LE OPINIONI

IL COMMENTO Chi amministra blocchi la colata piroclastica

DI BENEDETTO MANNA

I nostri vicini sulla terra ferma in questi giorni stanno vivendo le preoccupazioni di eventi sismici dell’area vulcanica flegrea, predisponendo le misure idonee per far fronte ai diversi livelli di guardia dell’evoluzioni telluriche. Si assiste a un coinvolgimento di tutto il mondo civile, dai vertici governativi a quelli della protezione civile, passando attraverso comitati cittadini,prefetture, comuni e competentiistituzioni scientifiche. La percezione della eccezionalità della situazione e sua pericolosità è ben presente. Non vengono a mancare i segni per un’assunzione di responsabilità anche da parte della popolazione più esposta alla gravità del momento, tanto da far prevedere l’abbandono delle loro dimore, che potrebbero tramutarsi in un batter di ciglia nelle tombe proprie e dei loro cari. Quanto detto in breve è un quadro coerente con una situazione reale come essa si dimostra, senza venir confutata da valutazioni approssimative e fuorvianti, del tipo tiriamo a campare. Ecco il punto che vale la pena sottolineare anche dalle nostre parti. Siamo talmente DENTRO UNA “COLATA PIROCLASTICA”, in seguito ad un fenomeno quasi “ERUTTIVO”, per dire fortemente marcato, che si rimane come “PIETRIFICATI” all’interno di uncaos persistente del traffico isolano, ormai fuori controllo.“LA LAVA ISOLANA” che ci avvolge e travolge è costituita non da lapilli, ceneri, polveri, ma dagli effetti devastanti prodotti dal “MAGMA” formato da tutti imezzi di trasporto PRIVATI,che in lungo e in largo coprono ogni angolo di superficiepercorribile.La “COLATA” è davanti agli occhi di noi tutti con il movimento incessantedurante il giorno di ogni genere di veicolo, dalle bici elettriche (motorini camuffati), ai motorini, vespini, moto, auto di qualsiasi potenza e dimensione. CIASCUNO NUCLEO FAMILIARE ISOLANO vanta il suo parco variegato di trasporto. Di conseguenza il conto è presto fatto: tanti abitanti, inclusi neonati e novantenni, altrettanti veicoli.Circa 65000 MEZZIPRIVATI SU STRADA QUANTI SONO I RESIDENTI. Però il conteggio si arricchisce nel periodo estivo con il contributo dei turisti in vacanza, che si avvalgono delMEZZO dato disinvoltamente IN NOLEGGIO, come forma di business, dai rent car sparsi come funghi sull’isola: totale ALTRE DECINE DI MIGLIAIA che si aggiungono a quelle precedenti. Basta così? Non affatto, altrimenti che colata sarebbe. Dove li mettiamo i gruppi numerosi trasportati su TORPEDONI, che vanno bene a insaccarsi nel residuo spazio lasciato libero, fino a quasi andarlo a sovrapporre? In più mettiamo in conto le centinaia di LICENZE PER TAXI da 8/9 posti.

Mi auguro che non mi sia sfuggito null’altro, ma comunque sarebbe superfluo: siamo ben oltre lo spazio consentito da un’isola con la SPECIFICA SUA CONFORMAZIONE OROGRAFICA. Tanto già basta per constare che dalla “COLATA”, così come composta, si viene estromessidall’isola, che ha sicuramente una tutt’altra natura. Ecco il problema fondamentale. Ci pare di viverla non accorgendoci di rimanere IN MODO DINAMICO (sic!), non statico (a volte purtroppo pure “statico”),INGESSATI COME I CALCHI DELLE VITTIME DI POMPEI. Quella vita precedente, quella autentica, viene sostituita dal vuoto lasciato dalla sua “DECOMPOSIZIONE”, perché sepoltadallo strato di “POMICI E CENERE” accompagnato da ESALAZIONI CHE AMMORBANO L’ARIA. La nostra viabilità è basata su un surplus intollerabile di mezzi privati. Quale destino quindi prevedere? C’è ancora una possibilità di salvezza, nel senso di tornare a una vita a dimensione d’uomo, per poter apprezzare e vivere l’esclusiva bellezza dell’isola? Le risposte positive ci sarebbero, ma, come la fisica insegna, a una azione, corrisponde un’azione uguale e contraria. In poche parole a mali estremi, estremi rimedi. Essi non possono non consistere nell’incominciare a IMPORRE FORME di BLOCCO della circolazione del traffico privato, non lasciandolapiù agirenella modalità attuale indisciplinata, caotica, irrazionale e anche compulsiva, che si è abituati rovinosamente a tollerare, al di fuori anche delle regole del codice della strada. Già: IL NUOVO CODICE DELLA STRADA. La sua corretta applicazione nel Piano urbano del traffico (PUT) per le aree congestionate come la nostra, prevederebbe già delle PRIORITÀ da considerare per l’andatura corretta del MEZZO PUBBLICO, che devepoter disporre,per ogni senso di percorrenza, di una stabilita larghezza della strada a partire dalla mezzeria, senza che vengaessa in parte invasa dalla sosta sulle strisce blu.Quindi l’AUTO RIMANE “IN SOSTA A CASA” e L’AUTOBUS PUÒ CIRCOLARE SENZA FARE GIMCANE. Da questa già prima dovuta attenzione PER LEGGE, si comincerebbe a mettere uno dei tantitasselli al loro posto giusto e si confuterebbe il messaggio fuorviante “LIBERI TUTTI”, tradotto in pratica “INTRAPPOLATI TUTTI”.

Orbene si tratta di correggere una mentalità distorta di una parte dell’opinione pubblica per la quale il problema del traffico invece è costituito dalla presenza del trasporto pubblico locale. Saranno inappropriate le dimensioni dei mezzi pubblici da 10 metri, ma arrivare a dire che la priorità è il mezzo privato denota un’involuzione culturale sedimentata da tempo, opporsi alla quale è come lanciare una lancia spuntata. Ciò denota sicuramente una miope gestione amministrativa nel tempo che ha soppesato problema. Come minimo sarebbe giunto ora il momento di correre subito ai ripari, con un’UNICA CABINA DI REGIA che dovrebbe vedere agire all’unisono tutte le amministrazioni comunali, perché il PROBLEMA VA GESTITO NELLA SUA GLOBALITÀ PER DARE GLI EFFETTI SPERATI DI UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE. Sebbene il vivere sull’isola è avvertito sovente con sensodi disagio e frustrazione, per esempio per come sono sotto stimati i servizi nella sanità e istruzione, non c’è alcun motivo valido però di prevedere forme di compensazione (come il muoversi in modo fine a sé stesso) per alleviare ilPESO, per lo più INDOTTO PER CARENZA DI OBIETTIVI STRATEGICI di manutenzione e restyling del proprio territorio, ai fini di renderlo sempre più unico. Quindi partiamo dalla constatazione, come premessa fondamentale, di una forte CARENZA CULTURALE, che non ha permesso di progredire e rinnovare la cultura passata dei nostri predecessori, che i suoi frutti ha dato, altrimenti la rendita ricevuta non sarebbe sussistita. A questo punto chi ha assunto il ruolo responsabile di rappresentare lacomunità, si fa INTERPRETE DEL SUO BENE COMUNE. Prima AZIONE da compiere quindi è di tipo CULTURALE, altrimenti sarà come il cane che si morde la coda, senza arrivare a nulla, nonostante le proposte innovative avanzate e più gettonate, per poi essere tranquillamente disattese al primo vento visto sfavorevole.

Cosa significa dire ciò? Vuol dire procedere ad un’attività di “RESTAURO” CHE SIA INTELLEGIBILE E RIPRODUCIBILE, cioè che abbia un senso sul PIANO DI MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA, LO SPAZIO PUBBLICO E DI CONSEGUENZA L’ATTIVITÀ ECONOMICA, sulla base appunto di una PREMESSA CULTURALE, CHE NON PUÒ PRESCINDERE DA UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE a tutti gli effetti. Si parte, per iniziare a DECONGESTIONARE, tenuto conto che la gran parte del TRASPORTO CON AUTO SI CONCENTRA NELL’ARCO DEI TRE CHILOMETRI, favorendo la mobilità del pedone, tramite la PEDONALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO (questi MARCIAPIEDI POTRANNO ESSERE NOBILITATI?), la CICLABILITÀ con percorsi idonei. Così possiamo anche qui a Ischia iniziare a varare I PEDIBUS (autobus umano), per accompagnare i bambini a scuola, senza interferenze sull’anello principale, come purtroppo assistiamo nel periodo scolastico; i BIKESHARING e le CICLOSTAZIONI URBANE IN INTERMOBILITA’ con il Trasporto Pubblico Locale (TPL); i TAXISHARING (rivisitazione degli Apecar isolani); la LOGISTICA fatta con BICI AD HOC (come avviene già in molti paesi europei) nei centri storici per il CARICO E SCARICO NEI NEGOZI; il TRASPORTO PUBBLICO ON DEMAND. Se ci si svegliasse da una inerzia atavica, ci sarebbe da sbizzarrirsi per RIDISEGNARE UN CONTESTO DI NUOVO ARMONIOSO E GIOIOSO DA VIVERE, oltre rendere effettivo un modello di TPL efficiente con i nuovi mezzi elettrici (22 bus previsti nel 2025) nella città con andatura “30”. Non volerlo con pretesti vari in ossequio a logiche devianti e divisorie diventa irresponsabile. Viene in aiuto anche il nuovo codice della strada, dove all’art. 208 comma 4 si stabilisce, tra varie cose, che una quota pari al 25% dei proventi delle SANZIONI AMMNISTRATIVE PECUNIARIE VENGA DESTINATA AGLI ENTI LOCALI per interventi di sicurezza ed educazione stradale e per INTERVENTI A FAVORE DELLA MOBILITA’ CICLISTICA. Il messaggio finale è che in tutte le realtà in cui si sono attuate POLITICHE DI MOBILITÀ IL TURISMO È CRESCIUTO. Noi ci giriamo ancora intorno, illudendoci i di poter avere la moglie ubriaca e la botte piena. Iniziare a BLOCCARE gli spostamenti privati quando avvengono sulle tratte principali servite dal TPL, favorirebbe la riduzione dell’eccessiva motorizzazione. Prevedendoun fondo bancario su terra ferma, si potrebbe compiere l’operazione di dismissione, assicurando la vendita e l’acquisto. Non sarebbe male anzi ottimo sei ricavi venissero in parte destinati, con il fondo stesso, a migliorare LA STRUTTURA OSPEDALIERA LOCALE con investimenti di quote cittadine.SIAMO IN GRADO DI BRUCIARE I TEMPI RAGGIUNGENDO TALE MATURAZIONE?

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