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Giallo sull’isola, spariti i tecnici del concorso Brunetta

Ischia, Casamicciola, Barano, Forio e Lacco Ameno avrebbero dovuto essere beneficiate con due figure professionali per singolo ente. Ma nell’elenco pubblicato dall’ANCI sono misteriosamente scomparsi i municipi isolani

Non ci sono più i Comuni isolani tra quelli destinatari del Concorso pubblico per il reclutamento a tempo determinato di duemilaottocento unità di personale non dirigenziale di Area III – F1 negli organismi intermedi e nei soggetti beneficiari delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. (GU n.27 del 06-04-2021). Nell’elenco pubblicato dall’Anci – associazione Nazionale Comuni d’Italia – non compaiono Ischia, Casamicciola, Barano, Forio e Lacco Ameno, inizialmente destinatari di due figure professionali per uno. Resta, invece, in elenco Procida dove arriveranno due figure di alta professionalità tecnica vincitori del “concorso Brunetta”. Nell’elenco dei Comuni della Campania ci sono: Napoli, Napoli Città Metropolitana, Salerno, Giugliano in Campania,Torre del Greco, Pozzuoli, Casoria, Caserta, Castellammare di Stabia, Afragola, Marano di Napoli, Acerra, Benevento, Portici, Avellino, Cava de’ Tirreni, Ercolano, Aversa, Battipaglia, Scafati, Nocera Inferiore, Pomigliano d’Arco, Marcianise, Melito di Napoli, Angri, Bacoli, Ottaviano, Casal di Principe, Capua, Terzigno, San Cipriano d’Aversa, Procida, Striano, Cimitile, Roccadaspide, Sapri, Padula, Amalfi, Alvignano, Nusco, Gioia Sannitica, Fontanarosa, Santa Croce del Sannio. Sarebbero dovuti arrivare nei Comuni isolani già a luglio, ma nessuno ha notizie certe. Si tratta delle dieci figure di alta professionalità tecnica vincitori del “concorso Brunetta” che sarebbero dovute arrivare in cinque Comuni dell’isola di Ischia. E già nel mese di luglio erano in programma le assunzioni a Ischia, Barano, Casamicciola, Forio e Lacco Ameno. Due nuovi professionisti previsti anche a Procida. Fuori, invece, dal piano Serrara Fontana.

Si tratta delle nuove figure professionali da reclutare in via straordinaria per l’attuazione dei progetti del Recovery Plan con contratti a tempo determinato. E si ricomincia dal Sud. E proprio a fine marzo Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione, e Mara Carfagna, Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, hanno illustrato le procedure per la selezione rapida, definita modalità “fast track”, di 2.800 tecnici qualificati nelle regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), per supportare le amministrazioni pubbliche nell’attuazione dei progetti del Recovery Plan, con cronoprogramma per garantire le assunzioni entro luglio. Cinque i profili tecnici richiesti: ingegneri, esperti gestionali, project manager del territorio, amministrativi giuridici e project data analyst per una spesa massima di 126 milioni di euro annui per il triennio 2021-2023. «È una sfida bellissima – annunciava il Ministro Brunetta – un’innovazione per modalità e tempi: in cento giorni assumeremo 2.800 professionisti ‘high skill’ per le amministrazioni del Sud. È il primo test per la rivoluzione nel reclutamento dell’intera Pubblica Amministrazione. Dimostreremo che si possono fare concorsi digitali serissimi, in presenza, in sicurezza e in tempi ristretti. Se funziona, vorremmo applicare questo stesso criterio per tutte le procedure di assunzione nella PA, a cominciare da quelle legate ai progetti del Recovery». Ma qualcosa è andato storto. Il concorso per il Sud è stato ‘poco fortunato’ sin dall’inizio.

Confermate invece le due unità che erano state destinate alla vicina isola di Procida, mentre dal piano già originariamente era rimasto escluso il Comune di Serrara Fontana

Come è noto, in pochi si sono presentati alla prova al punto che il dipartimento della Funzione pubblica è riuscito a coprire poco meno di un terzo dei posti disponibili. 821 “assunti” su 2.800 profili ricercati per la gestione dei fondi di coesione nella pubblica amministrazione del Mezzogiorno. Senza considerare poi le fisiologiche rinunce che potrebbero arrivare nei prossimi mesi. A questo si aggiungano le polemiche sulla preselezione per titoli ed esperienze – che rischiava, di fatto, di tagliare fuori i più giovani – al tipo di contratto offerto: fino a 36 mesi, niente tempo indeterminato, e uno stipendio di 1.400 euro al mese (troppo poco, e questo lo sa bene anche il ministro, da offrire a funzionari ad alta specializzazione). Un concorso poco attrattivo che ha finito per rivolgersi soprattutto a professionisti di 30-40 anni e non ai giovani, ai neolaureati ancora in cerca di una prima occupazione. L’anello più debole del mercato del lavoro italiano.

Il concorso per il Sud è stato ‘poco fortunato’ sin dall’inizio, in pochi si sono presentati ed è stato coperto meno di un terzo dei posti disponibili. 821 “assunti” su 2.800 profili ricercati per la gestione dei fondi di coesione nella PA del Mezzogiorno

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Perché il concorso per il Sud sta andando a rilento

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A lanciare l’allarme è stato il giornale on line diretto da Enrico Mentana Open secondo cui i ritardi nell’assegnazione delle sedi – che di fatto hanno fatto slittare le assunzioni – sono stati causati da «un gruppo di 33 persone – tutti vincitori o idonei non vincitori – che non avevano espresso le loro preferenze in tempo». Fino al 6 agosto in 83 non avevano detto dove sarebbero voluti andare. Con la riapertura dei termini fino al 16 agosto, invece, si è arrivati a 33 candidati (che non avevano ancora indicato la sede), salvo poi arrivare a 24 nei giorni successivi. Intanto sull’isola le figure di alta professionalità tecnica si tingono di giallo.

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