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Enzo Ferrandino al Prefetto: «pronto a rimettere la fascia»

Il sindaco d’Ischia replica a muso duro ad una missiva di Marco Valentini che invitava ad adottare ogni misura di sostegno possibile in favore della popolazione: «Abbiamo fatto il possibile, ma temo tensioni sociali per la crisi turistica: senza poter dare risposte ci sarebbe solo da gettare la spugna»

Una lettera nella quale l’ufficio territoriale di governo invitava tutti gli enti locali della Provincia di Napoli ad essere vicina alla cittadinanza, mettendo in atto una serie di iniziative a loro favore. La firma è, come detto, quella del Prefetto di Napoli, che aveva indirizzato la missiva con questi termini ai sindaci. Ieri, evidentemente dopo una breve ma ponderata motivazione, a Marco Valentini ha deciso di rispondere il primo cittadino ischitano Enzo Ferrandino. E lo ha fatto con tutto il garbo che richiede un normale rapporto istituzionale ma anche in maniera chiara e netta, a voler far intendere al proprio interlocutore che in questo momento gli amministratori locali sono alle prese con una serie di problemi. E verosimilmente, prima ancora che attivare una serie di strumenti per stare vicini al prossimo, vorrebbero sentire la presenza ed il supporto – non solo platonico ma anche pratico – di tutti gli altri organismi, partendo proprio dal governo centrale. Ferrandino, come detto, va dritto al punto e scrive al prefetto partenopeo: “Gentile Eccellenza, si riscontra per dovere di ufficio la nota prot. 111668 del 17.04.2020, con la quale viene segnalata ai Sindaci la particolare importanza di programmare ogni possibile misura di sostegno alla popolazione, anche attraverso l’attivazione di punti di ascolto e la promozione di ulteriori iniziative di solidarietà a vantaggio delle fasce di cittadini con maggiori difficoltà, eventualmente in aggiunta a quelle già intraprese, per contenere possibili tensioni che potrebbero avere risvolti sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

Il sindaco d’Ischia, nel passaggio successivo, spiega che l’ente da lui guidato non è certamente rimasto con le mani in mano ma poi fa anche altre interessanti considerazioni: “All’uopo occorre rilevare – scrive Enzo Ferrandino – che il Comune di Ischia proprio per far fronte alle segnalate esigenze – fin dall’inizio della emergenza ha attivato attraverso il Servizio Sociale e per il tramite di società cooperative e volontari che hanno assicurato la disponibilità, una linea di ascolto e di supporto per i cittadini in difficoltà, al fine di offrire -almeno da remoto – sostegno psicologico ed informazioni utili alle categorie più deboli colpite dalla emergenza e bisognose di assistenza. La stessa iniziativa di cui all’Ordinanza 658/20 del Capo Dipartimento della Protezione Civile relativa alla istituzione di Buoni spesa per le famiglie in particolare difficoltà economica, è stata integrata con fondi propri dell’ente al fine di raggiungere una più vasta platea di destinatari nella particolare congiuntura verificatasi”. Per la serie, caro Prefetto noi abbiamo fatto il nostro, ma gli altri non restino a guardare. E così Enzo Ferrandino lancia l’affondo immediatamente dopo quando scrive a Valentini: “Quale rappresentante della comunità locale, in un Comune la cui economia è quasi esclusivamente legata al turismo dall’Italia e dall’estero ed ora completamente paralizzato dalla proclamazione della emergenza, avverto tuttavia il dovere istituzionale di segnalare all’autorità in indirizzo quale locale Rappresentante del Governo, la più grave preoccupazione per il collasso economico che farà seguito all’emergenza sanitaria in un territorio ad esclusiva vocazione turistica come il Comune di Ischia. Il bilancio dell’ente già fortemente condizionato dalla difficile esigibilità di residui attivi nei confronti delle imprese prima della emergenza, subisce fin da ora, la totale assenza di riscossione della tassa di soggiorno e dei proventi derivanti dal pagamento dei canoni per occupazione di suolo pubblico delle attività quali bar e ristoranti, chiusi per decreto”.

Una serie di fatti e circostanze che obiettivamente lascia davvero margini di manovra pari allo zero non soltanto a Ischia ma praticamente a tantissimi Comuni italiani che si trovano o si troveranno a breve in una situazione drammatica. Enzo Ferrandino così rimarca che “in tali condizioni richiedere ai comuni ulteriori sforzi per far fronte ad iniziative di solidarietà in favore delle categorie più deboli e più colpite dall’emergenza come i lavoratori stagionali del comparto turistico, allo stato senza reddito e senza sostegno economico, e gli stessi piccoli imprenditori impossibilitati a riaprire le proprie attività o quand’anche autorizzati alla riapertura, comunque penalizzati dalla pressoché totale assenza di turisti, significa condannare gli enti locali ed un intero sistema economico ad una situazione di dissesto dalla quale sarebbe impossibile risollevarsi”. Emerge insomma dalle nostre parti, più che altrove, il “limite” di un’economia monotematica e dunque legata soltanto al turismo ed allora parte la richiesta di SOS del sindaco d’Ischia: “In assenza di iniziative da parte del Governo sia in termini di trasferimento agli enti locali, sia in termini di sostegno alle imprese turistiche e ai lavoratori del comparto, ai commercianti, ai professionisti, anche lo svolgimento di servizi indispensabili da parte dei Comuni come l’illuminazione pubblica o il servizio di raccolta dei rifiuti rischia di diventare una emergenza cui diventerà impossibile fra fronte con le risorse comunali”.

La conclusione è più di un campanello d’allarme: “Nell’esprimere le più vive preoccupazioni circa il rischio di tensioni sociali – scrive Enzo Ferrandino – nella grave difficoltà di far fronte pur con tutti gli sforzi possibili alle criticità evidenziate, lo scrivente non può fare a meno di evidenziare che di fronte alle impossibilità di dare qualsiasi tipo di risposta ai propri cittadini, si vedrebbe costretto a consegnare la fascia tricolore distintivo del Sindaco con lo stemma della Repubblica nella mani del Prefetto, come segnale della assoluta drammaticità della situazione che si prospetta agli occhi dell’ amministratore pubblico di un ente locale e di una comunità che vivono pressoché esclusivamente di turismo oltre che dell’indotto del settore. Ringraziando per la consueta attenzione e disponibilità, l’occasione è gradita per porgere le più vive cordialità”.

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