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LE OPINIONI

IL COMMENTO Caro Sindaco ti scrivo…

E’ iniziata la ricostruzione del baretto/baracca addossata al muro del carcere di Punta Molino ad Ischia, in località Mandra. Io e Gianni Vuoso avevamo raccolto i desiderata di molti cittadini che avrebbero preferito vedere il Carcere di Punta Molino come “luogo dell’anima”. Un posto incantevole con una bouvette di pochi metri quadri da allocare all’interno e lo spazio del giardino e la piazzetta da concedere – possibilmente, in piena legalità – al gestore che aveva acquistata la fontana di Trevi e che aveva…famiglia. Un accordo con i gestori dell’ex carcere, senza dubbio sotto utilizzato, avrebbe fatto di Punta Molino un luogo di incontro per musica dal vivo in ricordo di Ugo Calise, conferenze e mostre, insomma eventi di un certo spessore.

Ebbene, mi rivolgo a lei, sindaco Enzo Ferrandino. Lei ha vinto le elezioni con lo slogan “la bella Ischia”: ora, alla luce di quanto sta accadendo, mi viene da pensare che insieme ai suoi assessori e all’ammucchiata possiate essere fieri delle modalità con le quali avete inteso risolvere il problema. All’inizio di marzo con un articolo dal titolo “i mao mao” le segnalavo alcune iniziative che potrebbero essere utili in vista della prossima stagione turistica, che tutti ci auguriamo possa essere quella della ripartenza dopo la pandemia.

Leggo dalle colonne de Il Golfo che ha avuto un incontro con i responsabili sul territorio del commissariato di polizia e della Compagnia dei carabinieri: spero che voglia rileggersi le cose che segnalavo anche se, come Lei ben sa, nelle amministrative del 2017 ho votato Gianluca Trani, e quindi ritengo di non avere molte speranze di poter essere ascoltato. Faccia finta che l’ammucchiata abbia dato un po’ di potere anche al mio votato e lo accontenti nel vietare almeno nel centro del paese di avere volumi altissimi in decibel che si sprigionano ovviamente dalle attività di intrattenimento. E’ pur vero che ai Sindaci che hanno aspirazioni a rivincere le elezioni non si può chiedere, in un paese miope e clientelare come il nostro, di tener fede agli impegni da Lei assunti con i suoi elettori, ma con tanta sincerità Le devo dire che un po’, negli ultimi tempi, avevo creduto che Ischia con Lei fosse almeno avviata verso il bello. Forse non avevo visto giusto.

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