POLITICA

Chiamatela Repubblica Indipendente di Procida

PROCIDA – Ci sono due modi per cercare di spiegare quello che sta accadendo a Procida da alcuni giorni a questa parte e soprattutto ci sono altrettante correnti di pensiero per poterle giudicare. La prima è quella che siamo davanti ad una situazione particolarmente delicata, talmente delicata da aver richiamato i carabinieri della locale stazione e della compagnia di Ischia per ben due volte negli uffici comunali di via Libertà nello spazio di appena settantadue ore. Si potrà dire quello che si vuole, per carità, ma siccome i militari dell’Arma hanno molto da fare dalla mattina alla sera – in primis garantire sicurezza e tranquillità sui territori dove operano – l’impressione è che se si siano recati non una ma due volte in municipio non l’abbiano certamente fatto perché non sapevano come ingannare il tempo, tutt’altro. Insomma, tra divise che vanno e vengono, sindacati che scrivono a chiare lettere che un dipendente comunale non può firmare lettere, presidente (e tesoriere, badate bene, perché il dettaglio è tutt’altro che trascurabile…) di un’associazione di canottaggio che si dimettono poco prima – o poco dopo, ma questo poco importa – che la stessa riceva un contributo di 14.860 euro, con il primo che è anche consigliere di maggioranza, insomma siamo davvero al chi più ne ha più ne metta. Quisquilie, si dirà, ed in effetti c’è anche chi reagisce scrollando le spalle e rimanendo sorpresi e stupiti dal fatto che i mass media si interroghino: ribadendo il concetto secondo il quale in quanto accaduto non si registrerebbero profili di illegittimità, e qui naturalmente ci riferiamo al capitolo contributo non avendo capacità tecniche e conoscenze sufficienti per sparare sentenze sul caso determine, non c’è dubbio alcuno che la questione legata invece ai cosiddetti motivi di opportunità non può essere oggetto di discussione da parte del mondo dell’informazione. Nemmeno se piovono minacce di querela a destra ed a manca.

In questo simpatico contesto, ovviamente, non poteva mancare uno dei personaggi più in vista dell’isola di Arturo, vale a dire il comandante della polizia municipale Giuseppe Trotta. Il quale, sempre su quel profilo Facebook nel quale indica anche la sua qualifica, aveva commentato nei giorni scorsi il predetto caso determine dando ragione al sindacalista Intartaglia e torto marcio al sindaco Dino Ambrosino, facendo una serie di riferimenti normativi abbastanza chiari ed espliciti. Nel frattempo, però, deve essere successo qualcosa, se è vero che lo stesso Trotta ha rimosso quella pubblicazione dal social, che pure era una delle poche nelle quali era riuscito a mantenersi asettico. Ma quando è ripreso il dibattito virtuale ecco che una sedicente Lina Costanzo ha ripubblicato l’immagine del post pubblicato dallo stesso comandante facendogli fare una figuraccia. Ed aggiungendo, a corredo della “cornice”, un commento fin troppo chiaro. “Riporto qui solo le parole dette per chi non leggesse bene… Comunque ritengo sia necessario che si rispetti la normativa vigente anche per non ledere la professionalità e le competenze altrui… “ e via discorrendo. Il povero Trotta viene insomma letteralmente sgamato e sbugiardato in una piazza virtuale come quella di internet e non sa come uscirne. Anzi, lo fa alla solita maniera. Figuratevi se, dopo aver dato addosso anche ad un’istituzione come i carabinieri, si poteva fare scrupoli con un internauta. E la sua risposta è assolutamente disarmante: “Tu ringrazia Facebook che ti dà la possibilità di fare il vigliacco senza farti riconoscere, ma sarà ancora per poco”. Che detto per inciso, non sembra un messaggio dei più concilianti e soprattutto in linea con i comportamenti di un pubblico ufficiale. Ma a Procida ormai, siamo abituati a questo ed altro ed il sindaco di certo continuerà ad osservare impassibile l’evolversi degli eventi. L’isola di Arturo ci manca solo che la dichiarino Repubblica Indipendente…

 

 

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