CRONACAPRIMO PIANO

In corsa da Ischia a Napoli per salvare il marito infartuato

L’incredibile ed eroico gesto di un’infermiera in servizio all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno: è (anche) grazie a lei se Mosè Mingione è ancora in vita

Si è salvato solo grazie all’esperienza della moglie, un’infermiera. Mosè Mingione, ischitano 65enne era a Napoli quando si è sentito male improvvisamente per strada, a San Gregorio Ameno a Napoli. Poi l’intervento del 118 che ha portato l’uomo all’Ospedale del Mare dove vengono lautate le sue condizioni dagli infermieri del Triage. Intanto la moglie Carmela Fattorusso, infermiera al Rizzoli di Lacco Ameno parte subito per Napoli. Arrivata all’Ospedale del Mare trova ancora il marito in sala di attesa. Per questo, con la propria auto, con il marito, si rivolge all’ospedale di Pozzuoli. È qui che l’uomo viene sottoposto ad elettrocardiogramma ed alle analisi dalle quali si evince un infarto. Il paziente viene trasferito immediatamente presso l’ospedale ‘San Giuseppe Moscati’ di Aversa, nel Casertano, perché a Pozzuoli non c’è posto. Al momento Mosè Mingione è ricoverato in Emodinamica dove gli sono stati impiantati tre stent coronarici. La moglie promette battaglia. 

“Ho chiesto al Commissario dell’Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva, di fare piena luce e accertare ogni responsabilità. Gli ospedali siano luoghi in cui ci senta al sicuro e in mani fidate. La denuncia di Carmela è gravissima, l’ospedale del Mare è un’eccellenza, è indispensabile l’impegno di persone dedite e professionali in tutti gli ambiti”. Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi e componente della Commissione Sanità.

“Seguirò personalmente lo sviluppo della vicenda, ha concluso Borrelli, è inquietante che un paziente colto da infarto si salvi solo grazie alla lungimiranza della moglie e non per il lavoro di gente pagata per svolgere il proprio lavoro”. Nel contempo il commissario della Napoli 1, Ciro Verdoliva ha annunciato l’avvio di un’indagine interna per capire cosa è accaduto. 

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