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Il silenzio della Di Scala: fuori dal Consiglio Regionale, ora medita la denuncia

Con oltre 10mila preferenze l’ex consigliera di Forza Italia non viene rieletta e adesso pensa a rivalersi per l’etichetta di “impresentabilità”. Non entra il consiglio anche il foriano Vito Iacono che ha ottenuto 2732 preferenze

Sono stati gli isolani protagonisti della campagna elettorale delle regionali. Si tratta della consigliera uscente di Forza Italia Maria Grazia di Scala e di Vito Iacono. Entrambi hanno avuto una buona affermazione in termini di consensi anche se per entrambi non è stata sufficiente per essere eletti in consiglio. Alla forzista di Scala non sono bastate 10.226 preferenze per essere riconfermata. La debacle di Forza Italia, la fuga dalla coalizione di centrodestra, la bassa affluenza ai seggi per il Covid, la candidatura debole di Stefano Caldoro, la concomitanza con le amministrative (in primis a Lacco Ameno) e soprattutto la denuncia della commissione parlamentare antimafia che l’ha definita ‘impresentabile’. Sono questi i motivi da analizzare che portano la sconfitta della candidata di Barano. La consigliera regionale uscente, raggiunta telefonicamente, ha preferito non commentare il voto né fare un’analisi dello stesso.

Al momento non c’è nemmeno un post sui social dove la Di Scala di solito è sempre ben attiva. Ha preferito, dopo due notti sveglia per seguire le operazioni di voto, fermarsi e pensare a sé. Il commento di analisi del voto, comunque, arriverà nei prossimi giorni. A bloccare la rielezione della consigliera Maria Grazia Di Scala è stata la diffusione, da parte della Commissione parlamentare antimafia, della lista degli ‘impresentabili’. Secondo Nicola Morra, presidente della Commissione, la Di Scala sarebbe stata ‘impresentabile’ perchè imputata per concussione. Il suo è quasi un giallo, visto che, oltre non avere alle spalle nessuna condanna, neppure in primo grado, l’unico procedimento pendente che la riguarda è relativo all’emissione di un’ordinanza di demolizione di un’opera abusiva oggetto di una controversia civile che, da avvocato, avrebbe sollecitato nell’interesse di un suo cliente. «Quindi – ha sottolineato la diretta interessata alla vigilia del voto – in questo procedimento non c’è, assolutamente, nessuna ipotesi di appropriazione indebita di denaro nell’esercizio di funzioni pubbliche». Nel mirino della consigliera azzurra uscente, il codice di autoregolamentazione adottato dalla commissione parlamentare per stilare la lista dei ‘cattivi’ e la tempistica con la quale il presidente della stessa, il grillino Morra, ha sfornato i nomi. «Vista la delicatezza della materia e le gravi ripercussioni che questa odiosa etichetta di impresentabilità riversa sui candidati, sulla loro attività politica, sociale, familiare e personale – sottolineava quindi Di Scala -, inviterei quei signori che hanno scritto queste regole tutt’altro che garantiste ad un doveroso approfondimento delle stesse e sui conseguenti giudizi etico-politici». Effettivamente a 48 ore dall’apertura dei seggi l’etichetta di ‘impresentabile’ ha marchiato il voto e posto uno stop alla rielezione. Maria Grazia Di Scala starebbe pensando di citare in giudizio il presidente della commissione parlamentare antimafia Nicola Morra.

C’è anche un altro isolano che ha ottenuto una buona affermazione e che non è stato eletto. È Vito Iacono che ha ottenuto 2732 preferenze che, però, non sono state sufficienti per entrare nel parlamento regionale. «Non entro in consiglio regionale. Neanche con i resti viene attribuito il seggio al Psi, il secondo, nella circoscrizione Napoli», ci conferma. «Non è servito essere il più votato della lista. Oltre la retorica e la demagogia, non è proprio il tempo, e le frasi di circostanza, non sono il tipo, sono molto dispiaciuto. Vivo ore di imbarazzo verso chi, 2.732 elettori, con il voto, ha voluto tributarmi un attestato di stima, di affetto, di fiducia. Molti non sarebbero neanche andati a votare, lo hanno fatto lo stesso per me». Così Vito Iacono analizza la sua performance elettorale. Vito Iacono è il primo nella lista del Psi nella circoscrizione di Napoli. «A Salerno, anche se è il feudo di De Luca, il partito ha retto meglio rispetto a Napoli, dove c’è stato qualche problema. Dinamiche che prescindevano dalla mia performance. Sull’isola di Ischia è andato meglio rispetto alle più rosee aspettative». E così Vito Iacono analizza la sua campagna elettorale: «Ho fatto una campagna elettorale in modo diretto. Un’idea della politica che molti ritenevano superata. Ho raccolto consensi su proposte partendo dalle isole del Golfo. È stata una bella campagna elettorale, una storia che deve continuare». L’intento di Vito Iacono, infatti, è quello di portare avanti gli argomenti esposti nel corso dell’ultimo mese. «Per me era importante sapere di non aver ingannato gli elettori, la mia gente sulla possibilità di arrivare primo della nostra lista e di poter concorrere realmente a rappresentare la mia terra in consiglio regionale», continua. «È stata una bella corsa, che non si può fermare. Sono stato, da subito, trattato con ironia e superficialità, abbiamo vinto diffidenze ed invidie ed abbiamo fatto qualcosa di importante, oltre i numeri che hanno dell’incredibile. Tanto affetto, tante attenzioni e poi una presenza incredibile di giovani che seguivano con grande interesse i miei lunghi, troppo lunghi, discorsi.

Continuerò con loro e per loro, a prescindere, hanno molto da insegnarmi, anche a parlare di meno». Vito Iacono, poi, lancia un avviso alla politica isolana: «Le regionali non saranno un modo per ‘contarsi’ nelle nostre piccole comunità. Oggi a Forio siamo il primo partito ma il consenso che ho ottenuto non sarà utilizzato strumentalmente. L’intento è solo quello di portare la voce degli isolani a Napoli in Regione». Per Vito Iacono c’è un rammarico: «Peccato che nessun candidato isolano sia stato candidato. C’è stata la scelta da parte di politici locali di sostenere candidati non dell’isola. Vari sindaci, assessori e consiglieri comunali dovrebbero spiegare a tutti gli isolani i motivi di questa scelta». E con ironia: «Li hanno votati per ciò che non hanno fatto in questi anni fino ad oggi? Speriamo solo che nel futuro, ovvero per i prossimi cinque anni, metteranno Ischia al centro della loro azione politica». E chiosa Vito Iacono: «Non consentirò che Ischia diventi la periferia di Napoli. Asl unica, trasporti e mobilità sono i temi che abbiamo affrontato nel corso di questa campagna elettorale ed anche se non eletto proverò a portare in Regione Campania».

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