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Il giallo dell’incendio, sequestrato il cassone a Ischia Ambiente

Volendo lo si potrebbe anche definire un blitz a sorpresa ma dopo quanto era accaduto la settimana scorsa appariva francamente difficile se non impossibile che un episodio tanto anomalo quanto caratterizzato da mille ombre potesse cadere nell’oblio senza alcuna conseguenza. Nella mattinata di ieri, così come disposto dalla Procura della Repubblica di Napoli, gli uomini della guardia costiera di Ischia – guidati dal t.v. Andrea Meloni – si sono recati presso l’area ecologica della Ischia Ambiente, ubicata in via Arenella.

I militari, per la cronaca, hanno provveduto a porre sotto sequestro il famigerato cassone nel quale sono stati depositati i resti dei documenti che provenivano dal Comune di Ischia e che per motivi ancora ignoti ed oscuri vennero bruciati nottetempo proprio all’interno del compattatore da mani parimenti sconosciute. Nel verbale di sequestro si legge che per adesso si ipotizzano soltanto due reati, che sono quelli di gestione illecita di rifiuti e combustione illecita di rifiuti. Il legale rappresentante della società partecipata, l’avv. Massimo Stilla, è stato raggiunto anche da un avviso di garanzia, fatto inevitabile e fin troppo scontato in casi del genere.

Nel compattatore nella notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana era stato dato alle fiamme un notevole quantitativo  di documenti prelevati dagli archivi del Comune di Ischia. Nel pomeriggio sentiti i dipendenti in servizio al momento in cui si verificò l’episodio

Nel verbale si legge che – sentito il sostituto procuratore di turno della Procura della Repubblica Claudio Orazio si è provveduto al sequestro di un cassone scarrabile in metallo con all’interno i rifiuti incendiati. Nel documento si legge altresì che “il sequestro è stato eseguito in quanto è risultato essre allo stato l’unico immediato rimedio avverso la protrazione e/o l’aggravamento del reato; il pericolo di alterazione o dispersione delle tracce e delle persone pertinenti al reato”. Ovviamente il verbale riporta anche che Massimo Stilla, presidente della Ischia Ambiente, è stato messo al corrente di quanto accaduto. Il cassone resterà all’interno dell’area ecologica dell’Arenella ed al termine delle operazioni – che si sono concluse intorno alle 12.30 – è stato nominato custode giudiziario Ciro Cenatiempo: ovviamente l’oggetto del sequestro non dovrà essere in alcun modo manomesso e bisognerà avere cura di preservarlo da ogni alterazione. A dimostrazione di come l’autorità giudiziaria intenda vederci chiaro, il fatto che nel pomeriggio di ieri negli uffici della guardia costiera in via Iasolino, ad Ischia Porto, sono sfilati per essere ascoltati i dipendenti che erano in servizio nella notte in cui si verificò l’episodio che ancora oggi resta senza una spiegazione valida. Un segnale chiaro ed eloquente di come la Procura voglia vederci chiaro, come peraltro anche noi de Il Golfo avevamo auspicato in prima battuta.

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La vicenda in questione risale alla notte del 2 marzo, tra venerdì e sabato della scorsa settimana, quando all’interno dell’area ecologica un notevole quantitativo di documenti, carte e faldoni venne dato alle fiamme finendo con l’essere completamente distrutto. Quello che da subito sorprese più di ogni altra cosa fu il fatto che si trattava di carte provenienti dal Comune di Ischia e trasportate all’Arenella chissà da chi e per quali motivi. Non solo, un altro interrogativo era legato al fatto che le stesse erano state bruciate e non custodite all’interno dell’apposita pressa in attesa di essere smaltite. Il verbale redatto dai responsabili di settore aveva inevitabilmente redatto un verbale e la gravità dell’episodio – con l’alone di mistero che lo stesso si portava dietro – era tale da lasciare subito intendere che ci sarebbero stati degli strascichi. Un “sospetto” pienamente confermato dal blitz operato ieri dagli uomini dell’ufficio circondariale marittimo.

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