POLITICAPRIMO PIANO

Cercasi minoranza a Ischia, il primo colpo lo batte Venia

L’ex vicesindaco con una nota ufficiale annuncia che si candiderà a sindaco alle prossime amministrative del 12 giugno. E già lancia la sfida: «L’isola resti tale e non diventi città, serve un cambiamento radicale»

Per carità, le sette liste auspicate da Luigi Boccanfuso per dar fastidio a Enzo Ferrandino sono ancora lontane. E forse sono destinate a rimanere mera utopia. Ma nel frattempo è arrivato chi ha ufficialmente battuto il primo colpo, ovviamente nella speranza che non rimanga solo sulla carta. Parliamo di Luciano Venia, che con una lunga e articolata nota affidata alla stampa annuncia la sua candidatura a sindaco d’Ischia alle prossime elezioni amministrative in programma il 12 giugno. Lo fa lanciando una nota che racconta soprattutto dell’innata passione per la politica di Venia, che all’alba della Seconda Repubblica ricoprì anche la carica di vicesindaco. L’avvocato parte con un proclama chiaro e netto: “Abbiamo una grande missione da compiere, fare Ischia di nuovo grande. Dobbiamo cambiare tutto e in fretta per restare al passo con i tempi e intercettare la domanda di qualità totale che sale dai turisti di tutto il mondo che dopo guerre, crisi e pandemia desiderano riscoprire il viaggio, la vacanza, il riposo e il benessere. Dobbiamo migliorare la vivibilità ad Ischia che non è e non deve diventare una città ma restare isola meravigliosa con bellezze straordinarie ad ogni angolo: paesaggio, costa, panorama, luoghi, monumenti, momenti. Un luogo benedetto da Dio all’atto della sua creazione e manomesso, offeso, deturpato, violentato dagli uomini a causa della loro cupidigia e della loro ignoranza. Bisogna mettere in Ischia in buone mani, in salde convinzioni, in sani principi ispiratori di ogni libertà di impresa, di circolazione, di pensiero, di lavoro, di convinzione filosofica e religiosa. Serve una rivoluzione copernicana, un cambiamento radicale, un salto. Ogni rivoluzione essendo un ritorno all’antico e una riscoperta di purezza e novità non può che ritrovare i valori e i principi che furono dei grandi sindaci del Passato da Vincenzo Telese a Vincenzo Romolo”.

Insomma, la mission di Venia sembra abbastanza chiara, guardare al futuro prendendo a modello gli esempi lasciati da un passato nemmeno così recente. Può apparire un paradosso, anche se a ben rifletterci non lo è. Poi Luciano prosegue annunciando di fatto la sua intenzione di correre per la poltrona più ambita del municipio di via Iasolino: “Scendo in campo, a testa alta, con le mie idee che sono idee condivise da tantissimi amici che sono già programmi in dettaglio ricchi di progetti esecutivi, fattibili, talora a costo zero ma significativi e di fondamentale importanza. Muovo guerra ai cosiddetti poteri forti di Ischia che stanno tentando in ogni modo di bloccare la mia candidatura perchè hanno paura che venga effettuata la disconnessione tra politica e affari, tra politica e camorra, tra politica e usura.

L’ex vicesindaco già traccia la rotta: “Dobbiamo cambiare tutto e in fretta per restare al passo con i tempi e intercettare la domanda di qualità totale che sale dai turisti di tutto il mondo che dopo guerre, crisi e pandemia desiderano riscoprire il viaggio, la vacanza, il riposo e il benessere”

La storia mi darà ragione. Ecco perchè scendo in campo, mentre gli altri pensano ai voti, agli equilibri, agli interessi propri noi ci permettiamo il lusso di essere sempre noi stessi anzi di essere quelli che fummo con sguardi nuovi, maggiore capacità, grande potenza, lucidità di pensiero, capacità di azione e di realizzazione dei progetti”. Poi, come in ogni “battesimo” che si rispetti, arriva anche la dedica: “Dedico questa stagione di rinnovato impegno ai tantissimi che hanno amato Ischia senza derubarla e ai giovani di tutte le idee che hanno creduto nei loro rispettivi valori. In Politica il Progetto di fare Ischia di nuovo grande deve coniugare recupero della vivibilità, sostegno in tutte le forme alle imprese e agli imprenditori, solidarietà sociale e umanità al potere. Sono le idee che mossero e muovono il mondo. Mi piace chiudere con una bellissima giaculatoria di Jose Antonio Primo de Riveira: ‘Noi non parteciperemo ai vostri banchetti di potere, ma resteremo in piedi sotto le stelle, armi in pugno aspettando l’alba’. Le nostre, le mie armi rivoluzionarie sono le Idee per governare Ischia”. Noi, intanto, lo ringraziamo in anticipo se ci sarà: di questo passo le elezioni ischitane avrebbero corso il rischio di essere oltremodo “imbarazzanti”. Avanti il prossimo, sempre che ce ne siano.

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