LE OPINIONI

IL COMMENTO Oltre l’emergenza

L’isola d’ischia ha bisogno di te. É tempo di aprire un forte dibattito politico ed economico sulla “ricostruzione” di casamicciola martire dello “sviluppo senza programmazione” con tre disastri – di misura sempre più crescente in termini di vite umane che rappresentano il costo più alto ed impagabile – negli ultimi 13 anni. 2009 una alluvione con un morto, 2017 un terremoto con due morti, 2022 una terribile alluvione con 12 morti con il più atroce e devastante disastro ambientale degli ultimi due secoli, il più vasto del secolo ventunesimo in pieno dibattito mondiale sui cambiamenti climatici e sulla transizione ecologica. Ancora una volta nella storia d’Italia – come accadde col terremoto del 28 luglio 1883 la prima grande catastrofe dell’Italia post-unitaria dalla quale parti una “legislazione antisismica” – dalla alluvione del 26 novembre 2022 deve partire una seria “legislazione ed operatività istituzionale” per realizzare una pianificazione territoriale ed una programmazione economica per governare il “troppo sviluppo” ed affrontare i cambiamenti climatici. La storia è maestra di vita solo quando le generazioni viventi sanno prendere da essa lezioni senza preconcetti e personalismi e rancori o odi personali poiché con l’odio non si governa. Non si governa nemmeno quando le istituzioni civili sono in disordine sparso col solo regolamento del “farcite ammuina” della Real Marina Borbonica e quando le voci dell'”accademia” sono divise e sparse con “intellettuali di regime e organici” ad un sistema di dilapidarizzazione del danaro pubblico. Bisogna ascoltare invece le voci alte e sagge di accademici e intellettuali fuori dal coro poiché non hanno interessi monetari e politici e propongono scelte che sono sempre fra due opzioni – come il dare e l’avere della partita doppia della scienza della ragioneria che non prevede la terza soluzione – ed è questo ascolto, unito alla parola ben spesa e non usata solo per fare rumore, che il prof. Giuseppe Luongo nel 2017 chiamò : “volate alto ischitani! Passate alla storia!”.

È da questo appello – insanguinato con la vita recisa di 12 innocenti – che bisogna ripartire e prendere lezioni dalla storia maestra di vita. Bisogna osare per vincere. Mai più come prima. Lo sviluppo dell’isola d’ischia sarà” pianificato” ed impostato sulla “cultura della sicurezza” per gli isolani ed i turisti. Il continente si farà promotore di un convegno nazionale con studiosi di più discipline e con politici di più partiti per porre all’attenzione del governo e del parlamento il martirio di casamicciola come esempio emblematico di un “mezzogiorno tragico e fragile” che grida il suo dolore e chiede azioni concrete per il diritto costituzionale alla vita ed alla libertà.

* DIRETTORE DE “IL CONTINENTE”

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