LE OPINIONI

IL COMMENTO Chiamatelo contagio sociale

DI DANIELA SCOTTI

Stiamo vivendo giorni strani, mesi controversi, anni molto difficili. Siamo passati dal più accorato e solidale patriottismo all’esplosione di marcianti eserciti di odiatori che hanno invaso le piazze , la rete, le scuole ed ogni ambiente di lavoro. Abbiamo imparato a non dare ascolto ad ansie e dolore abbandonandoci ad una rabbiosa arroganza, ad una violenta presunzione e ad un risoluto rifiuto verso ogni regola . Tutto nasce e si alimenta grazie alla disinformazione, alle contraddittorie nozioni , alle subdole intenzioni politiche, agli spregiudicati interessi dei media. In questo clima di totale anarchia ed incoerenza intellettuale è facile ritrovarsi nelle parole del comunicatore di turno che con arrogante veemenza rivendica la sua verità. I social poi diventano la tana ideale dei mortificatori seriali che con maniacale ossessione non risparmiano niente e nessuno.

Ed ecco che il Covid e le sue varianti sembrano diventare il male minore, peggio sicuramente contagiarsi ed ammalarsi di rabbia, di complottistiche visioni, di ciniche estremizzazioni, di arida arroganza e di infondata presunzione. Dediti ad urlare in piazza per rivendicare i nostri sacrosanti diritti dimentichiamo che “No green pass” non deve trasformarsi in … “Si contagiamoci tutti “. Dimentichiamo che la natura intorno a noi esonda, ci travolge, ci ridimensiona nel tentativo di riappropriarsi di quanto le è stato sottratto. Dimentichiamo che ogni giorno la lista delle Donne vittime di comportamenti violenti cresce nell’indifferenza e giace schiacciata da una burocrazia farraginosa e troppo spesso sorda. Ogni concetto sembra ribaltarsi, e nel tentativo di rivendicare la propria libera espressione si condiziona e si ridicolizza il pensiero altrui. C’è chi vuol farci credere che siamo razzisti e discriminatori se proprio non riusciamo, per cultura e tradizione, a comprendere quelle che alcuni chiamano “libertà “. E che a guardarle meglio a noi appaiono invece come disturbi della personalità. Insomma un periodo veramente difficile in cui tutto sembra mutare, non solo il Covid, ma tutti quei virus che ci contagiano pericolosamente a livello sociale e che ribaltano ruoli e schemi.

W la libertà sempre, ma facciamo attenzione a non incorrere in una confusione globale . Se siamo convinti che la Dad abbia arrecato danni psicologici ai nostri ragazzi , non possiamo non comprendere che l’assenza di predefinite identità a cui ci vogliamo abbandonare non ne farà di meno. Non stiamo dando un bell’esempio ai nostri ragazzi. Ristabiliamo la nostra scala dei valori. Quei valori che in questi due anni sono sicuramente mutati ma che non devono mai distoglierci dalla necessità di volerci bene , di rispettare noi stessi e gli altri al fine di ottenere e perseguire sempre il bene comune. E come suggerisce il Sommo Poeta: “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.

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