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LE OPINIONI

GIOVAN BATTISTA CASTAGNA «Inizialmente osteggiate, le nostre istanze sono poi state riconosciute»

«Limitarsi a constatare che sono passati cinque anni dal sisma e domandarsi cosa è stato fatto può portare a giudizi forse troppo generici. Di sicuro, come ho sempre detto e come sempre ribadisco, il terremoto non ha causato solo danni materiali, danneggiando tutto il patrimonio urbanistico della parte alta di Casamicciola, ma anche ha messo in evidenza altri problemi, purtroppo, che erano rimasti irrisolti durante cinquant’anni caratterizzati anche da speculazione edilizia. Adesso tutti questi nodi sono venuti al pettine. Il primo intervento normativo è stata la legge del 2018. È stato come se il sisma avesse rappresentato un pesante aggravamento delle condizioni di salute di una persona che aveva già vari malanni, il che rende tutto molto più complicato. Ben altro sarebbe stato se il sisma avesse colpito un tessuto scevro da tali problemi, cosa che avrebbe aiutato a fronteggiarlo in maniera più spedita e più efficiente. Quindi non generalizzerei sulla tempistica della ricostruzione. Certo, forse il governo avrebbe potuto e dovuto affrontare in maniera più decisa il fenomeno. Ricordo ancora ciò che accadde per l’approvazione del famoso articolo 25, fummo inizialmente molto criticati, anche dalle forze di governo, che successivamente però si sono ricredute, rendendosi conto che senza tale previsione normativa non ci sarebbe stata la ricostruzione: bisognava cioè mettere i cittadini in condizione di poter legittimare gli immobili dove c’era la possibilità di farlo.

Certamente durante questi anni diverse questioni sono state affrontate, e su molto ancora ci si deve focalizzare: i problemi sono stati messi in evidenza. Vedo però che esiste ancora un atteggiamento da parte di qualche ente diciamo non molto propositivo, sicuramente animato da buone intenzioni, ma è chiaro che non si può non tener conto dello stato di fatto, e di quello che poi si deve andare a fare nel più breve tempo possibile. Non dimentichiamo che le persone soffrono, e oltre alla sofferenza c’è tanta amarezza, sconforto. Il tempo allarga la ferita dello sconforto, aumentando la sfiducia nella politica e nelle istituzioni. Ecco perché la ricostruzione va affrontata con rinnovato vigore. Di base sono sempre stato ottimista, un ottimismo che non deriva dall’incoscienza, ma dal fatto che il punto focale sin da subito era chiaro ed evidente, cioè lo Stato deve necessariamente fronteggiare il problema e risolverlo.

Adesso il sottoscritto non ricopre più la carica di sindaco. Ho fiducia nel commissario prefettizio come persona delle istituzioni, di cui c’è assoluta necessità. Però è chiaro che un’amministrazione eletta e in caricaè una cosa comunque diversa. Di sicurol’arrivo di Legnini è stato salutare, grazie alla sua grande esperienza. Anche conSchilardi è stato fatto un buon lavoro; Legnini ha portato con sé ulteriori novità nelle normative, ulteriori passi nell’andare incontro alle esigenze dei terremotati, e questo è di sicuro un segnale molto positivo per l’immediato futuro».

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