CRONACAPRIMO PIANO

Coltellate e aggressioni, chiuso il Mojito

Confermate le anticipazioni del nostro giornale, il noto locale ubicato sulla Riva Destra colpito da un provvedimento di sospensione dell’attività firmato dal questore di Napoli

La notizia era nell’aria e non a caso nei giorni scorsi era stata puntualmente anticipata dal nostro giornale, che l’aveva riportata in evidenza. L’attività eseguita a più riprese dai carabinieri della Stazione di Ischia, guidati dal cap. Angelo Pio Mitrione, e dagli agenti del commissariato di polizia diretti dal vicequestore Alberto Mannelli, ha portato alla sospensione dell’attività per sette giorni di un locale ubicato sulla Riva Destra del porto d’Ischia, il Mojito.

Sono stati proprio i militari dell’Arma, nella mattinata di ieri, a notificare il drastico provvedimento ai gestori della struttura. La proposta di chiusura, promossa dai carabinieri e ratificata dalla Questura di Napoli, giunge a seguito di una serie di eventi violenti che si sono verificati nel mese di agosto e sarà effettiva a partire dalla giornata di domani, sabato 7 settembre. Ma che cosa ha portato alla chiusura del Mojito? I carabinieri hanno relazionato il questore su un gravissimo fatto di cronaca verificatosi lo scorso 13 agosto.

LAa struttura dovrà rimanere chiusa al pubblico per una sette giorni a partire da domani: la proposta partì dai carabinieri dopo il tentato omicidio dello scorso 13 agosto, ma nella relazione si evidenziavano anche altre violazioni. Anche la polizia aveva scritto riferendo del ferimento di una giovane ragazza

Erano circa le 4 del mattino quando al 112 arrivò una telefonata d’allarme che riferiva di un accoltellamento avvenuto proprio all’interno del Mojito. La chiamata arrivò da un’altra attività dove nel frattempo, terrorizzato dall’accaduto, si era rifugiato un amico della vittima. I carabinieri giunsero immediatamente sul posto ed iniziarono a raccogliere una serie di testimonianze utili a ricostruire la dinamica dei fatti mentre nel frattempo scattava anche la caccia al responsabile del grave gesto. I militari appuravano così che il ragazzo ferito stava chiacchierando con alcune giovani ragazze mentre venne spinto scherzosamente da un amico verso il centro della pista da ballo: un urto poco gradito con un dirimpettaio portò un minore napoletano ad estrarre dalla tasca un’arma da taglio e colpire gravemente il giovane che poi sarebbe stato operato d’urgenza al Rizzoli di Lacco Ameno subendo peraltro l’asportazione della milza. Scena, peraltro, ripresa dalle videocamere di sorveglianza. Il colpevole, tra l’altro, sarebbe stato arrestato nella tarda mattinata (al termine di una attività investigativa che spinse i militari dell’Arma fino a Napoli) e poi trasferito nel centro di prima accoglienza minorile dei Colli Aminei. L’episodio del tentato omicidio appena descritto, ovviamente, è stato documentato nella relazione trasmessa al Questore di Napoli ma secondo quanto si apprende non è l’unico evidenziato dai carabinieri, che hanno riportato anche una serie di sanzioni comminate nel corso dell’anno – ad esempio – per somministrazione di bevande alcoliche ai minori di anni diciotto.

A rendere ancora più delicata la situazione dei gestori del Mojito, ci si è messa poi anche una successiva relazione redatta dal personale del commissariato di polizia di Ischia e relativa ad un altro brutto fatto di cronaca che si consumò nella notte del 20 agosto. In quella circostanza, infatti, un giovane appena maggiorenne colpì con inaudita violenza con una sedia una ragazza di 23 anni che rimase ferita e fu costretta a fare ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale Rizzoli che la giudicarono guaribile in tre giorni.

Una “miscellanea” di fatti oggettivamente poco edificanti che hanno indotto il questore ad avviare il procedimento. Come prevede la prassi, i destinatari dello stesso hanno avuto modo di presentare le apposite controdeduzioni fino a quando si è arrivato al provvedimento di sospensione dell’attività. I “sigilli” al locale, per la cronaca, dovrebbero essere apposti nella giornata di sabato, lo stesso è stato notificato ai titolari con il dovuto anticipo anche per consentire di svuotare frigoriferi o portar via merce che potrebbe deperire o non essere più utilizzabile dopo sette giorni di chiusura.

Le “rogne” però, come già abbiamo ricordato nei giorni scorsi, potrebbero non essere ancora finite. Perché sul Mojito incombe anche la scure di possibili azioni del Comune d’Ischia, nello specifico del sindaco che potrebbe emettere ulteriori provvedimenti sanzionatori che sono nei poteri della figura del primo cittadino. Anche dal palazzo municipale di via Iasolinio, infatti, sarebbero state riscontrate alcune violazioni delle ordinanze sindacali presumibilmente non rispettate in maniera reiterata e “seriale” e non è un caso se proprio Enzo Ferrandino, dopo l’accoltellamento dello scorso 13 agosto, riferì a Il Golfo che a quell’ora il Mojito non poteva fare musica non avendo provveduto a mettersi in regola con le prescrizioni varate dall’ente pubblico. Nessuno se lo augura, ovviamente, ma all’appello potrebbero mancare ancora i tempi supplementari.

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