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CRONACA

Droga spedita via posta, Nappi resta in silenzio

Il 44enne isolano, finito ai domiciliari perché indiziato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, Giovanni Nappi, il 44enne isolano attualmente agli arresti domiciliari perché indiziato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Ieri mattina l’interrogatorio di garanzia è stato quindi molto rapido. L’uomo, di origine napoletana, difeso dagli avvocati Cristiano Rossetti e Alfredo Sorge, era stato posto agli arresti dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Ischia, guidati dal capitano Angelo Pio Mitrione e coordinati dal luogotenente Sergio De Luca.

I militari avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli. Per il momento, Nappi dunque resta in detenzione domiciliare: nei prossimi giorni i legali di fiducia, dopo aver esaminato compiutamente gli atti, decideranno se inoltrare istanza al Tribunale del Riesame contro la misura cautelare. L’accusa nei confronti del 44enne si è materializzata all’esito delle indagini che avrebbero vanificato, secondo gli inquirenti, il sistema escogitato per ricevere un ingente quantitativo di droga. Un metodo che invece non avrebbe potuto evitare un curioso imprevisto, circostanza che ha decretato il fallimento dell sistema stesso. A dare il via all’attività investigativa, di fatti, era stato un episodio piuttosto sorprendente.

Le indagini sono state infatti avviate due mesi fa, in seguito al sequestro di un ingente quantitativo di droga, composto da 2,5 chili di hashish e 274 grammi di cocaina suddivisi in vari involucri, rinvenuti dai Carabinieri in un pacco postale erroneamente consegnato a Procida da un corriere locale estraneo ai fatti. Di fatto la spedizione sarebbe dovuta arrivare sulla nostra isola, ma poi era giunta per un errore nella vicina Procida. Il ritrovamento del pacco aveva subito allertato i carabinieri e da qui era scattata una tempestiva attività investigativa, che ha permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dell’arrestato che, allo scopo di evitare di incorrere in controlli da parte delle Forze dell’Ordine, aveva spedito a se stesso il pacco mai giunto a destinazione in quanto intercettato e sequestrato dai Carabinieri. Adesso tocca ai difensori tentare di attenuare le conseguenze del non lieve impianto accusatorio.

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