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LE OPINIONI

IL PUNTO Panebianco e la nuova ondata statalista

Non condivido nemmeno una parola dell’editoriale di Angelo Panebianco pubblicato sul “corriere della sera” di lunedì 8 giugno 2020 dal titolo “la nuova ondata statalista”. Può essere definito il “manifesto del liberismo al tempo del covid 19” ma Panebianco si guarda bene da accennare minimamente al “liberismo” ma sottolinea “il valore del mercato”. È un editoriale contro l’intervento dello stato nella economia e posto come “editoriale” deve essere visto – come lo vedo – quale posizione di politica economica e finanziaria del grande capitale col suo grande giornale che in con espressione felice Scalfari chiamava una trentina di anni fa la “razza padrona”.

Panebianco accennando alla passata storica economica d’Italia non fa alcun accenno alla politica di programmazione economica proposta negli anni 60 del 900 da uomini come Ugo la Malfa e Antonio Giolitti e teorizzato da economisti come Giorgio fua’ e Paolo sylos labini solo per indicare qualche nome e facendo offesa a molti altri. È invece quella che si deve riproporre riveduta e corretta oggi in Italia. Se gli “stati generali” dell’economia proposti dal premier Giuseppe conte avranno un senso il tema centrale é un forte intervento dello stato nella economia diretto ed indiretto. Questo editoriale esce a 73 anni esatti dalla morte di Carlo Rosselli ricordato nel suo “socialismo liberale” uscito 90 anni fa da Valdo spini proprio oggi in un articolo su “repubblica”. Coincidenze non casuali.

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