LE OPINIONI

IL COMMENTO Lei è favorevole, o contrario…

DI LUIGI DELLA MONICA

Il titolo del film del geniale Alberto Sordi (1966), quando esortava gli italiani a riflettere sulla legge separazioni\divorzi che era vicina, si fa per dire, alla emanazione che poi avvenne quattro anni dopo, parimenti sembrerebbe paventarsi uno scenario non tanto distante dalla realtà, a mente del quale si stanno formulando ideologie contrapposte tra europeisti convinti e secessionisti dal sogno degli Stati Uniti d’Europa. Pertanto, sarebbe plausibile fra qualche giorno assistere ad un astensionismo cronico dal recarsi alle urne, che non è dissimile da quanto accade nel resto del Continente: ormai gli europei sono sazi, satolli ed ebbri di libertà, che quasi, quasi vorrebbero respingere, come un fanciullino al quale i genitori servono un piatto prelibato, costoso e ricercato, ma che di norma cozza con i gusti semplici del bimbo\a, il quale preferisce alimenti poco sofisticati. Una miscredenza e diffidenza verso l’Europa vorrebbe condurre al sano ed ineluttabile godimento di una giornata estiva di mare, o di campagna, a dispetto del sacro dovere del cittadino di esprimere la sua sovranità popolare, nel segreto della cabina elettorale.

Nel piccolo della nostra comunità ho potuto verificare una verità inconfutabile: gli amministratori locali, almeno parlo del Comune di Ischia per esperienza diretta, non sono cattivi amministratori, bensì specchio della comunità che li ha eletti. Mi spiego meglio, per non essere tacciato di parole scomposte: la voce del popolo, diciamo per così dire le chiacchere da bar, che a volte sono il sale della democrazia, altre volte compongono il veleno della calunnia, asserisce spesso e volentieri che i mali dell’isola risiedono nella incapacità dei loro rappresentanti eletti. Falso, falso ed ancora falso: ho potuto constatare che il vecchio adagio “domandare è lecito, cortesia è rispondere” è valido ed efficace più che mai. Non si tratta di cattivi amministratori che ci guidano, ma di cattiva volontà, mal disposizione della comunità che li ha eletti, verso il meccanismo della cosa pubblica, che non è una catena di delega e di rappresentanza, ma è reputata dai più come una proiezione acritica ed acefala di pretesa fine a se stessa. Nell’immaginario dell’isolano medio-piccolo il consigliere o l’assessore, o il sindaco, è un proprio assistente di volo, che deve semplicemente mimare le operazioni di evacuazione dell’aereo o le uscite di emergenza, ma non si ha il coraggio in prima persona di diventare con loro attori del decollo, della rotta e dell’atterraggio. Si pensa che a via Iasolino vi siano i propri “camerieri” che da soli devono pianificare i trasporti marittimi, la viabilità terrestre, la tracimazione delle acque del porto, i flussi turistici, le finanze pubbliche, la riconversione alla green economy, la tutela del mare… Nessuno propone, come si dice, Dio dispone: si attende come tanti pulcini nel nido che “mamma uccello” porti il cibo, ma non si pensa a spiccare il volo da soli e trascinarsi dietro i nostri amministratori pubblici.

Ci deve pensare il Sindaco, il Governatore, la Presidente del Consiglio, no Mattarella, e tirando la linea della stagione ci si dispera perché i fatti narrano che da Pasqua le presenze non sono tali da riempire tutte le offerte di servizi turistici sull’isola (apri un albergo, apri un ristorante, perché Ischia è una miniera d’oro) e si trovano i palliativi come oppio dell’opinione pubblica che l’immagine dell’alluvione 2022 o il tempo meteo non tanto clemente abbiano distolto i turisti ad altre mete. A questo punto, si dirada la nebbia dal mio cervello, quando l’assessore Ejarque illustrando la DMO disse che era affar nostro la operatività del progetto. Queste interpretazioni della realtà sono certamente provenienti da persone che nella loro vita quotidiana non mettono piede al Molo Beverello da anni, per accorgersi con gli occhi di un deficiente, quale sono io che scrivo, che in fila agli aliscafi per Ischia qualche rado turista si mischia con i residenti ed i pendolari, per Capri, almeno da Pasqua 2024, è sempre sold out, a tutte le ore! Ricordo il sabato sera dopo la festa di Santa Restituta, che dovrebbe segnare l’avvento della tarda primavera e dei colori verdi brillanti della vegetazione isolana del periodo, un quadro desolante con locali aperti e quasi vuoti; la porzione di “Calise” in piazza degli Eroi smantellata e momentaneamente derelitta, contrastante con la bellezza e vivacità della sede principale di Via Sogliuzzo.

Per porre rimedio a tutto questo, i miei concittadini non pensano ad un miglioramento sistemico, perché ritengono che ci debba pensare l’Amministrazione Comunale, che deve surrogarsi alle strategie di marketing delle singole aziende, per portarle poi al massimo dei profitti. Nonostante sia questa la mentalità diffusa e radicata nei più, non si va a votare perché sono tutti incapaci e tutti “magnafranca”. Pertanto, si arriva al paradosso di parlare, o meglio di ciarlare, ma con la colpa di non andare a votare. In conclusione, si criticano i politici locali, nazionali ed europei, che non sono stati votati per astensionismo e che comunque facciano sbagliano e non si aiutano a cambiare nulla. Avviene una vera e propria scissione della vita privata dall’uscio di casa, che non ci appartiene, ma deve essere pulito, curato e migliorato dal Comune e non da noi stessi. Io posso testimoniare e non mi importa assolutamente di essere accusato di piaggeria, che la mia mente ha elaborato forse progetti audaci per il miglioramento culturale della nostra isola, ma ho trovato supporto, ed alleanza sinergica con il Sindaco di Ischia dott. Enzo Ferrandino e con l’assessore Luigi Di Vaia, che conosco da appena un anno, a causa dell’associazione di cui sono responsabile, ma hanno sempre risposto con garbo istituzionale alle mie istanze e con celerità e concretezza. Pertanto, cari aspiranti astensionisti, riflettete che non andando a votare calpestate i Vostri nonni o bisnonni che hanno versato sangue da morti o da feriti, in senso reale o figurato, per affrancarci dalla tirannia che rendeva l’esercizio del voto una mera farsa; infangate l’operato di quanti sono stati democraticamente votati da quei pochi ispirati dal senso civico di esercitare la sovranità nel segreto delle urne; offendete Voi stessi, perché vi macchiate della incoerenza di criticare e demolire chi si trova a guidare la comunità senza il Vostro consenso, negato per ipocondria, accidia e\o ingiustificata pigrizia.

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Ancora, vengo a scoprire poi che gli artisti isolani, emergenti, dilettanti, professionisti o amatori della cultura in quanto tale, o si immettono nelle lunghe code dell’agenda delle sale pubbliche per esporre gratuitamente, oppure sono destinatari di richieste economiche da parte delle sale private, alla faccia della storia romana, che ci ha resi famosi in tutto il Mondo con la persona di Mecenate. Non c’è spazio per la contemplazione astratta, che non fa cassa, non fa appeal rispetto all’aperitivo a tempo di musica, sullo stile isole Baleari. Se il turista si siede a tavola, ordina e paga, è ben accetto, se volesse godere di una mostra o di un cenacolo culturale prima e poi desinare, non è gradito: peccato che il solo mangiare è di norma preferito da quei turisti tanto odiati, quanto amati, che pieni di improponibili tatuaggi, intruppati in eserciti di maleducati di tutte le generazioni, dai piccoli agli anziani, pagano somme esponenziali per gli alloggi nei mesi centrali dell’estate e spendono in ristoranti e paninoteche e rosticcerie, le quali hanno innalzato i prezzi non offrendo neanche congrui servizi in contropartita. Tutti i su citati soggetti non vanno a votare, perché devono pensare al riposo settimanale in barca, in spiaggia, oppure devono lavorare sotto il giogo dell’avidità di spennare il malcapitato turista, quale unico rimedio alla crisi strutturale che sta assalendo la nostra isola. Nessuno pensa come risolvere la drammaticità del sottodimensionamento dei collegamenti marittimi, in piena stagione, come, ad esempio, ripristinare l’armonia a fronte della scellerata questione parcheggio “Siena”, come arginare l’ormeggio selvaggio dei diportisti che assalgono in estate le nostre coste; tutto si risolverà punendo i politici non andando a votarli ed intanto l’Europa continuerà a schiacciarci con l’aumento dei tassi BCE, con la Bolkestain, con le direttive 2050 casa green e noi che siamo la patria del sole 11 mesi all’anno non sappiamo cosa farcene dei pannelli per produrre energia pulita ed infinita. E’ il momento storico di ricordare che il voto è la piccola voce del singolo cittadino e che fa più paura di un esercito armato mano militare: se vogliamo un espressione chiara ed intellegibile dei nostri interessi locali e nazionali dobbiamo votare, altrimenti non ci lamentiamo se fra 6 anni dobbiamo rottamare la nostra auto alimentata a combustibile fossile oppure dobbiamo cestinare 80 anni di concessioni demaniali.

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