CRONACAPRIMO PIANO

Furbetti del CAS, nuova udienza in tribunale

Ascoltati tra gli altri due ex dirigenti comunali, che hanno ripercorso una serie di passaggi. Prossimo appuntamento l’8 febbraio 2024 quando a parlare saranno i nove imputati accusati di truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica

Nella mattinata di ieri, dinanzi alla VII Sezione collegio C del Tribunale di Napoli, si è svolta una nuova udienza nel processo denominato “i furbetti del Cas” e che vede sul banco degli imputati nove persone. A deporre per conto dello Stato  (parte offesa nel procedimento) sono stati due ex dirigenti comunali, Mimmo Baldino ed Agnese Cianciarelli – che hanno ricostruito le fasi che portarono poi all’apertura di un’indagine – e una giornalista isolana, Ida Trofa. Poi l’udienza è stata aggiornata al prossimo 8 febbraio 2024 quando il processo arriverà ad uno snodo fondamentale: in quella sede, infatti, è prevista la deposizione degli imputati, che dovranno così difendersi dall’accusa tutt’altro che irrilevante di aver percepito somme di denaro in maniera illecita dal momento che non gli sarebbero spettate.

Per la cronaca l’inchiesta prese il via da un’informativa redatta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Ischia, guidata dal capitano Antonio Giglio, i cui militari si attivarono a seguito del Protocollo d’Intesa siglato con la Protezione Civile all’indomani del sisma. Una lunga e dettagliata investigazione al termine della quale furono raccolti una serie di riscontri che portarono al rinvio a giudizio di nove indagati: Annalisa Iaccarino: Maria Rosaria Castagna, Sebastiano Lucido Balestrieri, Colomba Iacono, Giuseppe Arcamone, Maddalena Stadio, Giuseppe Liccardo, Ornella De Rosa, Debora Mellone, tutti accusati di reati quali la truffa ai danni dello Stato, falsità ideologica e indebita percezione di erogazioni pubbliche. La decisone fu del Giudice per le indagini preliminari, dottoressa De Bellis che aveva proseguito l’attività iniziata dalla collega Giovanna Cervo. Il pubblico ministero richiese il rinvio a giudizio per tutti gli indagati, sulla base delle risultanze delle indagini eseguite dalle Fiamme Gialle, che nell’autunno dello stesso anno eseguirono un decreto del Gip di sequestro preventivo di beni per un totale di 220mila euro nei confronti dei nove cittadini di cui sette risultavano residenti a Casamicciola e due nel vicino Comune di Lacco Ameno.

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Brigida

Intanto, la Iaccarino è insediata e glorificata al Comune. Dalla serie “se sono bravi non li vogliamo, meglio se indagati o peggio”. Un senso di profonda vergogna, no?

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