LE OPINIONI

IL COMMENTO Un mare di studenti inonda Ischia di musica,coreutica e moda

E’ stata una festa, un bel vedere di giovani studenti provenienti da varie scuole della Campania, del Piemonte, della Lombardia, della Basilicata. In tutto, sono arrivati, nel giro di una settimana, più di 2.200 studenti. Dal 7 al 13 maggio, per la VI edizione di Ischia International School Festival, organizzata dall’Associazione T.I.F.E.O, si sono svolte, tra l’Hotel Re Ferdinando, Il cineteatro Excelsior, la Piazzetta dei Pini e il Castello Aragonese, esibizioni di danza, musica e moda in un tripudio di costumi,colori, musiche, balli. Ma non è mio intento, in questo editoriale, fare la cronaca di quanto succedutosi. In questa sede, faccio alcune considerazioni a margine dell’evento, che servono a chiarire essenzialmente tre concetti: innanzi tutto, tra i filoni turistici che dobbiamo assolutamente implementare e arricchire, c’è sicuramente quello dell’incoming giovanile. Molti degli studenti che si sono esibiti a Ischia, in una delle discipline che hanno animato il Festival, venivano per la prima volta nella nostra isola e questi sono potenziali turisti del futuro.

Sfilata di moda al Re Ferdinando per Procida Capitale

Seconda considerazione: quando ci spendiamo per invocare un turismo qualitativamente migliore di quello che in maggioranza si affaccia a Ischia in particolare in agosto, dobbiamo comprendere che la libertà di un Paese democratico non consente di respingere alcuno (se non per motivi di chiara inibizione giudiziaria); può solo incrementare la “moneta buona” per scacciare indirettamente quella “cattiva”; può creare un humus sociale e culturale non attraente per un turismo invasivo e disturbatore. Che cosa allora ci può essere di meglio che incoraggiare incontri formativi giovanili e processi culturali osmotici su danza, musica, moda? Che cosa più di queste tre discipline, antiche quanto l’uomo, può affinare la sensibilità contemporaneamente di chi ospita e di chi è ospitato? Terza considerazione: l’arrivo di scuole da altre Regioni e magari, nel prossimo futuro, da altri paesi europei, contribuisce a svegliare, dalla pigrizia e dal sonno, coloro che (all’interno della Scuola ma anche fuori di essa, nella società cosiddetta civile, nelle istituzioni pubbliche, nell’imprenditoria privata locale) sono chiusi a riccio, cullati nella posizione di rendita che, per anni, ha premiato Ischia grazie alle bellezze naturali, storiche ed archeologiche. La posizione di rendita non basta più, ci vuole dinamismo, iniziativa, creatività, apertura al diverso.

E’ stato un bel vedere tanti ragazzi cimentarsi nella danza di gruppo, a un anno di distanza della morte della grande ballerina Carla Fracci che- ricordiamolo – nel 2007 ricevette, nell’Arena della Pineta Mirtina a Ischia, il Premio Vittoria Colonna, come donna di eccezionali meriti e qualità, dall’apposito Comitato isolano (allora presieduto da Donata Rizzo),il cui animatore, come oggi nell’Ischia International School Festival, era il dinamico prof. Giovanni D’Amico. E’ stato bello vedere sfilare decine di modelle con abiti confezionati dagli studenti stessi, nei giorni in cui un grande stilista italiano (Valentino) compiva 90 anni, fatti di armonia, di forme, colori, stile. Il motto di Valentino è: “ I love beauty, it’s not my fault” (Amo la bellezza, non è colpa mia ). E’ stato bello vedere come un giovane stilista ischitano, Ciro de Angelis, abbia collaborato alla sfilata di moda, con entusiasmo e garbo .E’ stato giusto intitolare i premi alla moda alla grande sarta “Franceschina”, nel filone di una grande tradizione di arte ed artigianato sartoriale, a cui sicuramente parteciparono anche Filippo Ferrandino e la Boutique Antonia. E’ stata esaltante la presenza di una grande étoile del Teatro dell’Opera di Roma, come Diana Ferrara, oggi grande maestra di danza e creatrice del corpo di ballo Astra Roma Ballet, che ha voglia di portare nella nostra isola il suo corpo di ballo e la sua vasta esperienza internazionale nel campo della danza e della coreutica. Forse gli amministratori pubblici, ma anche molti genitori che pure mandano le loro figlie, i loro figli alle scuole locali di danza, non hanno ancora una percezione esatta del valore della danza, che non serve tanto a “ primeggiare” tra coetanei o a ingentilire movenze e gesti.

La biografia dell’etoile Diana Ferrara scritta dalla sorella

La danza è vita, è filosofia di vita. Per il filosofo Nietzsche, in Così parlò Zarathustra, la danza trasforma l’Uomo in bambino, trionfa il dionisiaco sull’apollinea razionalità. Folgorante la frase in cui Nietzsche dice: “Tra santi e prostitute, tra Dio e mondo, la danza”. Nureyev disse: “Se mi chiedessero quando smetterò di danzare, risponderei quando finirò di vivere “. E anche un drammaturgo come Samuel Beckett disse: “ Prima balla, poi pensa. E’ l’ordine naturale delle cose”. La bellezza della danza contribuisce anche a riconciliare il corpo con la mente, perché la vita può invece determinare a volte e, in maniera inaspettata e misteriosa, un corto circuito tra anima e corpo. Non a caso, il Premio per la danza di Ischia Internationa School porta il nome di Artemisia (di Paolo ed Anna) prematuramente scomparsa, per un disagio crescente, ansia da prestazione, un senso di inadeguatezza, una ricerca spasmodica di perfezionismo scolastico (che nessuno è stato capace di leggere per tempo) sfociato poi nell’anoressia fino alla morte. La stessa fusione di anima e corpo troviamo nella musica.

Nel libro Il Piacere dell’ozio, Herman Hesse ha scritto: Se a me o a qualunque altra persona normalmente sensibile alla musica, togliessero, proibissero o strappassero con violenza dalla memoria i corali di Bach, le arie del Flauto magico o del Figaro, per tutti noi sarebbe come la perdita totale o parziale di uno dei nostri cinque sensi”. Che cosa di ancestrale ed universale c’è più della Musica? Secondo Ludwig van Beethoven “ La musica è il suono elettrizzato in cui lo spirito vive, pensa e crea” E il grande maestro Claudio Abbado ha detto: “la musica non è importante per i bambini per farli diventare musicisti, ma per insegnare loro ad ascoltare e, di conseguenza, ad essere ascoltati”. L’ètoile di danza, Diana Ferrara, che è stata nominata madrina del settore “coreutico” dell’Ischia School Festival ha voluto (accolta con grande garbo dalla direttrice Alessandra Vinciguerra) vistare i Giardini La Mortella della Fondazione Walton, in omaggio al grande compositore inglese William Walton. Senza la musica, la danza non esisterebbe e la musica senza la danza coinvolge e “assembla” di meno. Un grande coreografo russo (gli artisti di tutte le latitudini amano la pace e non la guerra) George Balanchine, ha detto: “Sono un coreografo. Un coreografo è un poeta. Io non creo, Dio crea. Io assemblo e ruberò ovunque per farlo”.

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Ultima considerazione, sulla moda: tra gli studenti dei vari Istituti Statali di moda che hanno sfilato, la maggior parte era costituita da belle ragazze con corpi ben fatti e ragazzi statuari, ma c’erano anche ragazzotte più sode, più in carne, ma ugualmente a loro agio nei movimenti, assolutamente disinvolte, a dimostrazione che la bellezza può appartenere a tutti, senza complessi di inferiorità o illusioni di superiorità. Anche per questo va ringraziata l’Associazione T.I.F.E.O, presieduta dalla brava Luisa Graziano e il cui Direttore artistico, Giovanni D’Amico, ancora una volta, ha dato il meglio di sé e per questo sta accumulando negli anni fiducia e stima in tutto l’ambiente scolastico italiano. Ah, dimenticavo, il programma prevedeva che la sfilata ( c’erano anche abiti con stampate le immagini di Procida Capitale della Cultura) facesse anche tappa a Procida, scendendo da un’apposita motonave, sulla banchina di Marina Grande. Ma Procida non ha voluto, ha preferito gli incontri tra isole quanto più esotiche possibili e lontane nel mondo.

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