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ECCELLENZA Real Forio, Trofa: «Spareggio con la Puteolana? Assurdo»

Il centrocampista biancoverde analizza l’intera stagione e dice no al play out del 25 maggio: «E’ una cosa fuori dal comune, le squadre oramai sono tutte in vacanza, non ci alleniamo da più di un mese»

Forio. Tutto sommato una buona annata quella conclusa dal Real Forio che, dopo, potremmo dire, un esilarante girone di andata rivelatosi tale contro ogni più rosea aspettativa, finisce per salvarsi in extremis. Una stagione non facile che però come detto si è conclusa nel migliore dei modi con una salvezza che se da un  lato non è stata poi così tranquilla ha però in un certo senso rispettato a pieno quelli che erano i programmi della società, che con i suoi alti e bassi, ma per il ben quinto anno consecutivo ha ripiantato la propria bandiera in terra Eccellenza.

Un anno fatto di non poche difficoltà se ci rifacciamo alla stagione scorsa e all’inizio di questo campionato dove addirittura si è rischiato di non potervi partecipare perché al squadra stessa e la società rasentava il fallimento. E invece il Forio c’è, più attivo e più voglioso che mai almeno per ciò che concerne la prima tranche di stagione, ovvero il girone di andata, dove contro ogni più rosea aspettativa si fa ben vedere e valere tra le zone alte della classifica.

Poi tutto d’un tratto il calo e quel rovescio della medaglia che davvero ha lasciato tutti senza fiato fino alla fine del campionato. Il mercato di dicembre, detto appunto riparatorio, tutto è stato tranne che questo per la squadra dell’ex tecnico Isidoro Di Meglio che ha visto in vece proprio in quel periodo il suo calo. Un calo dettato sicuramente da quelle ali dell’entusiasmo del girone di andata che si è poi dovuto scontrare con la dura realtà e con la forza di altre piazze che nel frattempo si sono più che rinforzate. Una situazione che man mano è andata peggiorando e ha messo in seria difficoltà i ragazzi del Real Forio che sono caduti poi i un sorta di depressione calcistica, incapaci di reagire, hanno subito troppo. Complice sicuramente la giovane età della squadra e la sua inesperienza, salvando appunto qualcuno come il centrocampista Davide Trofa: «Sicuramente è stato un anno particolare – ammette – siamo partiti con l’obiettivo di salvarci e se la si guarda in quest’ottica, l’obiettivo lo abbiamo più che raggiunto ciò non toglie che si è sofferto non poco per poterci arrivare»

Un anno difficile, dove siete partiti tra mille difficoltà, la prima in assoluto quella che riguardava proprio la composizione della squadra e il rischio addirittura di non riuscire a farla una rosa. Poi arriva la nuova società, un nuovo programma, un nuovo mister e compagni per lo più giovani. Tutto è andato per il meglio, almeno fino a dicembre…

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«Esatto, quando prima accennavo a un anno difficile, facevo riferimento proprio a questo.

Siamo partiti forse un po’ in fretta e di corsa con una rosa organizzata all’ultimo e con tanti giovani, compreso il mister, e possiamo dire che per la prima parte della stagione ovvero per tutto il girone di andata, la squadra è andata ogni più rosea previsione conquistando punti e posizioni in classifica che forse nemmeno noi stesi credevamo possibile. Il tutto viaggiando sulle ali dell’entusiasmo e dettato forse proprio da quelle ali che sono state le vere protagoniste del girone di andata. Merito ovviamente del lavoro e della passione, la dedizione di mister Isidoro Di Meglio che ha trasmesso anche ai più giovani. Abbiamo volato, ma poi, nel girone di ritorno tutto ciò di buono che abbiamo fatto, lo abbiamo buttato per così dire alle ortiche, perdendo di vista quello che era la realtà ovvero che si giocava in un campionato d’Eccellenza, cioè il massimo per quel che concerne la categoria dilettantistica e come è ovvioc he sia tutte le squadre si erano rinforzate alla grande».

Cosa secondo te è successo in realtà? Cosa è mancato alla tua squadra?

«Io credo che essendo la nostra una squadra fatta in prevalenza da giovani, si sono create aspettative che non potevano esserci. A ciò va aggiunto che vedendo quei risultati molti dei nostri giovani sono stati avvicinati anche da altre realtà durante il mercato, e diciamo che forse proprio il  mercato non ci ha agevolate, nazi ci ha tolto energie e fatto venire meno quella solidità di gruppo che avevamo all’inizio. E così ci siamo fatti trasportare da situazioni non facili dalle quali nonostante l’impegno e la dedizione di ognuno di noi non se ne viveva più a capo e non siamo più riusciti a compattarci».

Cosa ci dici del cambio in panchina a poche giornate dalla fine del campionato?

«Alla fine come sempre accade, la responsabilità ricade sul mister, ma personalmente ritengo che il problema era generale: un po’ noi calciatori, un  po’ la società che forse si era fatta altri programmi o idee vedendo quel girone di andata. E’ successo che mentre prima c’era l’entusiasmo e i risultati ci davano ragione e si viaggiava sulle ali di quell’entusiasmo, poi, alla prima difficoltà, siamo venuti meno. Ogni volta che viene allontanato un allenatore le responsabilità sono di tutti così quando i giocatori vincono si prendono i meriti, si dovrebbe fare un mea culpa anche quando le cose non vanno bene».

Arriva Citarelli e porta in  salvo la squadra…

«A mister Citarelli va il meito di essere riuscito a tranquillizzare l’intera squadra e a riportare quel po’ di serenità che da troppo tempo mancava. Ha lavorato molto, infatti, sull’aspetto mentale dando quella scossa e quella nuova linfa e nuovi stimoli che occorreva alla squadra per poter portare a termine nel migliore dei modi la stagione».

Un campionato lungo e faticoso con squadre molto attrezzate, concordi con la vittoria finale del Giugliano?  

«Indubbiamente la Frattese durante il campionato ha fatto moto di più e meritava di vincerlo ma il calcio è così, non sempre chi spende e/o gioca meglio ne esce vincitrice. Il Giugliano è sicuramente una squadra più esperta. A mio parere la Frattese ha perso la vetta e quindi la possibilità di fare il grande salto nella gara con l’Afro Napoli che ha riaperto tutti i giochi. Per quanto concerne invece i play out mi spiace per il Barano, al di là dei tanti amici che ci giocano e del fatto che è una squadra isolana hanno sempre espresso un buon calcio nonostante quanto detta la classifica, meritavano ampiamente di vincere con la Puteolana però purtroppo il calcio è così e hanno pagato amaramente»

Si vocifera un certo avvicinamento con l’Ischia…

«Ogni fine anno si tirano le somme. Personalmente sono sempre aperto a nuovi progetti e  nuove idee, per il momento non si è deciso ancora nulla, sono concentrato su altri fonti. Spero sempre che l’Ischia si sollevi, la piazza non merita la categoria che sta disputando».

E Forio?

«Per quanto riguarda il Forio è una società che nonostante le difficoltà riesce comunque da 5 anni a mantenere sempre il titolo dell’Eccellenza, società fatta da persone per bene. Non hanno grossi capitali ma ci si aiuta l’uno con l’altro, facendo l’impossibile per divertirsi».

Sembrerebbe, stando al comunicato giuntoci ieri nel pomeriggio, che non si è poi così salvi o meglio che si dovrebbe disputare almeno altre due gare, la prima interesserebbe appunto il Forio con la Puteolana, una sorta di ulteriore spareggio visto l’esubero di squadre che sarebbero destinate all’Eccellenza…. «Non ne so nulla e sto apprendendo ora la cosa, ma mi pare molto assurdo tutto per non dire anche senza senso. E’ una cosa fuori dal comune, le squadre oramai sono tutte in vacanza, non ci alleniamo da più di un mese. Se si deve fare ovviamente si farà, ma lo trovo, ripeto , assurdo, se c’è un soprannumero di squadre si fanno più gironi, sarebbe più logico». 

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