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Forio, deturpata l’effige di san Vito a Piellero

di Francesco Castaldi

FORIO – Non ha ancora un volto – e molto probabilmente non lo avrà mai – l’autore dell’esecrabile gesto verificatosi nelle scorse ore nel comune all’ombra del Torrione. Ci riferiamo all’infausto destino della maiolica contenuta all’interno di una piccola cappella sita in località Piellero e raffigurante san Vito. L’effige del santo patrono di Forio, proprio nei giorni dei solenni festeggiamenti conclusisi con lo spettacolo dei fuochi pirotecnici di venerdì sera, è stata violentemente deturpata da mano ignota. Un atto vergognoso, che merita tutta la nostra più convinta riprovazione e che ha suscitato l’ira funesta di fedeli e isolani, i quali non hanno potuto far altro che condannare apertamente questo vero e proprio sfregio ai danni dell’immagine del santo.

La notizia, che è subito rimbalzata sui principali siti di informazione locale e sui social network, ha generato parecchi malumori in seno all’opinione pubblica foriana, da sempre indissolubilmente legata al culto di san Vito, tant’è vero che sono in molti nel comune turrito ad avere lo stesso nome del martire. Qualunque siano le motivazioni che hanno spinto una o più persone a commettere un gesto così sconsiderato, sta di fatto che l’episodio che vi stiamo raccontando lede profondamente non soltanto la figura del santo patrono, ma soprattutto la sensibilità religiosa dei numerosi fedeli di san Vito, che nei momenti di più amaro sconforto si affidano a lui per ottenere un’intercessione divina.

Nel pomeriggio di ieri abbiamo contattato Don Pasquale Sferratore, che intervenendo sulla vicenda ha dichiarato al nostro quotidiano: «Non so niente di tutta questa storia, ma posso dirle con assoluta certezza che la maiolica è stata messa abusivamente e contro la mia volontà. A suo tempo dissi a questo gruppo di ragazzi che la mattonella non andava collocata lì, perché la cappella ha una sua storia, essendo legata alla figura di sant’Antuono. Sfidando la mia pazienza e senza dirmi nulla, apposero lo stesso questa maiolica».

«Prima della festa in onore di San Vito – ha proseguito il sacerdote – mi è stato riferito che la cappella era stata nuovamente riaperta senza la mia autorizzazione.  Un gesto che non ho gradito affatto, dal momento che sono il responsabile religioso di quel luogo già dal 1960, e ho sempre collaborato per il bene della chiesetta insieme ad altre persone di mia fiducia. Proposi a questi giovani di creare un’altra cappella dedicata a san Vito, ma loro hanno continuato ad entrare abusivamente nella chiesetta nel tentativo di imporre la propria autorità. Misi anche dei manifesti all’esterno della cappella, sui quali scrissi che non si doveva entrare senza il mio permesso. Ciononostante – ha concluso don Pasquale – non mi prestarono ascolto, e poco prima della festa di sant’Antuono di quest’anno, con il favore delle tenebre, si intrufolarono nella chiesetta e apposero la maiolica».

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