LE OPINIONI

IL COMMENTO Dal Rizzoli un segnale di speranza per una Sanità nuova

di Marco Martone

Ci sono visite istituzionali ma anche happening, magari nel bel mezzo di una campagna elettorale, che diventano, indipendentemente dal colore politico di appartenenza, motivo di fiducia, speranza e riscatto per il futuro di un’intera comunità. Forse è solo una fiera di illusioni ma in tempi di crisi ci si nutre anche di fumo negli occhi e progetti di sviluppo. E non è detto che questa volta, a differenza di quanto accaduto tante, troppe volte, non si tratti di un piccolo passo verso una svolta, attesa da decenni. Diciamo pure verso la normalità.

In tal senso la giornata trascorsa ad Ischia dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in occasione della presentazione dei progetti di ampliamento degli ospedali di Ischia e Procida, ha fatto vivere in pieno quella sensazione di cedere alla tentazione, di voler credere che qualcosa, finalmente, sta per cambiare. E così l’idea che in uno spazio che era di proprietà della Curia Vescovile e che è stato acquistato dalla Asl, possa sorgere un padiglione, su quattro livelli e di 2800 metri quadrati, che permetterà la realizzazione di ulteriori 46 posti letto e farà incrementare del 52 per cento la superficie complessiva dell’ospedale Rizzoli, fa dimenticare, almeno per qualche ora, disagi, carenze annose e crisi, spesso, irrisolte.

Negli ultimi anni si sono succedute le proteste di cittadini, associazioni, studenti e operatori sanitari, che rivendicano il diritto a servizi adeguati ed efficienti. Soltanto per non sentirsi cittadini di serie B. Un elenco lungo di deficit e di promesse non mantenute. Carenza di personale, turni massacranti, mancanza di strutture, reparti poco funzionali, nonostante la grande professionalità del corpo medico, la necessità sempre più impellente da parte dei pazienti di doversi rivolgere agli ospedali della terraferma. Disagi per la sala operatoria, per il reparto di cardiologia, per i pre-ricoveri di routine e per i trasferimenti. E che i problemi siano tanti, lo dimostra che i primi pazienti risentire delle carenze sono addirittura i neonati, o meglio i nascituri.

Il piano con cui la Regione definì il percorso per uscire dal commissariamento e tornare alla gestione ordinaria, aveva previsto la proroga per un solo anno per il punto nascita presso l’ospedale Rizzoli. Non un dettaglio, visto che negli anni si è registrata anche la sfiducia di molte neo-mamme, che preferiscono recarsi nelle cliniche convenzionate della città piuttosto che partorire ad Ischia. Un peccato visto che il dato demografico dell’isola è cresciuto, di molto, negli ultimi tempi.
Nonostante tutto, l’ospedale Rizzoli ha gestito nel migliore dei modi il periodo di emergenza Covid, che ha messo a dura prova l’intero sistema regionale. La stessa emergenza sulla quale, in qualche caso, si sta concentrando un sistema di disinformazione e strumentalizzazione, di una parte della politica, che contribuisce ad alimentare le incertezze e a far perdere la fiducia. Quella fiducia che, invece, da oggi nutrono gli abitanti di Ischia e Procida, per un protocollo d’Intesa che non sarà la panacea di tutti i mali ma che, come detto, può essere la pietra nello stagno, capace di smuovere le acque putride di una malapolitica dura a morire.

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