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L’urlo dei sindaci: «adesso basta»

Caos e attese interminabili all’hub vaccinale, code dalle 4 del mattino, somministrazioni domiciliari assenti e in generale a rilento, personale insufficienti. I primi cittadini isolani rompono gli indugi e indirizzano una nota dai toni pesanti al direttore generale dell’ASL Napoli 2 Nord D’Amore ed alla direttrice del Distretto 36 Rossetti

Hanno rotto gli indugi ed anche il silenzio. Ma in fondo, se vogliamo, era anche inevitabile con i tanti disagi che si stanno verificando presso l’hub di Fondobosso negli ultimi tempi. I sei sindaci isolani – Enzo Ferrandino (Ischia), Giovan Battista Castagna (Casamicciola Terme), Giacomo Pascale (Lacco Ameno), Francesco Del Deo (Forio), Irene Iacono (Serrara Fontana) e Dionigi Gaudioso (Barano) hanno indirizzato una nota all’attenzione del direttore generale dell’ASL Napoli 2 Nord, Antonio D’Amore, ed alla direttrice del Distretto 36 Maria Rossetti avente ad oggetto “Gravi criticità e carenze organizzative presso l’Hub vaccinale istituito presso il Palazzo dello Sport Federica Taglialatela messo a disposizione gratuitamente dal Comune di Ischia. Carenza di personale. Disagi degli utenti fragili. Richiesta urgente potenziamento organico sanitario e infermieristico e superamento criticità organizzative. Disponibilità del Comune di Forio, già comunicata in data 26/11/2021, per riapertura hub vaccinale”. Insomma, un oggetto abbastanza corposo, giusto per rendere l’idea delle criticità che si stanno vivendo sull’isola negli ultimi tempi.

Nel documento i primi cittadini esordiscono scrivendo: “In relazione all’oggetto, per dovere di ufficio, quali rappresentati delle rispettive comunità locali, si è – con rammarico – costretti a segnalare la situazione di grave criticità che si sta registrando da alcuni giorni presso l’unico Hub vaccinale allo stato operante sull’isola di Ischia, ubicato presso il Palazzetto dello Sport di proprietà comunale intitolato a Federica Taglialatela in Ischia alla via Fondo Bosso. I disagi segnalati ai Sindaci dagli utenti – sovente pazienti in condizioni di criticità perché anziani o fragili, ma anche da cittadini in fila per l’inoculazione della terza dose – sono arrivati ad un punto di non ritorno. Fin dalle 04.00 del mattino lunghe code di cittadini infreddoliti attendono a piedi all’agghiaccio o all’interno delle proprie autovetture, la distribuzione dei biglietti numerati per accedere alla vaccinazione sicché, talvolta alle ore 8.00 i biglietti con la numerazione risultano già esauriti per l’intera giornata, con gravissimo disagio per gli utenti e rallentamento delle operazioni vaccinali, proprio mentre una recrudescenza dell’epidemia richiederebbe un potenziamento della campagna vaccinale. Senza tacere della gravissima situazione in cui versano i pazienti non deambulanti e intrasportabili che attendono da settimane la vaccinazione domiciliare spesso senza riuscire a contattare nemmeno telefonicamente gli operatori ASL e dunque senza poter programmare – nemmeno a lungo termine – l’effettuazione del richiamo vaccinale con una data certa”.

Insomma, una serie di magagne e di cose che non vanno, poi i sei sindaci aggiungono in maniera altrettanto chiara e perentoria: “Pur consapevoli della straordinarietà della situazione determinatasi a seguito del dilagare dei contagi in tutto il Paese, e delle difficoltà operative delle AA.SS.LL gli scriventi sono costretti a rappresentare che tali criticità non possono più essere tollerate e invitano i vertici sanitari a disporre ad horas il potenziamento del personale medico ed infermieristico, impegnato nella campagna vaccinale, nel contempo assicurando da parte dei rispettivi Comuni la più ampia collaborazione delle Polizie Municipali e della Protezione civile Comunale. Inoltre, già nel mese di novembre 2021 il comune di Forio ha comunicato la sua piena disponibilità alla riapertura di un Hub vaccinale sul proprio territorio comunale, cosa che permetterebbe di velocizzare i tempi di somministrazione del vaccino e di alleviare i disagi vissuti dalla popolazione. Con i ritmi attuali, e cioè con solo 4 postazioni attive, due medici, pochissimi infermieri e solamente 500 vaccini somministrati al giorno, saranno necessari ben oltre 100 giorni di campagna vaccinale, vale a dire circa 4 mesi di lavoro, un lasso di tempo troppo lungo per cercare di arginare il costante aumento del tasso di positività che registra anche l’isola di Ischia, correndo il serio rischio di congestionare il già problematico Presidio Ospedalieri A. Rizzoli. In attesa di urgente riscontro l’occasione è gradita per porgere cordialità”.

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Rossy

L’urlo dei sindaci dice basta? Ma invece lo sentite l’urlo degli ischitani? Non mi pare proprio. Il problema oggi è il covid ma Ischia non funziona per niente. Noi ischitani dobbiamo ritenerci fortunati perché almeno abbiamo un’ospedale ( non attrezzato) ma almeno ce l’abbiamo, Procida? Non sa nemmeno cosa è un’ospedale.

Beta

Certo è che, questi sindaci, ce ne hanno messo di tempo per intervenire, pensavano forse che la befana passasse con il sacco pieno di dosi di vaccini da inoculare?
È davvero macroscopico ridursi a soli due medici su un territorio insulare così tanto popoloso. Ma dove sono poi, i medici ed operatori volontari?
È possibile che si aspetti sempre che le cose vengano calate dall’alto belle e fatte? Vergognatevi della vostra sciatteria, che questa volta produrrà tanta sofferenza…

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