IL COMMENTO Cosa resta della campagna elettorale

DI ANTIMO PUCA
La campagna elettorale è stata il trionfo dell’ossimoro. Un Partito ringhia. Un partito imbavaglia. Il Governo che non fa nulla. Tranne i propri interessi. C’è di che rabbrividire guardando chi tracima da ogni teleschermo, a tutte le ore e in tutte le occasioni, atteggiandosi a vittima delle prepotenze altrui. Il problema è capire quanti elettori gli crederanno ancora. Intanto conviene analizzare alcuni segnali. Così, tanto per sperare nella possibilità di un’Italia e di una Campania diversa. Qualcuno cerca di rimediare all’inaudita scorrettezza di coinvolgere l’istituzione governo in una campagna elettorale che non lo riguarda, ma allo stesso tempo conferma che proprio quello è il pensiero del Capo. In Italia certi canali sono ancora poco sviluppati: l’alfabetizzazione informatica è scarsa, la diffusione dei canali satellitari, per quanto in crescita, non è comparabile a quella della tv tradizionale.
Una campagna elettorale confusa, rissosa, e da parte di taluni estremamente menzognera. Due scenari inquietanti si profilano come possibili dall esito del voto: o un caos ingovernabile; o il ritorno al potere di uomini e di forze, che negli anni passati hanno già portato il Paese verso la catastrofe. La Campania ha un disperato bisogno di trasparenza politica e di giustizia sociale. Se non saremo in grado di restituire dignità alle istituzioni, rispetto per la politica, fiducia nei partiti, strategie di sviluppo e insieme un colossale mutamento di rotta nei confronti delle classi lavoratrici e dei ceti disagiati, ci ritroveremo nel baratro.
Poche decine di migliaia di voti avrebbero potuto fare la differenza tra un nuovo inizio e una pessima fine. Ogni voto sarebbe stato perciò prezioso allo scopo. Siamo di fronte ad attentati non cruenti, perché riguardano la Costituzione, la democrazia e la legalità, ma è lecito sperare che qualcuno li paghi altrettanto duramente. Qualcuno auspica alla rivoluzione. Una rivoluzione senza armi se non quella del voto. Un soprassalto di dignità delle intelligenze e dei cuori che metta in sicurezza i fondamentali della Democrazia. Questa è la posta in gioco. Poi si potrà ricominciare a discutere sulla miglior ricetta per i mali dell’Italia. Ma prima bisogna che la Campania ci sia. Che resti un paese civile e democratico. Il resto seguirà.




