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Decreto sicurezza, giro di vite sulle affittanze: “trema” anche l’isola

ISCHIA. Una cosa è certa. Già negli ultimi anni il giro di vite delle forze dell’ordine aveva inflitto un duro colpo al fenomeno delle affittanze in nero al punto tale che un determinato “target turistico” nella stagione appena trascorsa ha preferito non sbarcare sulla nostra isola ma andarsi a godere la vacanza altrove. Ma adesso, a disciplinare un settore che dalle nostre parti davvero ha mostrato più di una falla negli ultimi anni arriva una determinata sezione del Decreto Sicurezza, che impone nuove direttive ed obblighi per chi affitta una stanza o finanche un posto letto della propria abitazione, fosse pure per pochi giorni. Infatti il predetto decreto obbliga il padrone di casa a comunicare alla Questura o eventualmente al commissariato di polizia le generalità dei propri inquilini, un provvedimento esteso a tutti gli affitti e i subaffitti brevi così come per le locazioni inferiori a trenta giorni. Insomma, non ci sarà assolutamente più da scherzare e soprattutto non si potrà pensare di prendere tempo. I dati degli alloggiati, infatti, vanno comunicati con una notevole celerità e nello specifico entro 24 ore successive all’arrivo per affitti da uno a trenta giorni ed al momento stesso in cui la casa viene messa nella disponibilità dell’ospite, per soggiorni inferiori alle 24 ore.

L’art. 19 bis del decreto è peraltro abbastanza perentorio e recita testualmente: “È tenuto alla comunicazione anche chi fornisce alloggio in tende e roulotte, i proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze, gli affittacamere, anche in strutture di accoglienza non convenzionali, ad eccezione dei rifugi alpini inseriti in apposito elenco regionale. Le informazioni vanno trasmesse tramite il portale ‘Alloggiati web’della Polizia di Stato, già utilizzato dai gestori degli hotel. I proprietari di casa devono inoltrare alla Questura competente per territorio la richiesta di abilitazione alla trasmissione telematica. In ogni provincia, infatti, si segue un diverso iter. Il nuovo obbligo, in vigore dal 4 dicembre scorso, vale anche per le sublocazioni (i subaffitti)”. Considerate le modalità “facilone” con cui molto spesso si è operato in questo settore a Ischia, è inevitabile parlare di vera e propria rivoluzione, immaginiamo non certo delle più gradite. Ovviamente, in un quadro di tali ristrettezze, la legge impone anche di dare ospitalità esclusivamente a persone munite di documenti di riconoscimento validi, mentre gli extracomunitari dovranno mostrare il passaporto o altro documento di validità internazionale, ma sempre dotato di fotografia. E passiamo al capitolo legato alle sanzioni: chi dovesse eludere le norme sopracitate, infatti, e dunque chi affitta senza comunicare i dati degli inquilini all’autorità di pubblica sicurezza, rischia l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda pari a 206 euro. Ma queste sono disposizioni già note e contenute nell’ormai “paleozoico” TULPS (Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza).

Non serve probabilmente sottolineare che il fenomeno delle locazioni “mordi e fuggi” ha subito una paurosa impennata in Italia negli ultimi anni (e anche la nostra isola non è da meno) e questo ha consentito a tanti private di poter aumentare i propri guadagni decidendo di rendere disponibile alla bisogna una seconda casa o anche una semplice e piccola stanza. E i portali specializzati dove si può cogliere l’occasione al volo sono decisamente svariati, al punto tale che questo segmento non è diventato un’alternativa ai soli alberghi ma finanche ai Bed & breakfast. Ma anche in questo segmento la pacchia è finita, e adesso l’autorità di pubblica sicurezza dovrà ricevere le generalità anche di chi soggiorna una sola notte.

Gaetano Ferrandino

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