viene definito il mal di vivere, che colpisce sempre più persone, e di fronte al quale ogni certezza e ogni valutazione vengono miseramente a cadere, senza distinzioni di età e di estrazione sociale: da pensionati in preda ad improvvise solitudini, a ragazzi colpiti da delusioni di varia natura. Intanto, nel pomeriggio di ieri, il cinquantenne è stato trasferito in terraferma, in quanto “politraumatizzato”, per ricevere cure mirate.

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2 Commenti

  1. Siete solo sciacalli che non hanno minima idea di cosa sia la deontologia. Per tenere in piedi questo pessimo giornale andate contro le linee guida del giornalismo (e del buonsenso, aggiungo io). L’OMS stabilisce che riportare notizie del genere, specie con questi titoli, non fa altro che favorire la proliferazione dei tentativi di suicidio (effetto Werther, dal nome di un famoso personaggio letterario che è morto suicida, immagino non lo conosciate vista l’ignoranza che sfoggiate in ogni articolo, sintomo che evidentemente non vi capita mai di leggere un libro).

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