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Enzo Ferrandino già affila le armi: «Elezioni? Più siamo, meglio è»

Il sindaco d’Ischia in una lunga intervista a Il Golfo pensa già all’appuntamento con le urne in programma nella primavera del prossimo anno. Auspica una “platea” quanto più ampia possibile. Poi torna su pandemia, questione Cisi Evi, depuratore e sulle punzecchiature di don Carlo Candido

Partiamo dalla pandemia, purtroppo. I vaccini per gli anziani sono partiti, ora tocca al personale scolastico. L’ultimo report dell’ASL evidenzia una situazione abbastanza tranquilla, ma la lentezza con la quale si procede lascia molte ombre anche per la stagione turistica 2021: siamo quasi a marzo e non si vedono prospettive incoraggianti all’orizzonte.

«Non c’è dubbio che per uscire dalla pandemia, e soprattutto dai suoi effetti sia sanitari che economici, c’è bisogno che la campagna di vaccinazione vada a regime. Purtroppo il numero delle dosi disponibili per l’Italia e l’Europa continua a essere limitato o comunque inferiore alle aspettative. Occorre tempo, e io spero che questo tempo sia compatibile con le dinamiche della nostra imminente e prossima stagione turistica».

L’incedere, purtroppo, non promette nulla di buono.

«Guardando l’orizzonte, viene facile da pensare che una quota parte della stagione turistica risulta essere condizionata negativamente da questa situazione e forse compromessa, inutile girarci intorno. Per adesso siamo contenti che i nostri nonnini alla spicciolata si stiano vaccinando, abbiamo almeno una quota parte della nostra popolazione messa al sicuro o comunque maggiormente protetta. Mi rendo conto che è ancora poco e certo non ci basta, ma per voltare pagine occorre accelerare la vaccinazione. Non c’è altra strada percorribile».

«Un terzo polo in campo alle amministrative? Non potrei, da ischitano, che essere contento di più persone che abbiano voglia di impegnarsi per la cosa pubblica, perché questo tende ad aumentare l’avvicinamento del cittadino alle istituzioni ed alla partecipazione del cittadino alle dinamiche di una comunità»

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Don Carlo ha parlato di clientelismo nella politica con i giovani che scappano da Ischia, mentre Lello Pilato ha accusato il sacerdote di fare a sua volta clientelismo lamentando di aver caldeggiato l’assunzione di un’unità presso il municipio. Cosa risponde il sindaco d’Ischia?

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«Sgombriamo il campo da ogni illazione e sospetto. Esiste un rapporto di dialogo e interlocuzione aperta con il mondo della Diocesi ma assolutamente non si rinvengono nelle iniziative o nelle attività dell’amministrazione fatti o circostanze riconducibili a quanto è stato detto. Per quanto riguarda le frasi di don Carlo, ritengo non fosse riferito al caso specifico, al nostro operato, anche se bisogna stare attenti al fenomeno che evidenzia il prelato, ossia delle migliori intelligenze e dei giovani che pian piano si allontanano dal nostro territorio. Questo è un po’ anche il frutto della globalizzazione, ma è chiaro che la sfida per tutte le istituzioni è quella di creare i presupposti affinchè i giovani possano rimanere nella loro terra natia: ecco, questa è la sfida che da amministratore pubblico mi sento di raccogliere. Il trend purtroppo è consolidato negli anni, auspico che il post pandemia possa iniziare a segnare un’inversione di tendenza».

«I numeri e la diffusione del covid sull’isola rassicurano, per cui adottare misure in controtendenza rispetto a quelle regionali e nazionali non avrebbe un particolare senso. Però la notizia di contagi, sia pure sporadici, ci deve far riflettere sulla necessità di conservare atteggiamenti di cautela che invece in alcune circostanze si abbandonano. Come successo ad esempio a Carnevale»

Le acque agitate in casa Cisi-Evi possono essere interpretate anche ormai come una mancanza di convergenza assoluta dei sei sindaci della nostra isola? E’ chiara l’impressione che ci siano due blocchi contrapposti con Forio e Lacco Ameno da una parte e il resto della truppa dall’altra…

«Io non parlerei di questa contrapposizione, ad oggi non l’ho mai riscontrata ed anzi posso assicurare che c’è una volontà finalizzata a compattare ancora più fortemente decisioni ed indirizzi univoci delle sei amministrazioni su tematiche sovra comunali che vanno gestite con estrema attenzione. Sappiamo che esiste l’EVI che è un organismo in liquidazione, che lavora e deve continuare a lavorare per il risanamento delle sue condizioni economiche: allo stato si stanno valutando le modalità di partecipazione a questa azione da parte dei Comuni, con gli enti che dovranno eventualmente sostenere dei sacrifici per arrivare all’obiettivo. Il campo decisionale oggi è impegnato su scegliere se partecipare direttamente al risanamento di questo ente o trovare altri meccanismi per uscire definitivamente dall’empasse finanziaria».

«L’EVI è n liquidazione e deve lavorare per il risanamento delle sue condizioni economiche: allo stato si stanno valutando le modalità di partecipazione a questa azione da parte dei Comuni, con gli enti che dovranno eventualmente sostenere dei sacrifici per arrivare all’obiettivo. Dovremo decidere se partecipare direttamente al risanamento o trovare altri meccanismi per uscire dall’empasse finanziaria»

Per quanto riguarda la scuola, zona arancione a parte, sulla nostra isola la situazione sembra essere sotto controllo. E anche l’ultimo report diffuso dall’ASL, a riguardo, è oggettivamente rassicurante.

«I numeri e le dinamiche in atto risultano essere sotto controllo, per cui adottare misure in controtendenza rispetto a quelle regionali e nazionali non avrebbe un particolare senso, non ci sono i presupposti. Però la notizia di contagi, sia pure sporadici, che abbiamo ricevuto, ci deve far riflettere sulla necessità di conservare atteggiamenti di cautela che invece in alcune circostanze si abbandonano».

Il Carnevale in Piazzetta San Girolamo mi sembra un esempio abbastanza chiaro, a riguardo…

«Esatto. Comprendo che è molto pesante vedersi costantemente limitato ogni momento di socializzazione, specialmente per i nostri figli, ma dobbiamo essere responsabili dinanzi alla situazione che ci troviamo davanti. E allora bisogna cercare di vivere nel modo più normale possibile, ma senza dimenticare che stiamo attraversando una fase purtroppo delicata, con atteggiamenti tipici della vita quotidiana che devono essere temporaneamente accantonati. Purtroppo non sempre succede, e così ci è toccato assistere all’episodio che ha visto i vigili dover allontanare diverse persone che si stavano aggregando in Piazzetta, sia pure magari in maniera inconsapevole. Ripeto una volta di più che non dobbiamo abbassare la guardia».

«Esiste un rapporto di dialogo aperto con il mondo della Diocesi ma non si rinvengono nelle attività dell’amministrazione fatti o circostanze riconducibili a quanto è stato detto. Per quanto riguarda le frasi di don Carlo, ritengo non fosse riferito al nostro operato, anche se bisogna stare attenti al fenomeno che evidenzia il prelato»

Non c’è solo la pandemia, continua la stagione di progettazione e lavori pubblici.

«Questo è un momento topico sotto questo aspetto. Stiamo facendo un grande sforzo nel campo degli investimenti, l’amministrazione sta portando avanti una serie di iniziative che porterà a realizzare una serie di opere importanti. Abbiamo avuto una call con la Sovrintendenza, speriamo quella definitiva e dunque l’ultima, relativa al progetto per il recupero e la valorizzazione della Riva Destra, adesso aspettiamo il parere favorevole Aspettiamo lo stesso risultato anche per la realizzazione del primo lotto dei lavori per il parcheggio a due piani sulla SS 270, con i marciapiedi a destra e a sinistra. Sul territorio inoltre abbiamo altri interventi in corso come quello della Bocca Vecchia (destinato a garantire maggiore funzionalità ai flussi turistici in transito nell’area portuale), la riduzione del rischio idrogeologico lungo via Quercia e si sta andando avanti per il lavoro della ricostruzione della scuola Rodari e la progettazione della media Scotti oltre a tante manutenzioni straordinarie del territorio con il rifacimento dei marciapiedi lungo via Antonio Sogliuzzo. E’ una fase, insomma, che relativamente agli investimenti sul territorio è florida e “frizzante”, ci stiamo dedicando in massa a questa tipologia di attività».

«Il commissariato sta lavorando per prospettarci il progetto definitivo ed esecutivo delle opere di completamento del depuratore, avendo già la provvista, e il passaggio successivo sarà quello di andare a chiudere una serie di vertenze, alcune anche ultradecennali, con la proprietà privata. Che ha sempre manifestato la volontà al dialogo»

Qual è lo stato dell’arte relativamente alla situazione del depuratore?

«Il commissariato sta lavorando per prospettarci il progetto definitivo ed esecutivo delle opere di completamento del depuratore, avendo già la provvista, e il passaggio successivo sarà quello di andare a chiudere una serie di vertenze, alcune anche ultradecennali, con la proprietà privata. Che, devo riconoscerlo, ha sempre manifestato la volontà al dialogo e alla dialettica costruttiva: l’amministrazione è protesa a raccogliere questa disponibilità, si stanno creando i presupposti per arrivare a chiudere le questioni in maniera transattiva portando a compimento un’opera che rappresenterebbe davvero qualcosa di epocale per il nostro territorio».

Le elezioni sono lontane ma non troppo, da analista che idea si è fatto Enzo Ferrandino della voce che circola con insistenza relativa a un terzo polo in campo alle prossime amministrative del 2022?

«Penso che in ogni comunità il momento dell’espressione democratica è un qualcosa di alto, di importantissimo. Immagino che fa sempre bene quando si riscontra sul territorio una pluralità di soggetti che si prospettano e si confrontano con i problemi del paese per ottenere il consenso e lavorare poi alla risoluzione degli stessi. Non potrei, da ischitano, che essere contento di più persone che abbiano voglia di impegnarsi per la cosa pubblica, perché questo tende ad aumentare l’avvicinamento del cittadino alle istituzioni ed alla partecipazione del cittadino alle dinamiche di una comunità».

Fare il sindaco cambia la vita, è un impegno full time. Quattro anni bastano per farti quest’ultima domanda: un motivo per il quale indosseresti ancora la fascia tricolore e che cosa ti ha tolto un compito così gravoso?

«La rinuncia più dolorosa è senza dubbio quella rappresentata da una presenza più assidua e costante nell’ambito della famiglia. E’ una nota dolente e abbastanza pesante, avere un figlio a tredici anni e ritrovarselo a diciotto a una velocità supersonica, beh questo ti lascia un po’ l’amaro in bocca perché non si è potuto godere di quei momenti che almeno io considero l’essenza della vita. Tra le soddisfazioni quella di avere la consapevolezza, insieme agli amici dell’amministrazione, di aver vissuto una delle fasi più drammatiche a causa di una serie di accadimenti che prescindevano dalla nostra volontà, e comunque esserci misurati con queste difficoltà e aver fatto il massimo. Questo ci gratifica perché non ci siamo mai tirati indietro, e comunque speriamo sempre di poter fare meglio».

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