LE OPINIONI

Il commento Sicurezza e turismo: senza rispetto delle regole Ischia perde la sua identità

di Antonio Iacono

C’è una verità che si fa fatica a dire, ma che ormai è sotto gli occhi di tutti: il calo della qualità del turismo, e in parte anche dei flussi, passa anche dalla percezione di insicurezza.

Ischia ha sempre vissuto di accoglienza, di bellezza, di equilibrio. Ma un turismo internazionale, quello che porta valore, che rispetta i luoghi e li sceglie ogni anno, non tollera il caos. Non tollera piazze occupate da gruppi violenti, non tollera schiamazzi notturni, non tollera aggressività e mancanza di regole.

E soprattutto, sceglie altre destinazioni.Negare questo legame tra sicurezza e turismo significa non voler affrontare il problema. Perché quando un visitatore evita una strada, cambia hotel, o decide di non tornare, il danno è già fatto. Ed è un danno che si riflette su tutta l’economia dell’isola.

Non si tratta di essere “duri” o “morbidi”.Si tratta di essere seri.

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Una comunità che vuole mantenere un turismo di qualità deve avere il coraggio di difendere i propri spazi. Non può accettare che una minoranza rumorosa e violenta condizioni la vita di tutti: residenti, commercianti, famiglie e visitatori.Serve una linea chiara. E serve adesso.

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Non bastano annunci, non bastano provvedimenti scritti. Il prefetto ha già tracciato lo scorso anno una strada con le zone rosse e lo farà ancora per il 2026. Ma il punto non è istituirle: il punto è farle rispettare.

Perché una regola che non viene applicata perde valore.E quando le regole perdono valore, il territorio diventa terreno libero per chi non le vuole rispettare.

È qui che serve un cambio di mentalità.Una politica di controlli continui, visibili, quotidiani.
Una presenza costante delle forze dell’ordine.Un’applicazione reale del Daspo urbano.
Sanzioni concrete, anche verso le famiglie quando necessario.

Non per accanimento, ma per ristabilire un equilibrio che oggi si sta perdendo.La sicurezza non è repressione fine a sé stessa: è una condizione di libertà. Libertà per chi lavora, per chi vive sull’isola, per chi la sceglie come meta.

Senza questa base, tutto il resto — turismo, economia, immagine — si indebolisce.Ischia deve decidere cosa vuole essere.Se vuole continuare a essere una destinazione internazionale, rispettata e scelta per la sua qualità, allora non può permettersi zone fuori controllo, comportamenti incivili tollerati, regole ignorate.

Serve fermezza. Serve continuità. Serve credibilità.Perché il turismo non si difende con gli slogan.
Si difende con l’ordine, con il rispetto e con la presenza dello Stato.E questo, oggi, è il vero banco di prova.

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