CRONACA

Dentro le pieghe (e le piaghe) del bonus edilizio

Il geometra Luigi Di Leva, imprenditore operante anche sull’isola, fa luce in questa interessante intervista su un incentivo che però sul nostro territorio non ha portato particolari benefici: e spiega perché

DI LUIGI DELLA MONICA

Un fenomeno complesso e da tempo dibattuto negli ultimi mesi è quello trito e ritrito dei bonus edilizi, rispetto ai quali vige una caotica incertezza per i richiedenti, i beneficiari, le imprese esecutrici ed i professionisti di settore che dopo circa un decennio di crisi strutturale, dovuta alla scure affilata ed omicida del Fisco sulle seconde, terze case etc., sulle locazioni immobiliari, sul cuneo fiscale dei salari, stavano salutando con ottimismo una occasione di ripresa economica e finanziaria iniziata con il decreto rilancio in regime di pandemia. Ischia, come in resto d’Italia, si trova ad affrontare questa anomalia, ma con delle peculiarità determinate dal numero elevato di proprietà eccedenti il bisogno individuale, data la vocazione spiccatamente turistica dell’isola. Per fornire un servizio di approfondimento ai cortesi lettori, ho reperito la disponibilità a rendere intervista al Geom. Luigi Di Leva, imprenditore edile operante sia sull’isola, sia sulla terraferma ed avente la funzione anche di albergatore. La sua esperienza bivalente, tanto su Napoli, tanto su Ischia, consente di fornire una corretta visione di insieme del fenomeno, che in molti mormorano essere stato una delle cause della caduta del Governo Draghi.

Geom. Di Leva, quanto ha inciso il Super bonus sulla ripresa del mercato immobiliare isolano?

purtroppo ritengo che il superbonus non abbia molto influito sul mercato isolano, in quanto inizialmente il provvedimento è stato proposto con modalità molto restrittive che talvolta scoraggiavano le piccole realtà private presenti sull’isola, invece non accessibile alle strutture ricettive ed altri enti che risultano essere una fetta molto importante sull’isola d’Ischia. I bonus cosiddetti ‘’minori’’ ma certamente non per importanza (facciate, infissi, ecobonus e ristrutturazione), sono stati invece ampiamente utilizzati in considerazione della più semplice burocrazia che inizialmente li caratterizzava e la più ampia committenza disponibile”.

Quanti cantieri ha seguito fra Ischia e Napoli? “tra Ischia e Napoli ho eseguito lavori per circa 20 cantieri, sia di piccola che media entità”

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Ritiene che la riqualificazione architettonica trainata dai bonus edilizi contribuirà al decoro architettonico ed al bello paesaggistico di Ischia?

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L’avvento dei bonus edilizi, ma soprattutto il meccanismo della cessione dei crediti, ha letteralmente contribuito al miglioramento estetico del patrimonio urbano e aggiungerei anche la messa in sicurezza delle facciate e degli intonaci che specialmente nelle metropoli come Napoli negli anni passati ha causato sinistri talvolta letali.

L’isola d’Ischia, come del resto tante altre località, hanno usufruito in minima parte dello strumento messo in piedi da un governo che, sicuramente da migliorare e rettificare, poi è stato letteralmente congelato dall’ultimo governo Draghi che addirittura in sede Europea ha dichiarato ‘’a Noi non piace’’ senza neanche dirlo nelle sedi opportune di casa sua, ossia in parlamento. L’edilizia ha bisogno di tempi più lunghi per una corretta programmazione, progettazione, approvazione delle opere, pratiche comunali, ed in ultimo la realizzazione e completamento delle opere. Basti pensare che per un condominio dallo studio di fattibilità alla deliberazione delle opere occorrono circa sei/sette riunioni condominiali, che non dimentichiamo in tempo di covid, significa circa un anno di tempo solo per arrivare alla cantierizzazione. Purtroppo negli ultimi tempi, anche perché ad attirare l’audience sono sempre più le notizie negative e di questo il capoluogo Campano vanta il primato, i media sbandierano le notizie dei bonus solo per le presunte ‘’truffe’’ che ovviamente ci sono state e sono sotto l’attenta attenzione degli inquirenti. Però, considerando la spinta esponenziale che il settore dell’edilizia ha avuto con che superano largamente i 150 mld. di euro, a fronte di illeciti che se accertati del tutto ammontano a circa il 3,00-5,00 % del gettito totale, il superbonus con tutti gli altri bonus edilizi è il vero motivo che nel 2021 ha portato un Pil oltre il 6% con un forte aumento dell’occupazione e dei consumi”.

Nella committenza ha trovato differenze fra la terraferma e l’isola? Purtroppo si. In caso affermativo quali differenze?

In primis lo scetticismo iniziale e le paure su future azioni di recupero da parte della ADE che ha caratterizzato tutti gli interessati che, non dimenticando le varie risoluzioni dell’agenzia delle entrate con continui chiarimenti, erano molto titubanti se intraprendere o no una corposa ristrutturazione e se il gioco valesse la candela. Sull’isola altro quesito iniziale, successivamente superato con l’ennesima risposta ad interpelli, è stato se si avesse diritto o fosse motivo di diniego la presenza di difformità urbanistiche e la difficoltà di rilascio dagli enti preposti di certificazioni urbanistiche. Solo con il tempo, anche giustificabile, certi timori sono stati superati e i cantieri sono partiti ma poi prontamente ci ha pensato lo stato a fermarli e a bloccare un meccanismo così importante”.

Si è interfacciato meglio con i Condomini oppure con gli albergatori? Con i condomini c’è stata una maggiore sintonia anche se però sull’isola con netto ritardo rispetto alla terraferma, in quanto con lo spirito dell’unione e con la necessità di dover prima o poi intervenire sullo stabile il coraggio ha iniziato a prevalere sui dubbi e si è proceduto anche se lentamente alla cantierizzazione delle opere. Purtroppo per le strutture ricettive il superbonus 110 non è stato consentito, ma solo successivamente è stato inserito il cosiddetto bonus turismo al 80% nel decreto-legge 152/2021 che però prevedeva la presentazione di domande dal 28 Febbraio entro il 30 Marzo del 2022 con tutta la documentazione progettuale per poi attendere una graduatoria e sperare di rientrarci. Purtroppo ritengo che per questo provvedimento le restrizioni non abbiano tenuto conto di un comparto che per due anni a causa del Covid è forse quello che più ha pagato.

Nella ipotesi i superbonus venissero a cadere cosa prevede per il settore edilizio?

Purtroppo per il settore dell’edilizia già si vedono gli effetti devastanti della volontà del governo, seppur contrastati con tutte le forze delle associazioni di categoria e dei maggiori gruppi parlamentari, di non prorogare il superbonus e di non risolvere la problematica che sta investendo da mesi le imprese, i tecnici e tutta la filiera dell’edilizia per milioni di crediti sui cassetti fiscali senza la possibilità di cederli e monetizzare. Se non ci sarà un immediato intervento per risolvere il blocco, gli effetti saranno devastanti con il fallimento di migliaia di imprese e addirittura con atti di suicidi di imprenditori che hanno tanto creduto nello stato, investendo, assumendo, acquistando, esponendosi, per poi sentirsi traditi dopo poco.

Quanto ha inciso sul reperimento di manodopera la presenza del reddito di cittadinanza?

Purtroppo tantissimo, specialmente nella manodopera di primo livello in quanto lo stipendio medio sindacale risultando troppo simile al sussidio ‘’invoglia’’ il lavoratore a non accettare un impiego in regola. Sull’isola inoltre l’effetto è ancora più evidente in quanto già in passato si è avuto forte difficolta per i lavori stagionali nel settore turistico-alberghiero che veniva bilanciato dalle misure di sostegno della disoccupazione speciale, sommando il reddito di cittadinanza per un imprenditore trovare personale è letteralmente un’impresa.

Cosa ritiene che possa abbassare il prezzo della materia prima, dell’energia, dei costi di sicurezza, degli oneri previdenziali per alzare il netto degli stipendi ai lavoratori?

Il prezzo delle materie prime, precedentemente additato al superbonus, è causato dall’inflazione spaventosa mondiale dovuta a tutte le problematiche geopolitiche che ben consociamo, in primis la guerra in Ucraina e gli attriti tra gli USA e la Cina. Il costo dell’energia potrà seppur con tempi lunghi, abbassarsi solo mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili, e questo è un elemento ormai ben conosciuto che paesi molto più avanzati hanno cavalcato con largo anticipo.

Per l’aumento del potere di acquisti di un operaio, con un consistente aumento della busta paga, è da sempre palese che urge una forte detassazione della mano d’opera. Non è possibile che un dipendente costa ad un imprenditore l’equivalente dello stipendio netto.

Ritiene che la riconversione all’energia solare possa agevolare una ripresa strutturale dell’isola?

Ischia, in quanto isolante meridionale e di forte esposizione, sicuramente potrà essere agevolata rispetto a tante altre località dallo sfruttamento di energie rinnovabili sempre nel rispetto del patrimonio paesaggistico che caratterizza l’sola d’Ischia addirittura dichiarata dalla nota rivista Travel+Leisure la più bella al mondo.

Ritiene che le truffe al superbonus possano essere recuperate?

Purtroppo non tutte potranno essere recuperate, in quanto inizialmente per alcuni bonus non c’erano letteralmente vincoli e hanno lasciato terreno fertile per i ‘’new buiders’’ di arraffare quanto più è possibile per poi scomparire.

Solo dopo si è cercato di arginare il problema con il cosiddetto decreto antifrode che però ha colpito enormemente l’intero comparto e quella larga fetta di imprenditori onesti generando uno stallo quasi irreversibile.

Ormai è noto a tutti che la normativa iniziale ed in particolare per i bonus diversi dal 110, così come è stata concepita aveva bisogno di modifiche per contrastare possibili truffe, e questo talvolta succede quando a scrivere le norme sono soggetti non esperti della materia specifica. Ma si sa, ‘’ Chi non fa non falla’’.

Da buon cittadino nonché imprenditore confido nell’attività della Guardia di finanza e degli altri organi di competenza auspicando il recupero delle cifre ingiustamente percepite ai danni dello Stato.

Come suggerisce di sbloccare il sistema delle cessioni? Per lo sblocco delle cessioni ritengo importantissimo che lo Stato imponga delle regole uguali a tutti gli Istituti finanziari, mettendo un tetto massimo alle aliquote e predisponendo una check list uguale per tutti. Negli ultimi tempi gli imprenditori stanno subendo delle vere e proprie speculazioni per la ‘’svendita’’ dei propri crediti e impazzendo per la redazione di nuovi documenti che gli istituti richiedono per la valutazione che talvolta sono pretesti per il ritardo o addirittura il diniego delle pratiche. Inoltre è di essenziale importanza che la circolazione dei crediti ritorni libera, senza alcun vincolo e con la giusta tracciabilità. Oramai il credito fiscale deve essere inteso come una vera e propria moneta virtuale.

Dal quadro descritto da un addetto ai lavori, sembra che l’opinione pubblica sia stata tenuta all’oscuro della beffa che ha costituito per il settore edile il sistema “bonus”, perché dal lato delle truffe ha spianato la strada a dei veri e propri avventurieri, i quali dapprima del decreto antifrodi sulla congruità dei prezzi di appalto hanno fatto lievitare i costi delle materie prime esponenzialmente.

Ne è conseguito che i committenti, cioè i privati, dovranno farsi carico verso l’Erario del recupero delle somme riconosciute ai malfattori come credito di imposta.

Una ulteriore assurdità è che taluni soggetti virtuosi e diligenti volevano secondo legalità accedere al meccanismo, ma si trovano in coda per il blocco totale.

Ancora, la carenza imprevista di manovalanza, maldisposta ad accogliere l’offerta di lavoro in cambio del “comodo” reddito di cittadinanza, ha impedito di osservare gli angusti tempi contrattuali imposti dalla velocità della normativa di bonus: si ricorderanno gli spauracchi generali di dover concludere il 100%, il 60%, il 30% delle opere entro il 31.12.2021, il 30.04.2022….una miriade di procedure farraginose e non intellegibili.

Ultima ma non trascurabile fatalità, le imprese esecutrici ed i committenti che fra mille difficoltà hanno rispettato la normativa del bonus si trovano “con il cerino in mano”: in altre parole, se l’impresa non trasforma in liquido il credito di imposta ceduto, è costretta ad anticipare le imposte, gli stipendi, l’ordinativo dei materiali, vedendosi riconoscere il corrispettivo sforbiciato anche al 30% per le commissioni bancarie, ma su cui ha pagato tasse per il 100%!

Sono dell’avviso che il Governo a venire dovrà affrontare tale criticità, tentando con ogni mezzo legale di stritolare, emarginare e recuperare le somme sottratte con la penale responsabilità, ma al tempo stesso premiare gli onesti e non emarginarli per la “colpa” di avere seguito un provvedimento normativo innovativo e tendente al rilancio di un settore interessato da una crisi strutturale asfittica.

Bisogna profondere i massimi sforzi istituzionali per rimediare a questo problema delicatissimo.

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