CRONACAPRIMO PIANO

Habmus nuova legge Urbanistica in Campania

Il documento è stato approvato in consiglio regionale e definito dall’assessore all’Urbanistica Bruno Discepolo «la più moderna delle leggi con un obiettivo fondamentale: quello della semplificazione e senza autoreferenzialità». Il testo interessa da vicino e avrà ripercussioni importanti anche per l’isola d’Ischia tra questioni legate a ricostruzione post sisma e frana, condoni, abusi e abbattimenti. Una delle priorità rimane la riduzione dei fattori legati al rischio idrogeologico

La Campania ha la nuova legge urbanistica. Il disegno di legge approvato nei giorni scorsi a maggioranza, con 31 voti a favore, dal Consiglio regionale della Campania modifica la Legge regionale 16/2004 e Legge Regionale Urbanistica 16/2004. Obiettivo dichiarato la sostenibilità, ormai tra le parole chiave della narrazione moderna, in ordine a quelle che sono anche le direttive europee. Meno consumo di suolo, Rigenerazione territoriale e urbana, sostenibilità ambientale, ecologica, urbanistica, economica e sociale, rafforzamento della resilienza urbana, contrasto al consumo di suolo e di incremento del suolo permeabile, promozione dello sviluppo sostenibile sono, infatti, gli obiettivi indicati dal disegno di legge. É quanto prevede il testo licenziato dal consiglio regionale.Un testo che inevitabilmente avrà ripercussioni importanti per tutto il territorio, le isole ed in particolare per l’isola d’Ischia a prescindere dalla ordinarietà. Non stiamo qui a ricordare il perché, le calamità naturali del 2017 e del 2022, il processo di ricostruzione postumo di cui conosciamo solo la parola, oltre che la questione abusi, condoni ed abbattimenti. Fatti che ormai hanno consegnato alla storia un’isola non più nota solo per le sue bellezze, quanto per i suoi disastri, naturali, umani ed appunto urbanistici. L’opinione comune attribuisce la responsabilità del disastro agli “abusi edilizi e ai condoni”, alla tolleranza politica che alimenta lo scempio. Eppure nessuno ricorda che la storia urbanistica e della tutela del territorio del nostro Paese è stata da sempre indirizzata a tolleranza e mai al rigore. Almeno non per tutti. Già la legge urbanistica del 1942 (n.1150) non obbligava i comuni a dotarsi di Piano Regolatore, ma veniva reso obbligatorio per i comuni che venivano compresi nell’elenco approvato dal ministero. Ma questa è storia vecchia.

Proprio in assenza di questa correttezza istituzionale Ischia ha fatto sfoggio del suo abusivismo peculiare. Lo chiamano abusivismo di necessità. Gli unici due ecomostri sono di Stato” (la caserma della Forestale nel bosco della Maddalena a Casamicciola Terme e quella dei Carabinieri al Capizzo a Forio, sopra dalla Baia di Citara). 

Il fenomeno, però non ammette scuse e ora la Campania, secondo quanto prevede la legge avvierà “un processo di riuso, recupero delle aree degradate. Ma non solo: la priorità è la riduzione dei fattori di rischio idrogeologico, sismico, vulcanico e di altri rischi naturali e antropici insieme alla salvaguardia, valorizzazione e cura delle risorse paesaggistiche, ambientali e storico-culturali dei territorio, promozione e incentivazione del risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili, potenziamento dell’infrastruttura verde e della mobilità sostenibile, riconoscimento del diritto all’abitazione per favorire la coesione sociale anche mediante l’incremento dell’offerta residenziale pubblica e sociale”.

Il disegno di legge è stato illustrato in aula dal consigliere regionale Luca Cascone che ha ricordato l’iter svolto in Commissione: da luglio ascoltati 40 soggetti (comprese associazioni e movimenti), analizzati 340 osservazioni e si è discusso su 70 emendamenti presentati dai consiglieri regionali.Cascone ha evidenziato che il vero obiettivo è quello di evitare l’ulteriore consumo di suolo con la massima attenzione alla “componente ambientale”. L’assessore all’Urbanistica, Bruno Discepolo, intervenendo in aula, ha spiegato l’elaborazione complessa che “A vent’anni di distanza dalla approvazione della legge regionale in materia di Governo del Territorio (n. 16/2004), e da ben 17 modifiche puntuali che si sono succedute nel frattempo – dichiara l’Assessore Discepolo –  era necessario intervenire per dotare la Campania di un moderno quadro di riferimento normativo, al passo con i tempi e con le mutate esigenze della società, delle città e dei territori. Si chiude un lungo processo di elaborazione partito già nella scorsa legislatura e che ha visto le prime e sostanziali innovazioni con la legge 13 approvata nell’agosto del 2022. Nello scorso giugno la Giunta regionale ha proposto un testo di riforma complessivo della legge 16/2004, che ha conosciuto in questi mesi un ampio lavoro di condivisione con il mondo accademico, le associazioni ambientaliste, i sindacati, gli imprenditori, e che ha visto la presentazione di oltre 400 emendamenti a quel testo. Consegniamo ai cittadini campani, una delle leggi più moderne attualmente in Italia, riguardanti il complessivo tema del governo del territorio.

Non sono mancate polemiche e per Discepolo « è inaccettabile che si facciano ora questioni di metodo di metodo sul confronto che c’è stato ed ha portato la Campania ad avere la più moderna delle leggi regionali sull’urbanistica». La precedente legge urbanistica è stata varata nel 2004 ed in questi anni ha subito 18 riforme e «la Campania oggi aveva bisogno di un nuovo strumento urbanistico con un obiettivo fondamentale: quello della semplificazione e senza autoreferenzialità».

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Significative novità vanno nella direzione della semplificazione dell’attuale sistema pianificatorio, puntando a conseguire il risultato di dotare, in tempi rapidi, tutti i comuni della Campania di un proprio strumento urbanistico generale, il piano strutturale, per governare i processi di recupero, riqualificazione e rifunzionalizzazione nell’ambito del territorio urbanizzato, disincentivando il consumo di nuovo suolo naturale e produttivo. Il piano urbanistico comunale sarà articolato obbligatoriamente solo nel piano strutturale urbanistico (PSU) e nel regolamento urbanistico edilizio con valore di norma tecnica di attuazione.

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Le modifiche hanno comportato anche in alcuni casi la riscrittura e l’integrazione degli obiettivi e dei contenuti del Piano Territoriale Regionale e dei Piani di area vasta di livello provinciale e metropolitano. Inoltre, al fine di meglio raccordare le previsioni della pianificazione paesaggistica, territoriale e urbanistica con la programmazione delle risorse economiche e finanziarie è stato istituito un nuovo strumento, il Programma Integrato di Valorizzazione (PIV) per lo sviluppo del territorio.

L’assessore regionale all’Urbanistica Bruno Discepolo

Con le modifiche e le integrazioni alla legge regionale 16/2004, sono state ridefinite anche le dotazioni territoriali della pianificazione urbanistica. Infatti, sia al livello di Piano Strutturale Urbanistico (PSU) che al livello di Programma Operativo (PO), al fine di garantire la sostenibilità urbanistica, devono essere individuate le dotazioni territoriali urbanistiche, pubbliche e di interesse pubblico, in termini di aree e singole attrezzature. Le dotazioni territoriali urbanistiche sono i servizi ecosistemici, le infrastrutture verdi, le attrezzature per lo sport e per l’istruzione, i parcheggi, i servizi rispondenti a funzioni collettive e di interesse comune, tra cui studentati, residenze assistenziali per anziani e sanitarie, spazi sociali e culturali. Per le aree vincolate viene in ogni caso ribadito l’obbligo di adeguamento degli strumenti urbanistici sottordinati al PTP sovraordinato, come già previsto dal d.lgs. n. 42/04. Nessuna novità dunque in tal senso. Si fa riferimento, poi, al PTCP, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che dovrebbe avere, secondo le intenzioni, natura di piano paesistico di cui si parla da tempo, ma non si sa quando sarà approvato.

Soddisfatto il Presidente De Luca che così ha commentato il passaggio in aula del provvedimento: « È un documento di valore straordinario che costituisce un risultato storico per la nostra regione. È un punto di equilibrio di grande valore fra la necessità di rilancio dell’economia della trasformazione urbana e della rigenerazione del patrimonio edilizio, della riqualificazione dei quartieri, della tutela dell’ambiente con l’obiettivo del risparmio del suolo. È ancora un risultato più straordinario se si considera che un altro obiettivo che si è posto è quello di una radicale semplificazione nella legislazione urbanistica e del superamento della palude burocratica che conteneva anche la legislazione preesistente, frutto di numerose e poco coerenti modifiche.Si apre una pagina importante per lo sviluppo della Campania» ha infine concluso il Presidente Vincenzo De Luca.

Critiche le opposizioni. Per i M5S – lo ha detto intervenendo in aula il consigliere regionale Vincenzo Ciampi – « si tratta di un testo inadeguato e il M5S “condivide le perplessità dei sindacati degli edili e delle piccole imprese le cui istanze non hanno trovato ascolto». Contraria anche la consigliera Maria Muscarà che ha espresso un giudizio durissimo: «Questa legge piace solo a questa aula». «Distortoil termine “rigenerazione edilizia”, la Legge consentirebbe anche interventi di demolizione e ricostruzione diretta, senza alcun piano, con incentivi di cubatura di norma del 35%, ma anche fino al 50%. Una norma scellerata che in una regione con queste problematiche, cancellerebbe l’attuale obbligo a produrre indagini geologiche preventive nei Piani urbanistici comunali- ha spiegato Francesco Escalona, Presidente dell’Associazione Nuove Ri-Generazioni Campania- che, definisce di fatto territorio urbanizzato e quindi potenzialmente edificabile, qualsiasi territorio non coltivato. Sarebbe l’addio al terzo paesaggio, alla rete ecologica, a parchi e giardini e al concetto stesso di Rigenerazione urbana. Altro che contrasto al consumo di suolo».

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Fulvio Ricci

La Regione Campania, approva la nuova devastante Legge Urbanistica del pd deluchiano. Impermeabilizzazione del suolo selvaggio, interventi massicci nei centri storici e assalto alle aree agricole. Il miserabile ass.re discepolo ha guadagnato la copertura ” ” culturale ” ” dell’Università di Napoli e della connection dei costruttori. La Campania in un sol colpo finisce nella piu’ profonda devastazione dell’ambiente e consegna alle nuove generazioni un territorio morto !

Giulio De Angelis

Da vice presidente nazionale con delega per il Mezzogiorno ed infrastrutture della Federcomated federazione Italiana commercianti materiali edili aderente a Confcommercio, devo testimoniare di non essere stato mai convocato dalle istituzioni regionali, per esprimere un parere su questa legge l che comunque riguarda la intera Filiera dell’ edilizia.Chi afferma che sono state ascoltate tutte associazioni di settore dice palesemente una cosa falsa che non fa onore al ruolo istituzionale che ricopre chi ha fatto certe affermazionie.

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