CRONACA

Forio, lavori per la difesa della diga foranea

A fine maggio sarà consegnato il primo lotto, il secondo prevede la realizzazione di una ulteriore barriera sommersa distante circa 200 metri e posta a 6-12 metri di profondità

Tutti ricordiamo la mareggiata del 28 Dicembre 1999 che causò gravi danni alla Diga foranea (molo di sopraflutto) del Porto di Forio, con la perdita di alcune sezioni della parte terminale della stessa, anche a causa della mancanza, della testata della Diga, opera che non fu completata dalle Amministrazioni successive a quella di Gaetano Colella e Francesco Del Deo, un punto sul quale, magari, ritorneremo a parlare. Ma il danno fu molto più esteso e aggravato dalle mareggiate successive, come quella del 24, 25 e 26 dicembre 2004 e probabilmente, da tutte quelle che si erano susseguite nel tempo. Il 28 Gennaio 2021, infatti, furono fatte delle riprese, nelle quali, si potevano osservare chiaramente gli “sbuffi” alla base del lato interno della Diga, sul pelo dell’acqua, a dimostrazione che il mare si insinuava sotto la diga, attraversandola.

Fatta questa doverosa premessa, da dicembre 2021, dopo una prima fase di studio del fondale, sono iniziati i lavori di potenziamento delle opere di difesa della diga foranea, con opere sommerse che hanno lo scopo di smorzare l’energia dell’onda.  Si tratta di elementi di ultima generazione, brevettati. Sono previsti due lotti di lavori, per la durata di un anno. A fine maggio, sarà consegnato il I Lotto, che prevede l’ultimazione di una prima barriera, a 50 metri dalla diga foranea, a circa 8 – 16 metri di profondità, e la realizzazione della testata della diga foranea, con spostamento del faro verde. Il II lotto, prevede invece, la realizzazione di una ulteriore barriera sommersa, a circa 200 metri dalla diga foranea a circa 6 – 12 metri di profondità, che svolgerà anche la funzione di protezione della condotta sottomarina, nel tratto verso terra, frequentemente danneggiato dal moto ondoso. In ultimo, la realizzazione di quest’opera, consentirà la rinaturalizzazione degli areali marini. Negli anni, si creerà un nuovo reef artificiale sul fondale, che ospiterà la nostra flora e fauna marina

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