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Fondi europei anche ai distretti turistici

I distretti turistici saranno soggetti destinatari dei fondi europei. «É una bella notizia. Adesso possiamo finalmente essere operativi», commenta Benedetto Valentin, che ha salutato con comprensibile favore l’annuncio di Andrea Cozzolino, l’europarlamentare del Partito Democratico che ha assicurato l’inserimento dei distretti turistici tra i beneficiari delle risorse comunitarie. Ischia, come è noto, proprio grazie a Valentino fu il primo distretto della Campania e il secondo in Italia a presentare la domanda, conclusasi poi con il decreto ufficiale di riconoscimento. Ed è proprio grazie all’impegno del patron del Premio Ischia che il tema è tornato concretamente alla ribalta. Uno strumento dalle enormi potenzialità per lo sviluppo del territorio, rimasto però per troppo tempo fermo sulla griglia di partenza. Adesso sembra finalmente schiudersi la concreta possibilità di metterlo all’opera e farlo correre. Cozzolino ha partecipato al convegno sui “Fondi europei e sviluppo del territorio”, nel corso del quale ha definito l’inclusione dei distretti nelle politiche di coesione come un passo fondamentale per un sostenibile futuro sociale ed economico. «I distretti turistici – ha dichiarato l’europarlamentare – sono uno strumento innovativo che mette insieme la storia e la tradizione delle nostre comunità locali con politiche di accoglienza e di sostenibilità in un campo come quello del turismo, che è uno dei fattori di crescita e di sviluppo per i prossimi anni per i nostri territori”. L’esponente del Partito Democratico ha inoltre spiegato che l’inserimento dei distretti turistici nella politica europea costituisce un impulso ulteriore verso tematiche riguardanti l’identità dei nostri territori e la capacità di attrazione verso flussi turistici di qualità. In sostanza, potrebbero rappresentare una svolta importante sia sul piano sociale che su quello economico per le realtà come quella isolana. In tutta Italia infatti negli ultimi 12 mesi sono sorti sessanta distretti, il 50% dei quali sono attivi nella nostra Regione. Il politico napoletano confida infatti nella legislazione regionale: «La nostra è molto avanzata e consente di incentivare questo strumento di collaborazione tra il settore pubblico, cioè le amministrazioni comunali, e chi opera concretamente nelle attività di accoglienza, supporto e sostenibilità delle politiche di turismo, quindi il privato». Potrebbe quindi essere davvero la volta buona per far decollare uno strumento in grado di modernizzare il territorio e le sue strutture, mettendolo al passo con la modernità e rendendolo capace di sostenere le sfide che la nostra industria turistica è già da tempo chiamata a sostenere a vari livelli, ma con “armi” ormai decisamente sorpassate, come ha sempre ammonito lo stesso Valentino, primo fautore e fondatore del Distretto.

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