IL COMMENTO Non è un Luna Park, il rispetto per Ischia parte da noi

DI MARCO BOTTIGLIERI
Prendendo spunto da un testo postato sui social, in questi giorni, dal bravo giornalista Federico Quaranta, mi vengono in mente alcune considerazioni. Le parole di Federico Quaranta sul turismo mordi e fuggi sulla mancanza di rispetto per i luoghi che ci ospitano non sono solo uno sfogo social, ma una diagnosi precisa. Un’analisi che colpisce nel segno e che ci riguarda da vicino, soprattutto in queste settimane di picco stagionale in cui Ischia si ritrova immersa nel caos del turismo di massa. Non si tratta di essere snob o di rifiutare chi sceglie la nostra isola per trascorrere le vacanze. L’accoglienza è nel DNA degli ischitani. Il punto, semmai, è il modo in cui si vive un territorio. Oggi assistiamo sempre più spesso a un turismo predatorio. Mancanza di decoro, dalle strade dei borghi storici vissute come spogliatoi a cielo aperto al pattume lasciato sulle spiagge libere. Maleducazione e arroganza, la pretesa di ritrovare i ritmi, il traffico e le pretese della città anche in un ecosistema delicato e insulare. Consumo senza valore, un modello di viaggio che “scatta una foto e scappa”, lasciando spazzatura e impatto ambientale ma zero arricchimento culturale o rispetto per la comunità locale.
È un fenomeno globale, è vero. Dalle città d’arte alle Dolomiti, la pressione turistica sregolata sta svuotando di senso la bellezza dei luoghi. Ma Ischia non può permettersi di rassegnarsi a diventare un parco giochi estivo ed essere abbandonata a se stessa. Se vogliamo proteggere l’isola, dobbiamo avere il coraggio di reagire, pretendere il rispetto delle regole, servono controlli reali, sanzioni per chi è incivile e politiche amministrative che governino i flussi anziché subirli. Selezionare l’offerta, aumentando la qualità dei servizi per attrarre chi ama e rispetta la natura, la storia e le tradizioni della nostra terra. Ospitare è un’arte, ma farsi rispettare è un dovere. L’isola di Ischia è un tesoro fragile, chi viene a visitarla deve ricordarsi che qui le persone vivono, lavorano e custodiscono un patrimonio che merita educazione, non consumo sconsiderato. Tuttavia, puntare il dito solo contro i turisti incivili sarebbe un errore d’ingenuità. La verità è che il nostro territorio si presenta spesso vulnerabile e disorganizzato. Avere un’isola divisa in sei distinte amministrazioni comunali, purtroppo quasi mai unite e coordinate sui temi strategici come sicurezza, decoro urbano, viabilità e programmazione eventi , non aiuta. A questo si aggiunge la cronica sofferenza di servizi essenziali come la sanità, i trasporti pubblici , la pulizia e la depurazione delle acque. Come possiamo pretendere che gli ospiti rispettino e amino l’isola, se noi per primi non riusciamo a presentarla con un’unica visione efficiente e decorosa?
In qualità di coordinatore di Assoturismo Confesercenti, sento il dovere di lanciare un appello diretto al nostro mondo aziendale. Non possiamo più limitarci ad aspettare le decisioni della politica o a lamentarci dei flussi estivi di basso profilo. È il momento che gli imprenditori illuminati della nostra isola facciano la propria parte. Dobbiamo diventare promotori attivi del cambiamento con azioni concrete: alzare l’asticella della qualità dell’offerta, promuovere la sostenibilità, tutelare il paesaggio e stimolare le istituzioni con proposte e comportamenti virtuosi. Ischia è un patrimonio fragile di bellezza, storia e natura. Farsi rispettare è un dovere, ma per farlo serve un’alleanza forte tra chi governa, chi fa impresa e chi vive l’isola ogni giorno.







Sarebbe ora che questa ” santa alleanza” partisse davvero… prima che degrado ed indifferenza producano frutti impossibili da riparare!!!!❤️