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CULTURA & SOCIETA'

Il Servo di Dio don Ciro Scotti verso l’onore degli altari

Iniziativa del grande Vescovo mons. Pietro Lagnese

Piedimonte, la diocesi d’Ischia e quella calabrese di Rossano esultano per l’iniziativa del grande Vescovo d’Ischia mons. Pietro Lagnese (ora dal 20 gennaio scorso Vescovo di Caserta e, nel contempo, Amministratore Apostolico della diocesi ischitana) di formulare la Preghiera di intercessione al Sacerdote di Piedimonte don Ciro Scotti, già Servo di Dio, ora verso la beatificazione, e prezioso Collaboratore del fratello mons. Giovanni Arcivescovo di Cariati-Rossano in Calabria e anch’egli Servo di Dio (Editto dell’Arcivescovo di Rossano del 12.01.1969). Mons. Ciro Scotti, altresì Vicario generale della diocesi d’Ischia, Professore e Vicepreside del ginnasio-liceo “Giovanni Scotti”, ispiratore della Congregazione delle “Figlie della Chiesa” a Madre Maria Oliva Bonaldo (Castelfranco Veneto) del Corpo Mistico di Cristo, Fondatrice e pur’essa Serva di Dio che si rivolse al Sacerdote ischitano per un’Anima in difficoltà.

Don Ciro Scotti che visse da Cappellano militare la 1° guerra mondiale dall’Isonzo a Castelfranco Veneto, ove ispirò la fondazione delle “Figlie della Chiesa”(lo ricordò nei suoi Scritti Madre Maria Oliva), appellativo che piacque al Papa Pio XI e al Segretario di Stato Mons. Eugenio Pacelli (poi Pio XII) che “impose a don Ciro Scotti, come condizione per la comunicazione al Santo Padre degli ideali della nuova opera, il più assoluto segreto circa il suo nome”. E il Papa Pio XI, dopo aver esaminato uno scritto del Servo di Dio sull’opera disse: “E’ opera veramente benedetta da Dio…e benedetto sia anche il Sacerdote isolano che se ne fa fervido patrocinatore”. Benedetto per primo, si ritrasse per umiltà, nonostante nei suoi significativi scritti Madre Oliva lo sollecitasse e anzi a lei don Ciro imponeva di eliminare le sue Lettere di risposta ai consigli. Don Ciro nacque a Piedimonte (popolarmente Pieio, dal greco “pìeira”=fertile, feconda) di Barano d’Ischia il 23 marzo 1883 da famiglia di antiche, nobili e notissime tradizioni religiose e civili. Conseguì la laurea in Lettere e la tesi pubblicò in un libro “Omero e l’isola d’Ischia” la cui dedica fu la seguente: “Al fratello Giuseppe passionato cultore degli studi greci, questo lavoretto dedico piangendo”. Infatti il fratello Don Giuseppe, allievo a Roma dell’Istituto Leoniano era morto a 25 anni per un’infezione. Lo stemma del fratello Arcivescovo Mons. Giovanni era appunto “I tre vulcani ardenti”, cioè i tre fratelli Sacerdoti Scotti (dalla Ricerca culturale sul territorio del comune di Barano d’Ischia degli Allievi guidati dallo scrivente nel 1998). E Mons. Ciro, di grande cultura umanistica, insegnò Lettere nel Seminario Vescovile d’Ischia fino alla partenza come Cappellano militare nella Prima Guerra mondiale. Dovunque, innanzitutto e soprattutto svolse il ministero del Sacramento della Confessione guidando migliaia di anime. Al doveroso saluto del “buongiorno, don Ciro!” di chi lo incontrava a Piedimonte, egli rispondeva “buongiorno con Gesù e Maria !” (ricordo de compianto mio padre Giuseppe originario con la famiglia di mio nonno Pasquale -nove figli maschi- della contrada Cufa di Piedimonte). Il 27 aprile 1943, interrotta una lezione gratuita (come sempre ovunque) al Maresciallo dei Carabinieri, si gettò in un pozzo tossico calandosi con una corda, allontanando gli altri ed esclamando: “Al corpo pensano tutti, ma chi all’anima?”, per confessare e salvare un operaio in pericolo di vita per asfissia. Martire e Confessore della Fede. Lo sguardo fisso su di un antico quadro della Madonna Addolorata, morì di polmonite a 59 anni il 5 maggio 1943 sospirando forte: “Viva Dio, viva Dio, viva Dio!”. Dopo la sua scomparsa fu trovato il cilicio con cui configgeva il suo corpo e gli fu intitolato l’Edificio Scolastico Elementare di Piedimonte il 18.11.1962. L’Arcivescovo di Rossano mons. Giovanni Rizzo promosse con Editto del 12.01.1969 il Processo Canonico quale sede principale con l’approvazione della Santa Sede e i resti mortali dei Fratelli Scotti furono poi traslati solennemente nella Chiesa di Piedimonte (foto dello scrivente): Sepolcro di fulgidi Esempi di virtù e zelo apostolico. (continua)

*Pasquale Baldino – Responsabile diocesano Cenacoli Mariani; docente Liceo; poeta; emerito ANC-Ass Naz Carabinieri (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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